Milano. "Il blocco dei licenziamenti era già ad esaurimento da novembre e noi con questa Manovra abbiamo deciso di prolungarlo fino alla fine dell'anno. E poi abbiamo avviato un dialogo con i sindacati e vedremo come collegarlo all'evoluzione della pandemia. Sicuramente tutti coloro che usufruiranno della cassa integrazione straordinaria Covid anche nel 2021 non potranno essere licenziati. Questo è sicuro".
Così il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, ha inquadrato il problema che resta sul tavolo di governo, Confindustria e sindacati: come rimodulare, per la seconda volta dopo il dl Agosto, il divieto di licenziamenti in base ai nuovi ammortizzatori sociali che arriveranno per continuare a supportare i posti di lavoro colpiti dalla seconda ondata della pandemia. I piani di lavoro si intrecciano tra scrittura della legge di Bilancio e decreti ad essa collegati.
Sul fronte della cassa integrazione, stando alle ricostruzioni di queste ultime giornate convulse di vertici politici e lavoro tecnico, un primo intervento è atteso in forma di decreto 'anticipatore' della legge di Bilancio vera e propria: servirà per aiutare le imperse che hanno già attinto alle 18 settimane di aggiunta di cassa Covid stanziate con il decreto Agosto (e retroattive fino al 13 di luglio) ma che alla metà del prossimo mese potrebbero averle già finite.
Per l'anno nuovo, invece, dovrebbe entrare in campo il nuovo fondo da 5 miliardi che servirà a riproporre la cassa Covid, probabilmente per altre 18 settimane e sempre con un meccanismo di proporzionalità rispetto alle difficoltà economiche. Già dal dl Agosto, infatti, le aziende che lamentano una perdita di fatturato superiore al 20% non hanno da versare contribuzione per l'accesso alla Cassa, mentre sono previste compartecipazioni ai costi nell'ordine del 9 e 18% rispettivamente per coloro che hanno sì perso, ma meno di quella soglia, e per coloro che non hanno subito contraccolpi sul business.
Il prolungamento della cassa porta con sé il tema dello stop ai licenziamenti. Questi infatti sono stati bloccati in toto dal 17 marzo. Con il decreto Agosto, però, è intervenuta una prima 'liberalizzazione' dei licenziamenti. Oltre a rientrare in gioco nei casi di accordi con i sindacati sugli incentivi all'esodo, fallimento o chiusura delle attività, il blocco è stato collegato all'utilizzo o meno dei sussidi del governo: chi sfrutta la cassa, fino al 31 dicembre non può licenziare. Come comportarsi ora, che la cassa sta per essere rinnovata? Proprio quella è la domanda che ha lasciato aperta lo stesso Gualtieri.
Mercoledì alle 17 se ne parlerà in un nuovo incontro con i sindacati, che in questi giorni - soprattutto dopo che il ministro Patuanelli ha parlato apertamente dell'intenzione di non prorogare il blocco ai licenziamenti - hanno lamentato il possibile effetto devastante sul lavoro e annunciato mobilitazioni per impedirlo.
"Il ministro Gualtieri ci ha assicurato che prorogando la cassa integrazione fino a fine anno si accompagnerà il blocco dei licenziamenti nella versione del decreto agosto", racconta Ivana Veronese, segretaria confederale della Uil. "Quello che chiediamo è che il blocco accompagni i futuri ammortizzatori Covid e che non si fermi dunque al 31 dicembre. Stiamo entrando in un momento difficile anche per l’economia: tutti lavoriamo per evitare lockdown ma ci sarà un rallentamento. Accompagnare il blocco dei licenziamenti è necessario, così come aprire una discussione sul futuro al di là di fissare la data di prolungamento del blocco". Per quest'ultimo aspetto, i sindacati puntano di arrivare almeno a marzo, la Confindustria si oppone e una via di mezzo potrebbe esser di pareggiare la durata dell'emergenza sanitaria fin qui prevista a fine gennaio.
Se i sindacati hanno messo anche sul piatto la rinuncia ad aumenti salariali per evitare questa evenienza, la Confindustria ha risposto con la disponibilità degli imprenditori a pagare la cassa pur di non avere ancora le mani legate su questo punto. Le possibili mediazioni riguardano un divieto di licenziamento per coloro che hanno tirato effettivamente le ore di cassa integrazione richieste, e non solamente sono autorizzate a farlo dall'Inps; altro ambito discusso è separare i destini tra licenziamenti collettivi e individuali per motivi economici, con blocco confermato per i primi e da rivedere per i secondi. "Un doppio binario per i licenziamenti da qui al 31 dicembre non è pensare. Per quelli successivi, se arriva uno slittamento temporale, si può aprire una discussione su come rimodulare lo stop. Ma servono anche altri corettivi, come la rimoione del décalage della Naspi per coloro che vengono licenziati", chiosa Veronese.
