ROMA - Il meccanismo delle sovvenzioni del decreto Ristori-bis si tinge di tre colori. Rafforzamento per le circa 40 categorie soggette alla chiusura totale nelle zone rosse e per quelle delle zone arancioni: è previsto fino al 200 per cento dei rimborsi ottenuti prima dell’estate dall’Agenzia delle entrate che furono erogati in percentuale della perdita di fatturato rispetto ad un anno prima. E’ previsto naturalmente il mantenimento degli aiuti già stabiliti con il decreto Ristori-Uno per le partite Iva, commercianti, artigiani e imprese delle zone gialle.
Tra le misure che corrono parallelamente al Dpcm, come ha fatto cenno il premier Conte nella conferenza stampa, anche il rafforzamento dei congedi parentali per favorire le famiglie dove i ragazzi fanno didattica a distanza. Estese alle imprese soggette alle nuove chiusure la sterilizzazione della seconda rata Imi e gli sconti per gli affitti.
Le riunioni sono ancora in corso ma si conferma l’intenzione di non superare la cifra di 1,5-1,6 miliardi (lo stesso Conte in conferenza stampa ha dato come forchetta 1,5-2 miliardi) per l’operazione che sarà messa in campo con la metà di novembre, sarà gestita dall’Agenzia delle entrate e prevederà rimborsi automatici sulla perdita del fatturato parametrati e rafforzati rispetto a quelli ottenuti e certificati a maggio.
Per quanto riguarda la vasta area gialla si resterà al decreto Ristori-Uno: il beneficio è del 100 per cento (cioè lo stesso) per i taxi e Ncc, del 150 per cento per 12 tipi di attività (alberghi, villaggi turistici ecc), del 200 per cento per 38 tipi di attività (tra le quali bar, ristoranti, pasticcerie, cinema ecc.) e per le sole discoteche del 400 per cento.
Nelle zone arancioni e rosse ci saranno una quarantina di altre categorie che saranno soggette alla chiusura. Queste categorie, oltre a quelle danneggiate a livello nazionale, come i musei, oppure danneggiate dal coprifuoco come pizze al taglio, rosticcerie o bus turistici avranno un potenziamento del ristoro che sarà livellato, rispetto al decreto-uno al 200 per cento. In pratica chi aveva diritto al 100 per cento o al 150 per cento salirà al 200, mentre chi è attualmente a questo livello rimarrà tale. Per negozianti e attività che fanno parte delle 40 categorie che entrano nelle chiusure totali e pagano l’Imu ci sarà la sterilizzazione dell’imposta come pure è prevista l’estensione della cassa integrazione per i dipendenti e il credito d’imposta per gli affitti.
Un meccanismo interno al decreto consentirà di estendere i sussidi successivamente, senza altri provvedimenti, nel caso del passaggio di una regione da fascia a fascia. Il decreto Ristori-bis è atteso per venerdì, sarà inviato al Senato dove oggi è cominciato l’esame del Ristori-Uno: i due decreti con tutta probabilità verrano fusi.
Tra le misure che corrono parallelamente al Dpcm, come ha fatto cenno il premier Conte nella conferenza stampa, anche il rafforzamento dei congedi parentali per favorire le famiglie dove i ragazzi fanno didattica a distanza. Estese alle imprese soggette alle nuove chiusure la sterilizzazione della seconda rata Imi e gli sconti per gli affitti.
Le riunioni sono ancora in corso ma si conferma l’intenzione di non superare la cifra di 1,5-1,6 miliardi (lo stesso Conte in conferenza stampa ha dato come forchetta 1,5-2 miliardi) per l’operazione che sarà messa in campo con la metà di novembre, sarà gestita dall’Agenzia delle entrate e prevederà rimborsi automatici sulla perdita del fatturato parametrati e rafforzati rispetto a quelli ottenuti e certificati a maggio.
Per quanto riguarda la vasta area gialla si resterà al decreto Ristori-Uno: il beneficio è del 100 per cento (cioè lo stesso) per i taxi e Ncc, del 150 per cento per 12 tipi di attività (alberghi, villaggi turistici ecc), del 200 per cento per 38 tipi di attività (tra le quali bar, ristoranti, pasticcerie, cinema ecc.) e per le sole discoteche del 400 per cento.
Nelle zone arancioni e rosse ci saranno una quarantina di altre categorie che saranno soggette alla chiusura. Queste categorie, oltre a quelle danneggiate a livello nazionale, come i musei, oppure danneggiate dal coprifuoco come pizze al taglio, rosticcerie o bus turistici avranno un potenziamento del ristoro che sarà livellato, rispetto al decreto-uno al 200 per cento. In pratica chi aveva diritto al 100 per cento o al 150 per cento salirà al 200, mentre chi è attualmente a questo livello rimarrà tale. Per negozianti e attività che fanno parte delle 40 categorie che entrano nelle chiusure totali e pagano l’Imu ci sarà la sterilizzazione dell’imposta come pure è prevista l’estensione della cassa integrazione per i dipendenti e il credito d’imposta per gli affitti.
Un meccanismo interno al decreto consentirà di estendere i sussidi successivamente, senza altri provvedimenti, nel caso del passaggio di una regione da fascia a fascia. Il decreto Ristori-bis è atteso per venerdì, sarà inviato al Senato dove oggi è cominciato l’esame del Ristori-Uno: i due decreti con tutta probabilità verrano fusi.