Piazza Affari è di Euronext: entra Cdp, la politica festeggia
Vittoria Puledda , di VITTORIA PULEDDA
MILANO - «Oggi annunciamo una transazione storica per Euronext, che estenderà la nostra presenza geografica e accelererà la diversificazione». Così Stephane Boujnah, amministratore delegato di Euronext, ha descritto l’operazione che porterà Piazza Affari e le sue controllate - a partire da Mts, il mercato secondario dei titoli di Stato - tra le braccia di Euronext. «I risultati eccezionali di Borsa italiana saranno ancora migliorati a livello paneuropeo», ha continuato l’ad. Le sinergie lorde saranno pari a 60 milioni all’anno entro il terzo anno.
Del resto, ieri era il giorno delle celebrazioni, con l’annuncio ufficiale dell’acquisizione di Borsa italiana ceduta da Lse (il London stock exchange) anche se il completamento del percorso è previsto nella prima metà del 2021. Un’operazione fortemente voluta dalla politica, per quanto Boujnah ha rimarcato che non c’è stato &l…
Del resto, ieri era il giorno delle celebrazioni, con l’annuncio ufficiale dell’acquisizione di Borsa italiana ceduta da Lse (il London stock exchange) anche se il completamento del percorso è previsto nella prima metà del 2021. Un’operazione fortemente voluta dalla politica, per quanto Boujnah ha rimarcato che non c’è stato &l…
MILANO - «Oggi annunciamo una transazione storica per Euronext, che estenderà la nostra presenza geografica e accelererà la diversificazione». Così Stephane Boujnah, amministratore delegato di Euronext, ha descritto l’operazione che porterà Piazza Affari e le sue controllate - a partire da Mts, il mercato secondario dei titoli di Stato - tra le braccia di Euronext. «I risultati eccezionali di Borsa italiana saranno ancora migliorati a livello paneuropeo», ha continuato l’ad. Le sinergie lorde saranno pari a 60 milioni all’anno entro il terzo anno.
Del resto, ieri era il giorno delle celebrazioni, con l’annuncio ufficiale dell’acquisizione di Borsa italiana ceduta da Lse (il London stock exchange) anche se il completamento del percorso è previsto nella prima metà del 2021. Un’operazione fortemente voluta dalla politica, per quanto Boujnah ha rimarcato che non c’è stato «nessun intervento, nel modo più assoluto» da parte dei governi e che l’unico ad aver espresso un’opinione è stato quello italiano «in modo molto trasparente».
Lse ha accettato la proposta di 4,325 miliardi cedendo una partecipazione che aveva acquistato nel 2007 per 1,6 miliardi di euro (e che le ha reso quasi altrettanto in dividendi, secondo alcuni analisti). Insomma, ha venduto bene ma non avrebbe venduto, se non fosse stata costretta a cedere Mts per rispettare i rimedi che a breve le imporrà l’antitrust europeo per l’acquisizione di Refinitiv; e se non fosse stata caldamente spinta a cedere anche Borsa italiana dalle pressioni politiche, in particolare dei 5 Stelle, ferocemente contrari allo spezzatino. Ora Euronext si è impegnata a dare sostegno alle Pmi, nel loro accesso al mercato dei capitali, così come si punta a valorizzare Cassa Compensazione e Garanzia e Montetitoli, non solo per le attività che vengono svolte in Italia.
I numeri del futuro gruppo sono imponenti: sarà la prima piazza azionaria in Europa, con oltre 1.800 società quotate e 4.000 miliardi di euro in termini di capitalizzazione aggregata. È anche la prima piazza europea per il mercato secondario, con circa 11,7 miliardi di euro di valore in azioni negoziate quotidianamente e la prima piazza europea per la raccolta dei capitali, con oltre 42 miliardi di euro nel 2019. L’Italia, il settimo mercato in cui sarà presente il network di Borse, avrà un suo ruolo forte, come ha sottolineato il ministro Roberto Gualtieri, che ha espresso «grande apprezzamento». Innanzitutto perché è il principale partner in termini di ricavi apportati, poi perché le condizioni di governance sono state ben calibrate, a partire dal fatto che il presidente del consiglio di sorveglianza sarà indicato da Cdp e che avrà 3 consiglieri su 10 (come i soci di maggior peso).
I partner italiani entreranno con un aumento di capitale dedicato, che li porterà ad avere le stesse quote post aumento di Caisse Des Dépôts (7,3%) mentre Intesa avrà l’1,3%, come Bnp Paribas. Ai prezzi attuali, Cdp-Intesa dovrebbero versare circa 700 milioni insieme, ma l’esborso puntuale sarà fissato solo a ridosso dell’aumento. Non solo, gli azionisti italiani entreranno a far parte del patto di sindacato, che anche nella nuova versione avrà grosso modo il 23% di Euronext.
Del resto, ieri era il giorno delle celebrazioni, con l’annuncio ufficiale dell’acquisizione di Borsa italiana ceduta da Lse (il London stock exchange) anche se il completamento del percorso è previsto nella prima metà del 2021. Un’operazione fortemente voluta dalla politica, per quanto Boujnah ha rimarcato che non c’è stato «nessun intervento, nel modo più assoluto» da parte dei governi e che l’unico ad aver espresso un’opinione è stato quello italiano «in modo molto trasparente».
Lse ha accettato la proposta di 4,325 miliardi cedendo una partecipazione che aveva acquistato nel 2007 per 1,6 miliardi di euro (e che le ha reso quasi altrettanto in dividendi, secondo alcuni analisti). Insomma, ha venduto bene ma non avrebbe venduto, se non fosse stata costretta a cedere Mts per rispettare i rimedi che a breve le imporrà l’antitrust europeo per l’acquisizione di Refinitiv; e se non fosse stata caldamente spinta a cedere anche Borsa italiana dalle pressioni politiche, in particolare dei 5 Stelle, ferocemente contrari allo spezzatino. Ora Euronext si è impegnata a dare sostegno alle Pmi, nel loro accesso al mercato dei capitali, così come si punta a valorizzare Cassa Compensazione e Garanzia e Montetitoli, non solo per le attività che vengono svolte in Italia.
I numeri del futuro gruppo sono imponenti: sarà la prima piazza azionaria in Europa, con oltre 1.800 società quotate e 4.000 miliardi di euro in termini di capitalizzazione aggregata. È anche la prima piazza europea per il mercato secondario, con circa 11,7 miliardi di euro di valore in azioni negoziate quotidianamente e la prima piazza europea per la raccolta dei capitali, con oltre 42 miliardi di euro nel 2019. L’Italia, il settimo mercato in cui sarà presente il network di Borse, avrà un suo ruolo forte, come ha sottolineato il ministro Roberto Gualtieri, che ha espresso «grande apprezzamento». Innanzitutto perché è il principale partner in termini di ricavi apportati, poi perché le condizioni di governance sono state ben calibrate, a partire dal fatto che il presidente del consiglio di sorveglianza sarà indicato da Cdp e che avrà 3 consiglieri su 10 (come i soci di maggior peso).
I partner italiani entreranno con un aumento di capitale dedicato, che li porterà ad avere le stesse quote post aumento di Caisse Des Dépôts (7,3%) mentre Intesa avrà l’1,3%, come Bnp Paribas. Ai prezzi attuali, Cdp-Intesa dovrebbero versare circa 700 milioni insieme, ma l’esborso puntuale sarà fissato solo a ridosso dell’aumento. Non solo, gli azionisti italiani entreranno a far parte del patto di sindacato, che anche nella nuova versione avrà grosso modo il 23% di Euronext.