MILANO - Nuovo affondo di Confindustria al governo. Al centro delle critiche di Viale dell'Astronomia questa volta i presunti ritardi accumulati dal governo sul dossier Recovery Fund: "Abbiamo passato 6 mesi tra Stati generali, precise richieste su priorità per l'uso del Recovery Fund e interventi strutturali e riforme in coerenza con le linee guida della Commissione Ue e lezioni apprese in 25 anni di bassa crescita", scrivono gli industriali in una nota.
"Al ministro Patuanelli riconosciamo sensibilità e collaborazione su temi come Industria 4.0. Ma che sul Recovery il governo sia indietrissimo su progetti e governance è e resta un fatto oggettivo e innegabile. Se lo diciamo è per cambiare marcia, nell'interesse del Paese, ascoltando noi e le forze sociali. Non per calcoli politici che non ci appartengono".
Parole ancora più dure sono arrivate direttamente dal presidente di Confindustria, Carlo Bonomi: "Sono molto arrabbiato perchè vedo che nessuno vuole cogliere l'occasione di fare le riforme, non vedo la necessità di nominare 50 commissari per le opere pubbliche che sono ancora parte del progetto sviluppo italia del governo Berlusconi, ha detto intervenendo all'assemblea generale di Confindustria Umbria. "Non vedo la voglia di trasformare e invece vorrei una bella discussione con governo e sindacati su questo. Ho lanciato a settembre il patto per l'italia e sono rimasto solo, evidentemente a nessuno interessa il futuro dell'italia. Ma non molleremo".
Sempre in giornata un altro attacco era arrivato dal presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti: "C'è l'incapacità della politica di prendere delle decisioni chiare, la mancanza di competenze e la latitanza rispetto alle responsabilità", aveva detto Bonometti all'evento digitale Smartland, organizzato dal Sole 24 Ore. "E' stata generata - ha aggiunto - una paralisi ed ora tutto è fermo in attesa di non si sa quale soluzione. Invece dobbiamo concentrarci tutti per far ripartire il motore dell'economia che è l'industria. Bisogna fare delle scelte per il futuro. Sul recovery fund non mi illudo, bisogna fare dei progetti concreti e cantierizzabili. Serve una visione strategica".
"Al ministro Patuanelli riconosciamo sensibilità e collaborazione su temi come Industria 4.0. Ma che sul Recovery il governo sia indietrissimo su progetti e governance è e resta un fatto oggettivo e innegabile. Se lo diciamo è per cambiare marcia, nell'interesse del Paese, ascoltando noi e le forze sociali. Non per calcoli politici che non ci appartengono".
Parole ancora più dure sono arrivate direttamente dal presidente di Confindustria, Carlo Bonomi: "Sono molto arrabbiato perchè vedo che nessuno vuole cogliere l'occasione di fare le riforme, non vedo la necessità di nominare 50 commissari per le opere pubbliche che sono ancora parte del progetto sviluppo italia del governo Berlusconi, ha detto intervenendo all'assemblea generale di Confindustria Umbria. "Non vedo la voglia di trasformare e invece vorrei una bella discussione con governo e sindacati su questo. Ho lanciato a settembre il patto per l'italia e sono rimasto solo, evidentemente a nessuno interessa il futuro dell'italia. Ma non molleremo".
Sempre in giornata un altro attacco era arrivato dal presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti: "C'è l'incapacità della politica di prendere delle decisioni chiare, la mancanza di competenze e la latitanza rispetto alle responsabilità", aveva detto Bonometti all'evento digitale Smartland, organizzato dal Sole 24 Ore. "E' stata generata - ha aggiunto - una paralisi ed ora tutto è fermo in attesa di non si sa quale soluzione. Invece dobbiamo concentrarci tutti per far ripartire il motore dell'economia che è l'industria. Bisogna fare delle scelte per il futuro. Sul recovery fund non mi illudo, bisogna fare dei progetti concreti e cantierizzabili. Serve una visione strategica".