MILANO - Giornata di riflessione sui mercati, dopo i recenti rally che hanno alimentato i massimi storici per le azioni americane. L'Europa chiude contrastata: Milano cede lo 0,58%, Francoforte lo 0,52%, Parigi sale dello 0,02%, mentre Londra inverte la rotta in mattinata con il via libera alla autorizzazione del vaccino Pfizer nel Regno Unito, primo Paese al mondo, con le prime somministrazioni che cominceranno già la prossima settimana e termina decisamente controcorrente, in rialzo dell'
Wall Street riduce le peridte alla chiusura degli scambi europei dopo che il futuro presidente Joe Biden in una intervista al New York Times ha indicato nel piano di stimoli all'economia come la priorità della jova agenda di governo. Una necessità, quella dei nuovi aiuti, ribadita ancora una volta dal presidente della Fed Jerome Powell, secondo cui la luce in fondo al tunnel si vedrà nella seconda metà del prossimo anno. Gli indici Usa si muovono cauti con queste indicazioni, con Dow Jones S&P500 piatti e il Nasdaq in flessione dello 0,16%.
A Piazza Affari Unicredit recupera lievemente dopo lo scivolone della vigilia (-8% a seguito dell'annunciata uscita di Mustier) e alla fine mette a segno un guadagno dello 0,42%. In calo Atlantia (-2,68%) in attesa del consiglio d'amministrazione che deve fare il punto sulla trattativa con Cdp per l'ingresso in Aspi, all'indomani del nuovo pressing dei M5S sul dossier della concessione.
Questa mattina, in Asia gli scambi sono stati misti: la Borsa di Tokyo ha chiuso in leggero rialzo beneficiando ancora dell'ottimismo per i progressi dei vaccini e dopo che si è rafforzata l'aspettativa per l'arrivo di nuovi aiuti negli Usa. L'indice Nikkei è avanzato dello 0,32% a 26.800,98 punti. Debole invece Hong Kong, in calo dello 0,2% e con Xiaomi, la produttrice cinese di smartphone, in forte ribasso dopo la vendita di azioni sul mercato.
Quel che si domandano gli investitori è quanto sia già prezzato nelle valtuazioni da record di questi giorni dell'arrivo di un vaccino, e se ci sia spazio limitato per ulteriori rialzi: queste le questioni sintetizzate da Esty Dwek, a capo della strategia di Natixis Investment Managers Solutions, in un report di cui dà notizia Bloomberg. "Se guardiamo al 2021, lo scenario è di un miglioramento della situazione con la pandemia alle spalle ma rimane un grande numero di rischi".
L'euro chiudein rialzo sopra 1,20 dollari. L'ottimismo sui vaccini e l'aspettativa per l'arrivo di nuovi stimoli negli Usa favorisce la propensione al rischio degli investitori. La moneta europea passa di mano a 1,2064 dollari e 126,39 yen. Il segretario al Tesoro Steve Mnuchin e la Speaker della Camera Nancy Pelosi hanno tenuto dei colloqui sui nuovi stimoli ieri, per la prima volta dalle elezioni del 3 novembre, mentre un gruppo bipartisan di senatori e deputati ha proposto misure di soccorso per il coronavirus per un valore di 908 miliardi di dollari.
Lo spread chiude in calo a 115 punti con il rendimento del decennale italiano in risalita allo 0,63%. Ieri si sono agitate le acque intorno alla Banca centrale europea: il Wsj ha ricostruito che il capo economista Philip Lane avrebbe tenuto "decine di telefonate" con un gruppo ristretto fra i maggiori investitori mondiali, per fornire chiarimenti dopo le affermazioni della presidente, Christine Lagarde, quando questa a marzo pronunciò la famosa frase "non siamo qui per chiudere gli spread", che causò un'impennata del rendimento dei Btp e il crollo di Piazza Affari. Una sferzata ai mercati, pur indolore per ora, è arrivata anche dal membro del consiglio direttivo Isabel Schnabel che ha chiarito come la Bce non si senta obbligata nella propria azione dalle attese dei mercati. Queste ultime sono, in vista della riunione della prossima settimana, per un rafforzamento degli strumenti anti-pandemici.
Negli Usa si segnala la crescita degli addetti nel settore privato di 307.000 unità a novembre, meno dei 365.000 addetti in più registrati a ottobre: emerge dal rapporto Adp. Il dato è inferiore alle attese degli analisti che si attendevano una crescita pari a 410.000 unità.
Sui listini si registra l'outlook delle banche dell'area Euro, della Gran Bretagna, dell'area nordica e dell'Europa Centrale e Orientale da parte di Moody's: è negativo per il 2021, a causa del contesto di attività sfidante generato dalla lenta ripresa economica, dai crescenti problemi della qualità del credito e delle indebolite prospettive di redditività. "La nostra decisione di mantenere un outlook negativo per le banche europee riflette la nostra aspettativa che i fondamentali di credito si indeboliranno a seguito delle pandemia di coronavirus", ha dichiarato Carola Schuler, Managing Director - Banking di Moody's.
I prezzi del petrolio tentano il rimbalzo in una sessione particolarmente volatile, mentre il mercato attende l'accordo sui tagli alla produzione e la Gran Bretagna è diventata il primo Paese ad approvare l'uso di un vaccino contro il Covid-19, alimentando le speranze per una futura ripresa della domanda di petrolio. C'è attesa per la riunione dell'Opec+ di domani, dopo il ritardo di due giorni sulla decisione se estendere i tagli alla produzione a partire da gennaio. Le quotazioni si rafforzano nel pomeriggio: li contratto sul Wti consegna gennaio sale dell'1,62% a 45,27 dollari al barile e quello consegna febbraio sul Brent del mare del Nord dell'1,37% a 48,07 dollari al barile.
