MILANO - Sono diventati il simbolo della crisi economica derivante dal coronavirus e dalle relative chiusure di attività. I settori della ristorazione e affini, ma anche quello della cultura, stanno pagando un conto salato alla pandemia. Così i loro lavoratori.
La Fipe-Confcommercio, la federazione dei pubblici esercizi, durante la sua assemblea annuale di mercoledì ha quantificato in 33 miliardi la perdita di fatturato attesa per il 2020, su un totale a regime di circa 96 miliardi. Il solo quarto trimestre dell'anno dovrebbe segnare, complici le chiusure per la seconda ondata e le nuove restrizioni, un calo del 40% del fatturato: dieci miliardi in fumo. Tanto che, al premier Conte, l'associazione ha parlato di 60mila imprese a rischio chiusura e oltre 300mila posti di lavoro in bilico.
CALCOLA IL TUO STIPENDIO GIUSTO
Grazie al database di JobPricing, il calcolatore sullo stipendio giusto di Repubblica, abbiamo sintetizzato l'impatto delle chiusure sui lavoratori del comparto, ipotizzando una loro messa in cassa integrazione a zero ore. La precisazione doverosa è che spesso si tratta di piccole società in cui i titolari sono anche i conduttori dei locali. Ma i numeri dei lavoratori che 'dipendono' a vario titolo da queste attività sono comunque significativi. Secondo i dati rielaborati dal centro studi Fipe, tra bar e ristoranti il comparto occupa oltre 800 mila lavoratori, tra i quali oltre mezzo milione è assunto a tempo indeterminato.
Fonte: C.S. Fipe su Istat
Venendo alla questione retributiva, il comparto di hotel, bar e ristorazione presenta nel 2020 una retribuzione annua lorda (ral) di 24.752 euro, contro una media nazionale tracciata da JobPricing (che si rivolge all'universo dei dipendenti del settore privato) a 29.261 euro. Dunque già in una posizione 'debole', per quanto il tasso di crescita dal 2016 in avanti fosse stato di ben 7,5 punti percentuali a fronte di una media nazionale pressoché stagnante. Diverso il discorso per i lavoratori del comparto arte, intrattenimento e spettacolo che sono in linea alla media nazionale.
Prendendo i soli dati del 2020, sempre relativamente alla RAL, emerge come la curva delle retribuzioni per i diversi inquadramenti si distanzi dalla media nazionale soprattutto al livello impiegatizio.
Utilizzando come base il dato annuo (il 2019, in questo caso, per avere una serie completa), è possibile determinare una stima della retribuzione fissa mensile per ciascun inquadramento di queste categorie. Da lì, è possibile calcolare la perdita di stipendio in cassa integrazione a zero ore: si va dai 932 euro mensili per gli inquadramenti inferiori della ristorazione agli oltre 3 mila euro per i quadri. Nell'inquadramento mezzano degli impiegati, la perdita è simile e intorno ai mille euro.
Un conteggio che si fa ancor più pesante se si considera la retribuzione globale annua, quindi comprensiva delle parti variabili.
La Fipe-Confcommercio, la federazione dei pubblici esercizi, durante la sua assemblea annuale di mercoledì ha quantificato in 33 miliardi la perdita di fatturato attesa per il 2020, su un totale a regime di circa 96 miliardi. Il solo quarto trimestre dell'anno dovrebbe segnare, complici le chiusure per la seconda ondata e le nuove restrizioni, un calo del 40% del fatturato: dieci miliardi in fumo. Tanto che, al premier Conte, l'associazione ha parlato di 60mila imprese a rischio chiusura e oltre 300mila posti di lavoro in bilico.
CALCOLA IL TUO STIPENDIO GIUSTO
Grazie al database di JobPricing, il calcolatore sullo stipendio giusto di Repubblica, abbiamo sintetizzato l'impatto delle chiusure sui lavoratori del comparto, ipotizzando una loro messa in cassa integrazione a zero ore. La precisazione doverosa è che spesso si tratta di piccole società in cui i titolari sono anche i conduttori dei locali. Ma i numeri dei lavoratori che 'dipendono' a vario titolo da queste attività sono comunque significativi. Secondo i dati rielaborati dal centro studi Fipe, tra bar e ristoranti il comparto occupa oltre 800 mila lavoratori, tra i quali oltre mezzo milione è assunto a tempo indeterminato.
| Comparto | Determinato | Stagionali | Indeterminato | Totale |
|---|---|---|---|---|
| BAR | 84.628 | 19.736 | 169.506 | 273.870 |
| RISTORANTI | 181.380 | 40.924 | 336.145 | 558.449 |
| TOTALE | 266.008 | 60.659 | 505.651 | 832.319 |
Venendo alla questione retributiva, il comparto di hotel, bar e ristorazione presenta nel 2020 una retribuzione annua lorda (ral) di 24.752 euro, contro una media nazionale tracciata da JobPricing (che si rivolge all'universo dei dipendenti del settore privato) a 29.261 euro. Dunque già in una posizione 'debole', per quanto il tasso di crescita dal 2016 in avanti fosse stato di ben 7,5 punti percentuali a fronte di una media nazionale pressoché stagnante. Diverso il discorso per i lavoratori del comparto arte, intrattenimento e spettacolo che sono in linea alla media nazionale.
Prendendo i soli dati del 2020, sempre relativamente alla RAL, emerge come la curva delle retribuzioni per i diversi inquadramenti si distanzi dalla media nazionale soprattutto al livello impiegatizio.
Utilizzando come base il dato annuo (il 2019, in questo caso, per avere una serie completa), è possibile determinare una stima della retribuzione fissa mensile per ciascun inquadramento di queste categorie. Da lì, è possibile calcolare la perdita di stipendio in cassa integrazione a zero ore: si va dai 932 euro mensili per gli inquadramenti inferiori della ristorazione agli oltre 3 mila euro per i quadri. Nell'inquadramento mezzano degli impiegati, la perdita è simile e intorno ai mille euro.
| Settore | Quadri | Impiegati | Operai |
|---|---|---|---|
| ARTE, INTRATTENIMENTO E DIVERTIMENTO | € 3.189 | € 1.097 | € 1.111 |
| HOTEL, BAR E RISTORAZIONE | € 3.219 | € 1.074 | € 932 |
Un conteggio che si fa ancor più pesante se si considera la retribuzione globale annua, quindi comprensiva delle parti variabili.
| Settore | Quadri | Impiegati | Operai |
|---|---|---|---|
| ARTE, INTRATTENIMENTO E DIVERTIMENTO | € 3.616 | € 1.215 | € 1.112 |
| HOTEL, BAR E RISTORAZIONE | € 3.499 | € 1.122 | € 958 |