✕
(ansa)

Licenziamenti, è scontro. Tre miliardi alle Pmi

I sindacati contro la mancata proroga del blocco: “Irresponsabile”. Bonus alle imprese in difficoltà. Consegnate alla Ue le linee guida sul Recovery Fund
2 minuti di lettura
ROMA - Sarà rifinanziato con 3 miliardi il bonus a fondo perduto per gli autonomi e le imprese che hanno registrato perdite di fatturato nell’ultimo anno o hanno cessato l’attività. Il contributo nella passata edizione ha avuto una dotazione di 6 miliardi e, come ha osservato il ministro dell’Economia Gualtieri nei giorni scorsi in Parlamento, ha esaurito la sua dotazione.

Nella scorsa edizione fu l’Agenzia delle Entrate a gestire l’operazione: le domande furono presentate sulla base del decreto Rilancio entro l’agosto scorso ma le risorse non furono sufficienti a far fronte alle richieste peraltro aumentate nel frattempo date le condizioni dell’economia. Si studiano ancora i dettagli: nella scorsa edizione furono coinvolte partite Iva e imprese con un fatturato inferiore ai 5 milioni, con perdite di ricavi di due terzi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il cantiere della legge di Bilancio, oggetto di una …
ROMA - Sarà rifinanziato con 3 miliardi il bonus a fondo perduto per gli autonomi e le imprese che hanno registrato perdite di fatturato nell’ultimo anno o hanno cessato l’attività. Il contributo nella passata edizione ha avuto una dotazione di 6 miliardi e, come ha osservato il ministro dell’Economia Gualtieri nei giorni scorsi in Parlamento, ha esaurito la sua dotazione.

Nella scorsa edizione fu l’Agenzia delle Entrate a gestire l’operazione: le domande furono presentate sulla base del decreto Rilancio entro l’agosto scorso ma le risorse non furono sufficienti a far fronte alle richieste peraltro aumentate nel frattempo date le condizioni dell’economia. Si studiano ancora i dettagli: nella scorsa edizione furono coinvolte partite Iva e imprese con un fatturato inferiore ai 5 milioni, con perdite di ricavi di due terzi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il cantiere della legge di Bilancio, oggetto di una riunione fiume la scorsa notte si riapre stasera con un nuovo vertice di maggioranza con l’obiettivo, da confermare, di un Consiglio dei ministri per domani o lunedì per varare il Documento di programmazione, sintesi della “Finanziaria”, da spedire a Bruxelles e la bozza della legge di Bilancio da inviare al Parlamento entro il 20 ottobre.

Intanto il ministro per gli Affari europei Enzo Amendola si è recato ieri, nei tempi stabiliti a Bruxelles, per presentare le linee guida del Recovery plan e aprire l’interlocuzione con la Commissione.

Alcuni nodi si chiudono ed altri restano aperti, soprattutto sui comparti lavoro e famiglia. Il governo ha deciso di non prorogare il blocco dei licenziamenti dal primo gennaio del prossimo anno: con la normativa che torna all’ordinarietà non potranno licenziare, sulla scia di quanto avviene in Europa, solo le imprese che beneficiano della cassa integrazione Covid.

Reazione indignata dei sindacati che con Francesca Re David (Fiom) parlano di misura «incredibile», contrario anche Leu. Per coprire il periodo da novembre a marzo aumentano tuttavia i fondi per la cassa integrazione Covid: saranno 5 miliardi per i settori più colpiti. Arriva anche un pacchetto consistente di decontribuzione del 100 per cento per l’assunzione di giovani sotto i 35 anni che avrà la dotazione di 600 milioni. Confermati anche i 4,8 miliardi per la decontribuzione del costo del lavoro al Sud che investirà lavoratori attivi e nuovi assunti.

Sembra avviarsi a conclusione invece la partita dell’assegno unico per i figli, oggetto di contrasto nelle ultime ore, che sostituirà le detrazioni Irpef e gli assegni familiari e sarà erogato in base al reddito Isee: partirà a luglio del prossimo anno per limitare le risorse a 3 miliardi e perché l’Inps, come è emerso da un vertice di ieri, non è pronta fino a quella data ad erogare la nuova agevolazione. Per l’intervento sulle pensioni e la sterilizzazione degli effetti della caduta del Pil previsti 200 milioni.

Scompare invece l’idea, coltivata fino all’ultimo nella maggioranza, di un intervento sulle aliquote Irpef in attesa della riforma, indirizzata sul binario delle legge delega e prevista per il 2022. La strada scelta per la diminuzione delle tasse resta quella dell’estensione al 2021 del taglio del cuneo fiscale per 100 euro, già in vigore dal luglio scorso, con un costo di 2 miliardi. Nuovo rinvio per plastic tax e sugar tax. Nessun rinvio per le cartelle esattoriali: si pagheranno nei prossimi sei mesi da novembre. Per scuola e sanità arrivano 5 miliardi.