Economia

Cina, la politica vince sul mercato: Jack Ma costretto a congelare l'Ipo dei record di Ant Financial

(afp)
Tutti si aspettavano l'operazione da oltre 34 miliardi, capace di stracciare lo sbarco in Borsa di Saudi Aramco. Ma i regolatori di Shanghai hanno bloccato tutto, gettando ombre sul rapporto con il più rappresentativo degli imprenditori asiatici
2 minuti di lettura
NANCHINO - A meno di due giorni dal debutto sul listino, previsto per giovedì, la Borsa di Shanghai sospende a sorpresa la quotazione record di Ant Group, il colosso della finanza digitale fondato da Jack Ma.

La motivazione ufficiale, secondo la società che gestisce il mercato, sono "significativi cambiamenti" nel contesto regolatorio, emersi dopo che ieri Ma, azionista di maggioranza, e i dirigenti di Ant erano stati convocati dai rappresentanti delle massime autorità finanziarie cinesi. Ora Ant, spiega senza elaborare la Borsa di Shanghai, che poche settimane fa aveva dato il via libera all'Ipo, potrebbe non soddisfare più i criteri regolatori. Così le tensioni tra Ma e le autorità finanziarie, già emerse in alcune dichiarazioni dei giorni scorsi, diventano esplicite. Questo stop a un passo dal traguardo getta una grande ombra sulla quotazione più ricca della storia, 34,5 miliardi di dollari da raccogliere tra Shanghai e Hong Kong (anche lì la quotazione è stata sospesa).

Non è un mistero che Ant sia da tempo nel mirino del regolatore cinese. Nata come il sistema di pagamento dell'e-commerce di Alibaba, la società di Jack Ma è diventata un moloch finanziario con 700 milioni di utenti mensili, a cui offre servizi finanziari che vanno dai pagamenti, ai prestiti, agli investimenti. Una startup che ha rivoluzionato il mercato cinese scavalcando le obsolete banche tradizionali (di Stato) e diventando un'infrastruttura fondamentale della Cina. Infrastruttura che le autorità hanno iniziato a considerare "troppo grande per fallire" e a guardare con preoccupazione, introducendo sempre più regole in un settore che non ne aveva, da requisiti di capitalizzazione più stringenti alla freschissima proposta di un tetto sui prestiti erogabili online. A detta di tutti gli analisti questa stretta regolatoria rappresenta l'incognita maggiore sul futuro di Ant. 

Dieci giorni fa, durante un convegno a Shanghai, Jack Ma si era lanciato in un'accusa molto poco cinese, ma molto in linea con la sua strabordante personalità, contro i regolatori, colpevoli di soffocare l'innovazione con la loro ossessione per il rischio: "Il gioco del futuro è l'innovazione, non solo la regolazione".

La risposta, indiretta ma non troppo, era arrivata sabato dal Comitato per la stabilità finanziaria presieduto da Liu He, braccio destro di Xi, al termine di una riunione tutta centrata su "stabilità" e "scurezza". Ieri Ma e i dirigenti di Ant sono stati chiamati a rapporto da un plotone di regolatori al gran completo: Banca centrale, Autorità bancaria e assicurativa, Autorità di Borsa e Amministrazione dei tassi di cambio. "Sono state scambiate vedute sulla stabilità del settore", aveva scritto la società in una nota, aggiungendo di essere "impegnata a implementare quelle opinioni in profondità".

Non è bastato, evidentemente. Stasera la Borsa di Shanghai ha comunicato che la quotazione è rimandata. A data da destinarsi, in attesa di capire quali aspetti andranno corretti. Secondo fonti citate da Reuters, la società subirà un controllo più approfondito per quanto riguarda requisiti di capitale e leva. Un messaggio molto chiaro a Jack Ma e tutti gli altri imprenditori: prima dell'innovazione, in Cina viene la stabilità. Prima del mercato, la politica.