ROMA - Consiglio dei ministri in notturna per il varo di un ulteriore pacchetto della serie “Ristori”: in tutto 10 miliardi da spendere subito con un rafforzamento del Ristori Due (che vale circa 2 miliardi) e la prossima settimana con il varo del Ristori Tre (8 miliardi) che conterrà le misure sul fisco oggetto anche della negoziazione con Forza Italia. Nel frattempo il transatlantico della legge di Bilancio con un saldo netto da finanziare da 73,6 miliardi, è salpato in Commissione Bilancio della Camera dove è stata fatta una rigorosa operazione di ripulitura di 30 norme localistiche o senza rilevanza economica: ne ha fatto le spese il tavolo per il Giubileo di Palazzo Chigi.
Il decreto esaminato dal Consiglio dei ministri di ieri notte prevede una spesa di circa 2 miliardi per rafforzare il Ristori Due, varato nei giorni scorsi, e aggiornato sulla base delle nuove zone arancioni e rosse in modo che le imprese colpite dalla chiusura possano accedere agli aiuti erogati in base alla perdita del fatturato (sostanzialmente dal 10 al 40 per cento della perdita a seconda delle tre fasce di dimensionali basate sui ricavi). Tra le novità del decreto di ieri sera anche un allargamento dei codici Ateco ai negozi di calzature. Nel decreto è previsto anche un finanziamento per l’acquisto di farmaci anti-Covid, soldi per i Comuni e per l’emergenza alimentare. Tutto ciò rientrerà nelle risorse, ottenute grazie al maggior gettito fiscale rispetto al previsto, e non comporterà un aumento del deficit-Pil che resta al 10,8 per cento nel 2020.
Con lo scostamento, cioè l’aumento del deficit di quest’anno di circa 0,4 punti di Pil (presumibilmente all’11,2 all’incirca 8 miliardi) si apre la strada al Ristori Tre, che sarà varato la prossima settimana. Qui in ballo ci sono le richieste di rinvio delle scadenze fiscali di novembre da parte di Italia Viva e l’allargamento degli aiuti a fondo perduto alle imprese anche fuori dalle zone rosse e arancioni chiesto dai Cinque Stelle.
Il piatto forte – ma tutto è allo studio - sarà lo slittamento del saldo Irpef, Irap e Ires del 30 novembre, dei contributi previdenziali e ritenute fiscali del 16 dicembre e dell’Iva: misure che dovrebbero essere valide per chi ha registrato una perdita di fatturato del 33 per cento. A questo pacchetto si dovrebbero aggiungere i provvedimenti fiscali chiesti da Forza Italia e in corso di negoziazione con la maggioranza in vista dello scostamento di bilancio, cioè della richiesta di maggior deficit, che sarà votato dal Senato il 26 novembre.
Intanto la macchina dei ristori, gestita dall’Agenzia delle Entrate si è nuovamente messa in moto. Da ieri, e fino al 15 gennaio 2021, è possibile inviare le domande di accesso ai contributi a fondo perduto previsti dai decreti Ristori e Ristori Due per i contribuenti che non avevano presentato l’istanza al precedente contributo previsto dal decreto Rilancio. Per chi aveva già presentato la domanda la scorsa primavera, invece, l’accredito delle somme sul conto corrente sta avvenendo in maniera automatica.
Guardando in avanti il ministro dell’Economia Gualtieri ha anche rilanciato il proposito di mettere mano ad una riforma fiscale. «Stiamo mettendo in cantiere una riforma del fisco partendo da un dato di partenza, che ci sono 8 miliardi strutturali a regime per la riduzione delle imposte», ha detto il titolare di Via Venti Settembre. «Dunque – ha aggiunto - non è il budget finale ma budget di partenza della riforma del fisco che ha altre risorse in arrivo anche da un aumento delle entrate dal contrasto all’evasione».
Il decreto esaminato dal Consiglio dei ministri di ieri notte prevede una spesa di circa 2 miliardi per rafforzare il Ristori Due, varato nei giorni scorsi, e aggiornato sulla base delle nuove zone arancioni e rosse in modo che le imprese colpite dalla chiusura possano accedere agli aiuti erogati in base alla perdita del fatturato (sostanzialmente dal 10 al 40 per cento della perdita a seconda delle tre fasce di dimensionali basate sui ricavi). Tra le novità del decreto di ieri sera anche un allargamento dei codici Ateco ai negozi di calzature. Nel decreto è previsto anche un finanziamento per l’acquisto di farmaci anti-Covid, soldi per i Comuni e per l’emergenza alimentare. Tutto ciò rientrerà nelle risorse, ottenute grazie al maggior gettito fiscale rispetto al previsto, e non comporterà un aumento del deficit-Pil che resta al 10,8 per cento nel 2020.
Con lo scostamento, cioè l’aumento del deficit di quest’anno di circa 0,4 punti di Pil (presumibilmente all’11,2 all’incirca 8 miliardi) si apre la strada al Ristori Tre, che sarà varato la prossima settimana. Qui in ballo ci sono le richieste di rinvio delle scadenze fiscali di novembre da parte di Italia Viva e l’allargamento degli aiuti a fondo perduto alle imprese anche fuori dalle zone rosse e arancioni chiesto dai Cinque Stelle.
Il piatto forte – ma tutto è allo studio - sarà lo slittamento del saldo Irpef, Irap e Ires del 30 novembre, dei contributi previdenziali e ritenute fiscali del 16 dicembre e dell’Iva: misure che dovrebbero essere valide per chi ha registrato una perdita di fatturato del 33 per cento. A questo pacchetto si dovrebbero aggiungere i provvedimenti fiscali chiesti da Forza Italia e in corso di negoziazione con la maggioranza in vista dello scostamento di bilancio, cioè della richiesta di maggior deficit, che sarà votato dal Senato il 26 novembre.
Intanto la macchina dei ristori, gestita dall’Agenzia delle Entrate si è nuovamente messa in moto. Da ieri, e fino al 15 gennaio 2021, è possibile inviare le domande di accesso ai contributi a fondo perduto previsti dai decreti Ristori e Ristori Due per i contribuenti che non avevano presentato l’istanza al precedente contributo previsto dal decreto Rilancio. Per chi aveva già presentato la domanda la scorsa primavera, invece, l’accredito delle somme sul conto corrente sta avvenendo in maniera automatica.
Guardando in avanti il ministro dell’Economia Gualtieri ha anche rilanciato il proposito di mettere mano ad una riforma fiscale. «Stiamo mettendo in cantiere una riforma del fisco partendo da un dato di partenza, che ci sono 8 miliardi strutturali a regime per la riduzione delle imposte», ha detto il titolare di Via Venti Settembre. «Dunque – ha aggiunto - non è il budget finale ma budget di partenza della riforma del fisco che ha altre risorse in arrivo anche da un aumento delle entrate dal contrasto all’evasione».