Inps, caos contributi: niente rinvii per Campania e Toscana. Consulenti del lavoro: "Interpretazione troppo rigida"
di
Rosaria Amato
(siano)
Dopo la confusione provocata dalla circolare di giovedì dell'Istituto di previdenza, che aveva esteso il rinvio dei pagamenti in scadenza oggi anche alle zone arancioni, male interpretando il Decreto Ristori Bis (errore corretto con la circolare del giorno dopo, tra le proteste dei diretti interessati) oggi si apre la questione delle nuove zone rosse
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ROMA - Pagare o non pagare i contributi per i lavoratori in scadenza il 16 novembre: il pasticcio tra norme e circolari interpretative oggi arriva al capolinea, visto che il 16 novembre è l'ultimo giorno stabilito per i versamenti, ma i dubbi su quali sono le aziende che sono state autorizzate allo slittamento al 16 marzo 2021 ancora non sono stati chiariti del tutto. In particolare rimane in sospeso la questione per le due nuove zone rosse, e cioè Campania e Toscana: per loro la sospensione opera oppure no? Non secondo l'Inps (circolare n.129/2020, che limita lo slittamento a Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Provincia Autonoma di Bolzano). Sì invece secondo i Consulenti del Lavoro, che giudicano questa posizione eccessivamente rigida.
"Norme che generano confusione"
GIà nei giorni precedenti si era aperta una questione di segno opposto: la circolare interpretativa Inps n.128 del 12 novembre aveva esteso la sospensione dei termini relativi ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali in scadenza nel mese di novembre 2020 anche a tutti i datori di lavoro che operano nelle zone arancioni. Errore prontamente corretto nella circolare n.129 diffusa il giorno dopo, ma non tanto presto da non sollevare critiche e proteste vista l'imminenza della scadenza dei pagamenti: "Il Decreto Ristori fa riferimento ad alcune tipologie a prescindere dalla zona in cui si trovano, per via del danno economico subito - spiega Giuseppe Buscema, esperto della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro - ma per una serie di attività è richiesto invece che, oltre ad aver subito danni, si trovino nella zona rossa. Non nella zona arancione: una norma che ha determinato confusione perché il decreto è scritto in maniera poco intellegibile, e a questo si aggiunge la scadenza a ridosso. I datori di lavoro dovrebbero attenersi al decreto e non alle circolari che contengono solo chiarimenti, ma siccome le norme sono difficili da capire molti fanno riferimento solo alle circolari".
Chiarita all'ultimo momento questa prima questione, sorge però un'altra questione: da domenica 15 novembre anche la Campania e la Toscana sono zone rosse. Il beneficio della sospensione dei contributi vale anche per loro? Non per l'Inps, sì invece per i Consulenti del Lavoro: "L’Inps, con la circolare n. 129 del 13/11/2020, con la quale ha sostituito la n. 128 del giorno precedente, ha inteso confermare che, “l’eventuale variazione, nel corso del mese di novembre, della collocazione delle Regioni e delle Province autonome, rispetto alle c.d. zone gialle, arancione e rosse, non ha effetti per l’applicazione della sospensione contributiva di cui alla presente circolare”, argomentano i Consulenti del Lavoro in una nota pubblicata sul sito.
"Alla luce del testo di legge appena richiamato - spiegano - non si ritiene di poter condividere tale posizione di rigidità, considerato che la ratio dell’art. 11 del d.l. n. 149/2020, chiaramente ispirata a riscontrare le mutevoli esigenze delle condizioni pandemiche sul territorio e garantire la tempestività delle misure da adottare, consente di ritenere ricomprese negli effetti della sospensione in discorso tutti quei territori che, in attuazione dei provvedimenti di cui all’art. 3 del DPCM del 3/11/2020 e dell’art. 30 del d.l. n. 149/2020 vengano ad essere dichiarati, nelle more della scadenza nei termini, nelle condizioni giustificatrici della sospensione medesima. Considerata la scadenza del 16 novembre, quindi, ai territori individuati dalla circolare Inps n. 129/2020, Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Provincia Autonoma di Bolzano, si aggiungono necessariamente anche Campania e Toscana".
In attesa che l'Inps chiarisca ulteriormente, va ricordato che il pagamento a marzo può anche essere rateizzato in quattro rate mensili, che però vanno pagate puntualmente: al secondo mancato pagamento si decade dall'agevolazione e va pagato tutto in unica soluzione.
Altre scadenze di novembre
Il Decreto Ristori prevede inoltre lo slittamento di una serie di versamenti tributari, in scadenza nel mese di novemnre. Si tratta delle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e di quelli assimilati e trattenute relative all'addizionale regionale e comunale, dovuti dai sostituti d’imposta e dell'Iva. Il rinvio si applica ai titolari delle attività sospese dal Dpcm del 3 novembre, a prescindere dalla zona di residenza, a chi esercita attività di ristorazione nelle zone rosse, o agli albergatori o tour operator delle stesse zone, ai titolari delle attività economiche indicate dall'Allegato 2 del decreto. I pagamenti slittano in unica soluzione al 16 marzo o in un massimo di quattro rate.