Economia

Trump o Biden, sui mercati vincerà la volatilità. Ma le Banche centrali e la corsa al vaccino resteranno la guida per gli investitori

(reuters)
Gli addetti ai lavori si aspettano un contraccolpo dalle contestazioni sul voto: Dollaro e Treasury vincitori nell'incertezza. L'esclusione di una onda blu democratica assottiglia le possibilità di vasti stimoli con effetto reflazionistico. Con l'uno o l'altro candidato ci saranno settori più o meno favoriti (oil vs green; aziende domestiche vs esportatrici) ma nei prossimi mesi il passo sarà ancora dettato dalla liquidità delle Banche centrali e dall'emergenza sanitaria
3 minuti di lettura
MILANO - Allacciare le cinture per almeno un paio di settimane, finché il quadro delle elezioni Usa non si sarà schiarito. Poi, l'azione incessante delle Banche centrali e le novità sul fronte dell'emergenza sanitaria torneranno a farla da padrone nel determinare l'umore dei mercati. Se alla fine vincerà Biden o Trump, cambierà il quadro dei settori investiti più o meno favorevolmente dal voto americano. Certo l'assenza di una prevedibile "onda blu" democratica sgombra il campo dalle ipotesi di stimoli monstre e quindi risalita rapida dell'inflazione. Ma a muovere le leve complessivamente verso l'alto o il basso saranno la liquidità delle istituzioni centrali e la corsa per il vaccino anti-Covid. 

E' questo il commento a caldo degli addetti ai lavori alla notte elettorale Usa che lascia ancora tutti col fiato sospeso. Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte Sim, commenta a caldo questa situazione ancora interlocutoria dettagliando i punti che restano in sospeso. "Il presidente in carica, Donald Trump, ha subito fatto menzione del ricorso alla Corte Suprema. La recente nomina di Barrett lascia credere che sia una wild card che non avrà remore a giocarsi. Ci sono poi le preoccupazioni su possibili disordini sociali, certificate dal fatto che molti commercianti nelle grandi aree metropolitane hanno letteralmente protetto le loro vetrine. Molti fattori inducono all'attesa". 

Aspettando dunque che si sciolgano questi nodi, sui mercati le Banche centrali continueranno a indossare i panni di stelle polari. "Già domani la Fed si riunirà e dalla seconda parte di novembre in avanti l'aspettativa è che tutte le istituzioni occidentali inondino il mercato di nuova liquidità". Una volta scavallata la volatilità elettorale, "il ritmo tornerà ad esser dettato dal supporto incessante dei banchieri centrali e dalle novità sul fronte della pandemia". A differenza di quanto visto in primavera, l'emergenza sanitaria spacca maggiormente Est e Ovest del mondo. "Per ora l'Asia sta passando indenne la seconda ondata. Ciò incentiva a mettere in atto lockdown meno aggressivi in occidente, perché fermare le aziende esportatrici in questo momento significa condannarle a perdere quote di mercato". Lo sbocco sui mercati dell'Est è invece un fattore che gioca a favore della loro sopravvivenza in tempi (domesticamente) bui. L'aspettativa generale è dunque che le Banche centrali "continuino a dare il loro contributo per mantenere i mercati in posizione rialzista". L'esito elettorale potrà a questo punto agire da "fine tuning: cambieranno i settori 'vincitorì nel caso di affermazione dell'uno o dell'altro candidato, ma in un contesto comunque guidato dalle iniziative dei governatori e dagli sviluppi della pandemia". Come potrebbero cambiare le cose con Trump o Biden? "Nel primo caso, Nasdaq e aziende orientate verso l'estero sarebbero rafforzate insieme al comparto oil. Nel secondo caso, le aziende domestiche beneficerebbero dell'enorme piano infrastrutturale previsto, così come tutto il mondo green dalla rinnovata spinta alla sostenibilità".

Concorda nell'analisi Massimiliano Schena, CIO di Symphonia SGR. "Restiamo convinti che non sia opportuno scommettere sui risultati elettorali con un'ottica di breve respiro: l'incertezza e gli strascichi del voto porteranno volatilità per almeno un paio di settimane". Meglio dunque concentrarsi sui trend di medio periodo: "Gli Stati Uniti avranno comunque bisogno di un forte stimolo fiscale, visto che da luglio - con la fine di alcuni provvedimenti anti-Covid - il segno del bilancio ha iniziato a invertirsi. Le Banche centrali resteranno iper-accomodanti e si aspettano per fine anno notizie sul fronte dei vaccini che potrebbero dare maggior chiarezza al quadro". 

A vedere come si stanno muovendo le diverse asset class in queste ore convulse si può comunque trarre qualche prima lezione: "Dollaro e titoli di Stato americani sono i primi vincitori in uno scenario d'incertezza: appena è stato chiaro, nella notte, che l'esito non sarebbe stato di una blue wave democratica, il rendimento dei Treasury è sceso e il dollaro si è rafforzato. E' venuta meno l'ipotesi di una politica reflazionistica dettata dal forte stimolo fiscale atteso dai Democratici, che non hanno la certezza non solo della Casa Bianca ma neppure del Senato". Per dirla con la nota mattutina di Ariel Bezalel di Jupiter AM, "l'investimento a favore di uno scenario di vittoria di Biden e conseguente reflazione, il cosiddetto Biden Reflation Trade, che era stato sempre più prezzato dai mercati, sta già iniziando a raffreddarsi mentre gli investitori rivalutano il rischio".

L'assenza di una affermazione netta di Biden spiega anche la debolezza dello yuan: l'ipotesi di una riconferma di Trump riaccende la possibilità di una politica estera aggressiva. "Lo stesso discorso spiega il fatto che le azioni europee stiano sotto-performando rispetto ai future americani - aggiunge Schena - Nell'America first di Trump, a pagare sono soprattutto le aziende e le azioni al di fuori degli Stati Uniti".

Per quanto riguarda gli impatti sui settori, "il tech potrebbe esser più resistente, soprattutto in considerazione di una pandemia ancora in atto che porta a digitalizzare relazioni e consumi". Per la sanità, altra voce in cima all'agenda di questi mesi, "l'assenza di una blue wave democratica riduce il rischio regolatorio che poteva profilarsi". In generale, i settori ciclici "soffrono perché viene meno la prospettiva di ripartenza dell'inflazione" associata al programma di forti stimoli democratici. Ma per i beni tradizionali il vero game changer sarà la sconfitta del virus, più che la vittoria di questo o quel candidato.