Wall Street riduce le peridte alla chiusura degli scambi europei dopo che il futuro presidente Joe Biden in una intervista al New York Times ha indicato nel piano di stimoli all'economia come la priorità della jova agenda di governo. Una necessità, quella dei nuovi aiuti, ribadita ancora una volta dal presidente della Fed Jerome Powell, secondo cui la luce in fondo al tunnel si vedrà nella seconda metà del prossimo anno. Gli indici Usa si muovono cauti con queste indicazioni, con Dow Jones S&P500 piatti e il Nasdaq in flessione dello 0,16%.
A Piazza Affari Unicredit recupera lievemente dopo lo scivolone della vigilia (-8% a seguito dell'annunciata uscita di Mustier) e alla fine mette a segno un guadagno dello 0,42%. In calo Atlantia (-2,68%) in attesa del consiglio d'amministrazione che deve fare il punto sulla trattativa con Cdp per l'ingresso in Aspi, all'indomani del nuovo pressing dei M5S sul dossier della concessione.
Questa mattina, in Asia gli scambi sono stati misti: la Borsa di Tokyo ha chiuso in leggero rialzo beneficiando ancora dell'ottimismo per i progressi dei vaccini e dopo che si è rafforzata l'aspettativa per l'arrivo di nuovi aiuti negli Usa. L'indice Nikkei è avanzato dello 0,32% a 26.800,98 punti. Debole invece Hong Kong, in calo dello 0,2% e con Xiaomi, la produttrice cinese di smartphone, in forte ribasso dopo la vendita di azioni sul mercato.
Quel che si domandano gli investitori è quanto sia già prezzato nelle valtuazioni da record di questi giorni dell'arrivo di un vaccino, e se ci sia spazio limitato per ulteriori rialzi: queste le questioni sintetizzate da Esty Dwek, a capo della strategia di Natixis Investment Managers Solutions, in un report di cui dà notizia Bloomberg. "Se guardiamo al 2021, lo scenario è di un miglioramento della situazione con la pandemia alle spalle ma rimane un grande numero di rischi".
L'euro chiudein rialzo sopra 1,20 dollari. L'ottimismo sui vaccini e l'aspettativa per l'arrivo di nuovi stimoli negli Usa favorisce la propensione al rischio degli investitori. La moneta europea passa di mano a 1,2064 dollari e 126,39 yen. Il segretario al Tesoro Steve Mnuchin e la Speaker della Camera Nancy Pelosi hanno tenuto dei colloqui sui nuovi stimoli ieri, per la prima volta dalle elezioni del 3 novembre, mentre un gruppo bipartisan di senatori e deputati ha proposto misure di soccorso per il coronavirus per un valore di 908 miliardi di dollari.
Lo spread chiude in calo a 115 punti con il rendimento del decennale italiano in risalita allo 0,63%. Ieri si sono agitate le acque intorno alla Banca centrale europea: il Wsj ha ricostruito che il capo economista Philip Lane avrebbe tenuto "decine di telefonate" con un gruppo ristretto fra i maggiori investitori mondiali, per fornire chiarimenti dopo le affermazioni della presidente, Christine Lagarde, quando questa a marzo pronunciò la famosa frase "non siamo qui per chiudere gli spread", che causò un'impennata del rendimento dei Btp e il crollo di Piazza Affari. Una sferzata ai mercati, pur indolore per ora, è arrivata anche dal membro del consiglio direttivo Isabel Schnabel che ha chiarito come la Bce non si senta obbligata nella propria azione dalle attese dei mercati. Queste ultime sono, in vista della riunione della prossima settimana, per un rafforzamento degli strumenti anti-pandemici.
Negli Usa si segnala la crescita degli addetti nel settore privato di 307.000 unità a novembre, meno dei 365.000 addetti in più registrati a ottobre: emerge dal rapporto Adp. Il dato è inferiore alle attese degli analisti che si attendevano una crescita pari a 410.000 unità.
Sui listini si registra l'outlook delle banche dell'area Euro, della Gran Bretagna, dell'area nordica e dell'Europa Centrale e Orientale da parte di Moody's: è negativo per il 2021, a causa del contesto di attività sfidante generato dalla lenta ripresa economica, dai crescenti problemi della qualità del credito e delle indebolite prospettive di redditività. "La nostra decisione di mantenere un outlook negativo per le banche europee riflette la nostra aspettativa che i fondamentali di credito si indeboliranno a seguito delle pandemia di coronavirus", ha dichiarato Carola Schuler, Managing Director - Banking di Moody's.
I prezzi del petrolio tentano il rimbalzo in una sessione particolarmente volatile, mentre il mercato attende l'accordo sui tagli alla produzione e la Gran Bretagna è diventata il primo Paese ad approvare l'uso di un vaccino contro il Covid-19, alimentando le speranze per una futura ripresa della domanda di petrolio. C'è attesa per la riunione dell'Opec+ di domani, dopo il ritardo di due giorni sulla decisione se estendere i tagli alla produzione a partire da gennaio. Le quotazioni si rafforzano nel pomeriggio: li contratto sul Wti consegna gennaio sale dell'1,62% a 45,27 dollari al barile e quello consegna febbraio sul Brent del mare del Nord dell'1,37% a 48,07 dollari al barile.