MILANO - Le Borse europee chiudono in cauto rialzo dopo l'apertura segnata dalle preoccupazioni legati al massiccio aumento di contagi in tutto il mondo, con gli Usa che ieri hanno registrato il loro nuovo record giornaliero mandando in soffitta l'euforia per la prospettiva di un vaccino Pfizer.
Uno scenario ben rappresentato anche dalle parole pronunciate ieri dal presidente della Federal Reserve Jerome Powell, secondo cui lo sviluppo di un vaccino "è una notizia positiva e benvenuta per il medio termine", ma "i prossimi mesi potrebbero essere ardui" e l'attuale aumento dei casi di coronavirus negli Stati Uniti è il "rischio maggiore" per l'economia. Anche per questo - ha rimarcato - saranno probabilmente necessari altri aiuti di politica monetaria e fiscale. Indicazioni che ieri hanno contribuito a spingere al ribasso Wall Street, i cui principali indici ieri hanno chiuso tutti in calo. Scambi debili anche in Asia, dove Tokyo ha chiuso a -0,54%.
In Europa, dopo un avvio in negativo i listini hanno trovato spinta dai dati pubblicati da Eurostat che certificano il rimbalzo del Pil del terzo trimestre superiore alle attese, come già emergeva nei giorni scorsi dai singoli report dei principali Paesi, Italia inclusa. Il prodotto dell'Eurozona nel terzo trimestre è cresciuto del 12,6% rispetto al trimestre precedente (+11,6% nell'Ue). Secondo l' ufficio statistico dell'Unione europea si tratta di gran lunga dell'aumento maggiore dall'inizio delle serie temporali nel 1995 e di un rimbalzo rispetto al secondo trimestre quando era sceso dell'11,8% nella zona euro e dell'11,4% nell'Ue.
Alla fine della giornata di scambi del Vecchio continente, Londra è l'unica a stonare e arretra dello 0,36% a 6.316 punti. A Milano l'indice Ftse Mib sale dello 0,41% a 20.903 punti. Francoforte cresce dello 0,18% a 13.076 punti e Parigi dello 0,33% a 5.380 punti. Quando termina la seduta in Europa, Wall Street è positiva con il Dow Jones in rialzo dell'1%, lo S&P500 a +0,85% e il Nasdaq che sale dello 0,56 per cento.
Si chiude intanto oggi il collocamento del Btp futura: il Tesoro registra oltre 5,7 miliardi di euro piazzati mancando dunque di poco la quota 6 miliardi superata nell'emissione di luglio. Si registrano intanto buone notizie per il costo del debito sul mercato secondario, con lo spread tra Btp e Bund tedeschi schiacciato in area 117 punti base ai minimi dall'aprile 2018 per un rendimento del decennale tricolore poco sopra lo 0,6 per cento.
Il clima di incertezza sulla ripresa economica si riflette come sempre anche sul petrolio. Dopo essere schizzate a ridosso dell'annuncio di Pfizer sul vaccino, le quotazioni continuano a rallentare anche oggi. I contratti sul greggio Wti del Texas calano dell'1,9% a 40,3 dollari al barile mentre quelli sul Brent cedono l'1,5% a 42,8 dollari.
Uno scenario ben rappresentato anche dalle parole pronunciate ieri dal presidente della Federal Reserve Jerome Powell, secondo cui lo sviluppo di un vaccino "è una notizia positiva e benvenuta per il medio termine", ma "i prossimi mesi potrebbero essere ardui" e l'attuale aumento dei casi di coronavirus negli Stati Uniti è il "rischio maggiore" per l'economia. Anche per questo - ha rimarcato - saranno probabilmente necessari altri aiuti di politica monetaria e fiscale. Indicazioni che ieri hanno contribuito a spingere al ribasso Wall Street, i cui principali indici ieri hanno chiuso tutti in calo. Scambi debili anche in Asia, dove Tokyo ha chiuso a -0,54%.
In Europa, dopo un avvio in negativo i listini hanno trovato spinta dai dati pubblicati da Eurostat che certificano il rimbalzo del Pil del terzo trimestre superiore alle attese, come già emergeva nei giorni scorsi dai singoli report dei principali Paesi, Italia inclusa. Il prodotto dell'Eurozona nel terzo trimestre è cresciuto del 12,6% rispetto al trimestre precedente (+11,6% nell'Ue). Secondo l' ufficio statistico dell'Unione europea si tratta di gran lunga dell'aumento maggiore dall'inizio delle serie temporali nel 1995 e di un rimbalzo rispetto al secondo trimestre quando era sceso dell'11,8% nella zona euro e dell'11,4% nell'Ue.
Alla fine della giornata di scambi del Vecchio continente, Londra è l'unica a stonare e arretra dello 0,36% a 6.316 punti. A Milano l'indice Ftse Mib sale dello 0,41% a 20.903 punti. Francoforte cresce dello 0,18% a 13.076 punti e Parigi dello 0,33% a 5.380 punti. Quando termina la seduta in Europa, Wall Street è positiva con il Dow Jones in rialzo dell'1%, lo S&P500 a +0,85% e il Nasdaq che sale dello 0,56 per cento.
Si chiude intanto oggi il collocamento del Btp futura: il Tesoro registra oltre 5,7 miliardi di euro piazzati mancando dunque di poco la quota 6 miliardi superata nell'emissione di luglio. Si registrano intanto buone notizie per il costo del debito sul mercato secondario, con lo spread tra Btp e Bund tedeschi schiacciato in area 117 punti base ai minimi dall'aprile 2018 per un rendimento del decennale tricolore poco sopra lo 0,6 per cento.
Il clima di incertezza sulla ripresa economica si riflette come sempre anche sul petrolio. Dopo essere schizzate a ridosso dell'annuncio di Pfizer sul vaccino, le quotazioni continuano a rallentare anche oggi. I contratti sul greggio Wti del Texas calano dell'1,9% a 40,3 dollari al barile mentre quelli sul Brent cedono l'1,5% a 42,8 dollari.