Lavoro per le donne. Anche Mattarella chiede più impegno
Giovanna Canzi , Sergio Mattarella , di GIOVANNA CASADIOIl presidente della Repubblica: "Impresentabile e paradossale nel G7 un tasso di occupazione femminile al 48,9 per cento". Monito sulle contestazioni alle norme antivirus: "La libertà di ciascuno si integra e si realizza con quella degli altri"
Con riconoscenza il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si rivolge alle donne: "L'impegno femminile è stato decisivo in questa emergenza sanitaria. Le donne sono state e sono in prima fila nel contrastare l'epidemia di coronavirus e nel fare andare avanti il Paese in questi mesi". Ma il capo dello Stato si spinge più in là e, incontrando le vincitrici del Premio Bellisario, mette il dito nella piaga del gap di genere, duro a morire, e giudica "impresentabile" la percentuale di occupazione femminile in Italia: il 48,9%. Al tempo stesso le sue parole appaiono un viatico a quanto in queste ore finalmente si muove nel governo per fare uscire "l'altra metà del cielo" in Italia dallo svantaggio forte in cui si trova.
Il premier Conte infatti, sollecitato per la verità da una risoluzione della maggioranza giallorossa, ha preso un impegno solenne di fronte al Parlamento e alle donne di questo Paese l'a…
Il premier Conte infatti, sollecitato per la verità da una risoluzione della maggioranza giallorossa, ha preso un impegno solenne di fronte al Parlamento e alle donne di questo Paese l'a…
Con riconoscenza il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si rivolge alle donne: "L'impegno femminile è stato decisivo in questa emergenza sanitaria. Le donne sono state e sono in prima fila nel contrastare l'epidemia di coronavirus e nel fare andare avanti il Paese in questi mesi". Ma il capo dello Stato si spinge più in là e, incontrando le vincitrici del Premio Bellisario, mette il dito nella piaga del gap di genere, duro a morire, e giudica "impresentabile" la percentuale di occupazione femminile in Italia: il 48,9%. Al tempo stesso le sue parole appaiono un viatico a quanto in queste ore finalmente si muove nel governo per fare uscire "l'altra metà del cielo" in Italia dallo svantaggio forte in cui si trova.
Il premier Conte infatti, sollecitato per la verità da una risoluzione della maggioranza giallorossa, ha preso un impegno solenne di fronte al Parlamento e alle donne di questo Paese l'altro ieri, e cioè di "indirizzare con la massima determinazione una parte significativa delle risorse del Recovery plan" alle donne e al loro lavoro. E il discorso del capo dello Stato suggella l'impegno affinché l'esecutivo accolga davvero la parità di genere, mettendola come priorità della sua agenda. Se infatti la presenza femminile è stata "fondamentale" nell'affrontare e "superare primo Paese in Europa l'uragano" dell'epidemia, adesso - sprona - "sarebbe singolare se a questo non facesse seguito una cura particolare dell'occupazione femminile e che questa soffrisse le conseguenze maggiori e più negative della crisi sociale che si è aggiunta a quella sanitaria".
Un invito caloroso e netto a superare il gap, che arriva nel pieno del dibattito sollevato sulle pagine di Repubblica da Linda Laura Sabbadini, direttora dell'Istat, pioniera degli studi statistici di genere, che sarà presidente del "Women 20", e che ha spezzato la lancia a favore "dell'altra metà del Recovery Fund", perché sia volàno per l'economia tutta. Mattarella ieri usa il termine "impresentabilità" a proposito della bassa occupazione femminile italiana. Il capo dello Stato osserva, citando quel dato: "È paradossale che un Paese del G7 abbia una condizione dell'occupazione femminile inspiegabilmente e impresentabilmente così bassa rispetto agli altri Paesi avanzati. Ed è un problema che incide sulla mentalità del nostro modo di vivere, sul mondo del lavoro e sulla demografia".
Non è il solo monito del presidente della Repubblica al governo. Ne fa anche un altro, questa volta all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università di Macerata, e riguarda il rapporto tra la libertà individuale e i doveri che questa libertà comporta. In queste ore di discussione sulle misure anti Covid e le restrizioni indispensabili, nel pieno dello scontro in Europa con i veti degli Stati sul Recovery Fund, Mattarella avverte: "Un secondo virus, insidioso come il Sars-Cov 2, si è insinuato nella società, quello dell'individualismo e della riemersione dell'ego dei singoli e degli Stati". Perciò bisogna accantonare l'idea che "la libertà degli altri sia un limite alla propria" e pensare che "la libertà di ciascuno si integra e si realizza con quella degli altri".
Il premier Conte infatti, sollecitato per la verità da una risoluzione della maggioranza giallorossa, ha preso un impegno solenne di fronte al Parlamento e alle donne di questo Paese l'altro ieri, e cioè di "indirizzare con la massima determinazione una parte significativa delle risorse del Recovery plan" alle donne e al loro lavoro. E il discorso del capo dello Stato suggella l'impegno affinché l'esecutivo accolga davvero la parità di genere, mettendola come priorità della sua agenda. Se infatti la presenza femminile è stata "fondamentale" nell'affrontare e "superare primo Paese in Europa l'uragano" dell'epidemia, adesso - sprona - "sarebbe singolare se a questo non facesse seguito una cura particolare dell'occupazione femminile e che questa soffrisse le conseguenze maggiori e più negative della crisi sociale che si è aggiunta a quella sanitaria".
Un invito caloroso e netto a superare il gap, che arriva nel pieno del dibattito sollevato sulle pagine di Repubblica da Linda Laura Sabbadini, direttora dell'Istat, pioniera degli studi statistici di genere, che sarà presidente del "Women 20", e che ha spezzato la lancia a favore "dell'altra metà del Recovery Fund", perché sia volàno per l'economia tutta. Mattarella ieri usa il termine "impresentabilità" a proposito della bassa occupazione femminile italiana. Il capo dello Stato osserva, citando quel dato: "È paradossale che un Paese del G7 abbia una condizione dell'occupazione femminile inspiegabilmente e impresentabilmente così bassa rispetto agli altri Paesi avanzati. Ed è un problema che incide sulla mentalità del nostro modo di vivere, sul mondo del lavoro e sulla demografia".
Non è il solo monito del presidente della Repubblica al governo. Ne fa anche un altro, questa volta all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università di Macerata, e riguarda il rapporto tra la libertà individuale e i doveri che questa libertà comporta. In queste ore di discussione sulle misure anti Covid e le restrizioni indispensabili, nel pieno dello scontro in Europa con i veti degli Stati sul Recovery Fund, Mattarella avverte: "Un secondo virus, insidioso come il Sars-Cov 2, si è insinuato nella società, quello dell'individualismo e della riemersione dell'ego dei singoli e degli Stati". Perciò bisogna accantonare l'idea che "la libertà degli altri sia un limite alla propria" e pensare che "la libertà di ciascuno si integra e si realizza con quella degli altri".