Così il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, ha inquadrato il problema che resta sul tavolo di governo, Confindustria e sindacati: come rimodulare, per la seconda volta dopo il dl Agosto, il divieto di licenziamenti in base ai nuovi ammortizzatori sociali che arriveranno per continuare a supportare i posti di lavoro colpiti dalla seconda ondata della pandemia. I piani di lavoro si intrecciano tra scrittura della legge di Bilancio e decreti ad essa collegati.
Sul fronte della cassa integrazione, stando alle ricostruzioni di queste ultime giornate convulse di vertici politici e lavoro tecnico, un primo intervento è atteso in forma di decreto 'anticipatore' della legge di Bilancio vera e propria: servirà per aiutare le imperse che hanno già attinto alle 18 settimane di aggiunta di cassa Covid stanziate con il decreto Agosto (e retroattive fino al 13 di luglio) ma che alla metà del prossimo mese potrebbero averle già finite.
Per l'anno nuovo, invece, dovrebbe entrare in campo il nuovo fondo da 5 miliardi che servirà a riproporre la cassa Covid, probabilmente per altre 18 settimane e sempre con un meccanismo di proporzionalità rispetto alle difficoltà economiche. Già dal dl Agosto, infatti, le aziende che lamentano una perdita di fatturato superiore al 20% non hanno da versare contribuzione per l'accesso alla Cassa, mentre sono previste compartecipazioni ai costi nell'ordine del 9 e 18% rispettivamente per coloro che hanno sì perso, ma meno di quella soglia, e per coloro che non hanno subito contraccolpi sul business.
Il prolungamento della cassa porta con sé il tema dello stop ai licenziamenti. Questi infatti sono stati bloccati in toto dal 17 marzo. Con il decreto Agosto, però, è intervenuta una prima 'liberalizzazione' dei licenziamenti. Oltre a rientrare in gioco nei casi di accordi con i sindacati sugli incentivi all'esodo, fallimento o chiusura delle attività, il blocco è stato collegato all'utilizzo o meno dei sussidi del governo: chi sfrutta la cassa, fino al 31 dicembre non può licenziare. Come comportarsi ora, che la cassa sta per essere rinnovata? Proprio quella è la domanda che ha lasciato aperta lo stesso Gualtieri.
Mercoledì alle 17 se ne parlerà in un nuovo incontro con i sindacati, che in questi giorni - soprattutto dopo che il ministro Patuanelli ha parlato apertamente dell'intenzione di non prorogare il blocco ai licenziamenti - hanno lamentato il possibile effetto devastante sul lavoro e annunciato mobilitazioni per impedirlo.
"Il ministro Gualtieri ci ha assicurato che prorogando la cassa integrazione fino a fine anno si accompagnerà il blocco dei licenziamenti nella versione del decreto agosto", racconta Ivana Veronese, segretaria confederale della Uil. "Quello che chiediamo è che il blocco accompagni i futuri ammortizzatori Covid e che non si fermi dunque al 31 dicembre. Stiamo entrando in un momento difficile anche per l’economia: tutti lavoriamo per evitare lockdown ma ci sarà un rallentamento. Accompagnare il blocco dei licenziamenti è necessario, così come aprire una discussione sul futuro al di là di fissare la data di prolungamento del blocco". Per quest'ultimo aspetto, i sindacati puntano di arrivare almeno a marzo, la Confindustria si oppone e una via di mezzo potrebbe esser di pareggiare la durata dell'emergenza sanitaria fin qui prevista a fine gennaio.
Se i sindacati hanno messo anche sul piatto la rinuncia ad aumenti salariali per evitare questa evenienza, la Confindustria ha risposto con la disponibilità degli imprenditori a pagare la cassa pur di non avere ancora le mani legate su questo punto. Le possibili mediazioni riguardano un divieto di licenziamento per coloro che hanno tirato effettivamente le ore di cassa integrazione richieste, e non solamente sono autorizzate a farlo dall'Inps; altro ambito discusso è separare i destini tra licenziamenti collettivi e individuali per motivi economici, con blocco confermato per i primi e da rivedere per i secondi. "Un doppio binario per i licenziamenti da qui al 31 dicembre non è pensare. Per quelli successivi, se arriva uno slittamento temporale, si può aprire una discussione su come rimodulare lo stop. Ma servono anche altri corettivi, come la rimoione del décalage della Naspi per coloro che vengono licenziati", chiosa Veronese.