Economia

Fca torna all'utile nel terzo trimestre. Passo avanti per la fusione con Psa

Fiat Chrysler ha riportato 1,5 miliardi di profitti netti al traino dei margini record in Nord America. Rivisto l'accordo per la fusione con il gruppo Peugeot-Citroën: i francesi potranno cedere fino al 7% della società di componenti Faurecia prima delle nozze
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MILANO - Il gruppo Fiat Chrysler Automobile (Fca) riporta in utile i risultati del terzo trimestre dell'anno, dopo la perdita di 1 miliardo di euro accusata nel secondo trimestre, quando il lockdown e la chiusura dei concessionari in diversi mercati avevano fatto contrarre in maniera molto significativa le vendite. Nei mesi estivi da luglio a settembre, i ricavi netti sono scesi a 25,8 miliardi di euro, dai 27,3 miliardi dello stesso periodo del 2019, ma a livello di risultato operativo Fca ha guadagnato di più, con 2,2 miliardi di euro, dagli 1,9 miliardi del 2019. Sempre nel terzo trimestre del 2020 l'utile al netto delle poste straordinarie è salito a 1,53 miliardi, dagli 1,2 miliardi del 2019. Considerando anche le componenti straordinarie, l'utile netto è stato di 1,2 miliardi dalla perdita di 179 milioni dello stesso periodo del 2019.

Le vetture consegnate dal gruppo Fca (controllato dalla holding Exor, così come La Repubblica) sono state 1.026.000, in calo del 3% rispetto a un anno prima, con un incremento sempre su base annua di 27 mila unità in Europa e nell'intera area del Mediterraneo e del Medio Oriente (a 297 mila), mentre sono calate in diversa misura negli altri mercati. L'amministratore delegato Mike Manley ha affermato - in una nota diffusa al mercato - come il gruppo dal punto di vista reddituale abbia conseguito risultati record per il trimestre, sottolineando in particolare la "fenomenale performance del nostro team in Nord America". "Nel trimestre con diversi brand abbiamo presentato prodotti in segmenti in cui non eravamo presenti, abbiamo aperto un nuovo capitolo nella storia del marchio Maserati, confermato la leadership di mercato in America Latina proseguito nel rapido percorso globale di investimenti nell'elettrificazione", ha detto.

Questa mattina ha diffuso i dati sull'andamento del terzo trimestre anche il gruppo francese Peugeot-Citroën (Psa), che sta intanto procede a passi veloci verso la fusione con Fca. Nel trimestre sono tornati a crescere i ricavi della divisione auto (+1,2% rispetto allo stesso periodo del 2019, a 11,9 miliardi di euro) mentre i risultati a livello di gruppo - che comprendono anche i dati della controllata Faurecia, che vende componenti - è stata molto contenuta (da 15,5 a 15,4 miliardi). Ovviamente i numeri restano in forte contrazione se si considerano tutti i primi nove mesi dell'anno, dove i ricavi a livello di gruppo sono diminuiti a 40,5 miliardi di euro, dai 53,9 miliardi dello stesso periodo del 2019. Molto interessante il fatto che la lieve crescita dell'1,2% dei ricavi registrata dalla divisione auto nel terzo trimestre è stata ottenuta con un numero molto inferiore di auto vendute dai marchi del gruppo, che comprende anche Opel e Ds: il calo è stato del 12,7 per cento, per un totale di 588.576 vetture. Nella presentazione con gli analisti Philippe de Rovira, direttore finanziario di Psa, ha indicato che tra i fattori che hanno reso possibile questo risultato ci siano sia un aumento dei prezzi medi, sia soprattutto un mix dei modelli venduti più favorevole, ovvero sono cresciute le vendite di vetture più costose.

Sempre oggi è stata annunciata un nuovo cambiamento dei termini finanziari della fusione tra Psa e Fca, che rispetto all'accordo originale di fine 2019 erano stati già modificati il 14 settembre scorso. Un mese fa era stato annunciato che il dividendo straordinario per gli azionisti di Fca sarebbe sceso da 5,5 miliardi a 2,9 miliardi e che, in cambio, a tutti gli azionisti della futura holding comune Stellantis sarebbe stato distribuito il pacchetto del 46% detenuto oggi da Psa in Faurecia. In valutazioni successive i due gruppi devono aver valutato che il cambio di controllo di Faurecia potesse far sorgere qualche difficoltà con le autorità francesi e così, nella mattinata di oggi, hanno annunciato che Psa potrà vendere prima del perfezionamento della fusione fino al 7% del capitale di Faurecia e che i cda di Psa e di Fca potranno "adottare eventuali altre misure, a eccezione di ulteriori cessioni di azioni, ritenute necessarie a garantire che Stellantis non acquisisca il controllo di Faurecia, in linea con quanto previsto nel Combination Agreement originario".

La valutazione è che comunque la cessione del 7% possa "facilitare l'ottenimento delle necessarie approvazioni normative relative alla fusione", prevista entro il primo trimestre del 2021. La nota congiunta informa anche che"è stata firmata da parte dei rispettivi consigli di amministrazione il progetto di fusione transfrontaliera relativo alla combinazione dei due gruppi": un passaggio tecnico necessario per definire la road map delle operazioni societarie che andranno fatte a valle della fusione che darà vita a Stellantis.