Economia

Le Borse di oggi, 10 novembre 2020. I listini Ue chiudono ancora positivi. Zoom, Netflix & CO.: le "sconfitte" del vaccino

(reuters)
Gli indici si rafforzano dopo un'apertura incerta, Milano guadagna lo 0,5% sui massimi da marzo. In ordine sparso gli indici di Wall Street. Debole la produzione industriale italiana, crolla l'indice Zew tedesco
2 minuti di lettura
MILANO - I mercati europei chiudono ancora positivi all'indomani dell'euforia sui mercati internazionali, scattata quando la Pfizer ha annunciato di esser a un punto avanzato per la produzione di un vaccino anti-Covid. Se ieri le Borse europee hanno chiuso in carrozza, con rialzi sopra i cinque punti percentuali, l'apertura di stamattina era stata debole. Poi c'è stato il miglioramento con la conferma di una "rotazione" delle preferenze degli investitori verso i titoli che beneficiano della prospettiva di un ritorno alla normalità.

Milano a fine giornata aggiunge così lo 0,49% e si porta ai massimi da marzo. Positive anche le altre del Vecchio continente: Londra avanza dell'1,8%, Francoforte dello 0,5% e Parigi sale dell'1,55 per cento. Su Piazza Affari si mette in evidenza Leonardo, che sale del 7% dopo esser stata sospesa per eccesso di rialzo. Già ieri le azioni del gruppo erano balzate del 16%, sui rumors, non smentiti, di una possibile ipo della controllata usa drs da realizzarsi già nel primo semestre 2021. Per gli analisti di Equita si tratta di uno scenario "possibile".

Diversa la situazione a New York il giorno dopo il forte rialzo determinato soprattutto dalle notizie positive sull'efficacia del vaccino sviluppato da Pfizer con la tedeca BioNtech. A Wall Street il Dow Jones guadagna lo 0,6%, mentre il Nasdaq è in negativo dell'1,1% e l'S&P 500 perde lo 0,15%. In mattinata, le azioni asiatiche erano riuscite a cogliere la coda dell'ottimismo globale ma senza variazioni clamorose. La Borsa di Tokyo ha terminato infatti la seduta con un modesto guadagno dello 0,25%.

"Ci sono ovviamente questioni aperte sulla sostenibilità del flusso positivo di notizie riguardo al vaccino: dall'efficacia alla scalabilità della cura, per arrivare agli effetti collaterali e ai problemi legati alla distribuzione e alla coservazione refrigerata", ha spiegato Michael Purves di Tallbacken Capital Advisors a Bloomberg indicando quali sono i motivi della frenata: una botta di realismo, dopo il grande entusiasmo.

La prospettiva di un normale ritorno alla normalità ha fatto anche vittime celebri. Si tratta di quelle società, in particolare tecnologiche, che avevano guidato la cavalcata azionaria
durante la prima uscita dal Coronavirus: gli alfieri del tech americano che hanno accresciuto i loro affari grazie al distanziamento sociale e sono pronti a sfruttare un trend che, scommettono gli investitori, resterà anche quando il Covid sarà un ricordo. La più chiacchierata delle startup, Zoom, ha perso ieri il 17% a New York. Dopo una corsa del +500% che ha proiettato il fondatore dell'App delle videochiamate tra i più ricchi del pianeta, il rinculo del titolo è costato al suo ideatore Yuan 5 miliardi di patrimonio. Anche Netflix (-6,2%), Amazon (-2,2%) o la telemedicina di Teladoc Health (-12%) hanno pagato la prospettiva di tornare a vivere come in precedenza. Fattore che di contro ha spinto al recupero i grandi malati di questo periodo, titoli come le crociere Carnival, Norwegian e Royal Caribbean che hanno guadagnato intorno al 20% o le compagnie aeree.

Dal fronte macroeconomico si segnala in Italia la debolezza della produzione industriale già per il mese di settembre, mentre in Germania l'indice Zew sulla fiducia dei consumatori tedeschi cala nettamente e scende a 39 punti a novembre, dai 56,1 punti di ottobre e a fronte degli attesi 47 punti. L'indice sulla situazione attuale si attesta a -64,3 punti, a fronte degli attesi -65 punti e dei -59,5 punti di ottobre. Lo spread tra Btp e Bund è poco mosso in area 125 punti base nel secondo giorno di collocamento del Btp Futura, che dopo i 2,5 miliardi del debutto raccoglie già un altro miliardo.

Il petrolio segue l'andamento dei mercati azionari: rincula in avvio dopo la corsa della vigilia, poi torna in rialzo sostenuto anche da un possibile intervento dell'Opec+. Il Brent, con consegna di gennaio, aumenta dell'1,37% a 42,98. A New York, il barile di Wti, con consegna a dicembre, sale dell'1,17% a 40,78 dollari.

Di contro risale il prezzo dell'oro, bene rifugio che ieri aveva pagato il ritorno al rischio degli investitori: oggi il metallo prezioso è scambiato a 1.887,73 dollari l'oncia con un aumento dell1,32%.