Visco presenta l'hub dell'innovazione di Bankitalia "per superare i ritardi e sviluppare l'economia"
(ansa)
A Milano il punto di riferimento per il Fintech: il buon uso delle risorse che arriveranno dall'Europa con il Recovery plan "è una sfida straordinaria da cogliere"
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MILANO - Un centro per l'innovazione tecnologica nel settore bancario e finanziario, il Fintech Milano Hub, per "lavorare assieme all'industria finanziaria e alle altre istituzioni per superare i ritardi e portare un'innovazione non fine a sè stessa, ma che aiuti lo sviluppo della nostra economia".
Così il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, in occasione della presentazione ufficiale del Milano Hub Fintech di via Nazionale. Un progetto, che era già stato annunciato in occasione delle Considerazioni finali del governatore. Al taglio del nastro, rigorosamente virtuale, dell'iniziativa si sono avvicendati in collegamento Alessandra Perrazzelli, Vice Direttrice Generale della Banca d'Italia, Pietro Sella, Founder Fintech District, Roberta Cocco, Assessora a Trasformazione digitale e Servizi civici del Comune di Milano, Giuseppe Sopranzetti, Direttore della sede di Milano della Banca d'Italia, Gino Nicolais, Professore Emerito della Scuola Politecnica dell'Università degli Studi di Napoli "Federico II".
"Il Milano Hub è un centro Fintech in cui esercitare un confronto, un collegamento, fra l'industria finanziaria, tecnologica, dell'innovazione e la Banca d'Italia, anche come autorità di controllo", ha detto il governatore aprendo la presentazione e ricordando quanti siano i ritardi che l'Italia deve colmare su competenze, digitale, ecosistema dell'innovazione. L'Italia ha "un problema di fondo" ed è che "già pre-Covid eravamo un Paese che non riusciva a crescere in un mondo di grandi cambiamenti", ha rimarcato. "Questa lentezza nella nostra capacità di adeguarci al cambiamento crea gravi problemi anche per gli obiettivi specifici di una banca centrale", ha sottolineato, citando la stabilità finanziaria, il rischio di credito, l'accumularsi di npl e "i problemi di alcuni intermediari spesso acuiti da comportamenti scorretti". "Nell'esaminare le cause di questi fenomeni, di questa difficoltà ci siamo spesso soffermati sulle insufficienze nel capitale umano, sui ritardi nell'innovazione tecnologica, che sono gravi a diversi livelli", ha aggiunto ricordando i suoi recenti interventi su queste tematiche. "C'è un problema di infrastrutture, di connettività, ma anche di competenze e capacità di usare le tecnologie". E in questo senso il buon uso delle risorse che arriveranno dall'Europa con il Recovery plan "è una sfida straordinaria da cogliere".
Dal Fintech una promessa di accelerazione. "La sede scelta dalla Banca per il nuovo centro di innovazione è Milano, per l'ampia presenza di intermediari, investitori e ricercatori e la sua grande capacità di dialogare con interlocutori europei e internazionali. Il centro costituirà però ben presto un volano di qualità e un traino per le eccellenze nelle diverse aree del Paese", le intenzioni dichiarate da parte dell'Istituzione centrale. A chi si rivolge e cosa sarà? "Al mondo dell'iniziativa privata e rappresenta il luogo, fisico e virtuale, nel quale la Banca d'Italia - nel rispetto dei ruoli istituzionali ad essa assegnati - assiste gli operatori, collabora allo sviluppo di progetti e favorisce la verifica della qualità e sicurezza di specifiche innovazioni", dice una nota.
Il mercato finanziario italiano sta conoscendo una espansione delle nuove tecnologie, applicate al mondo bancario e affine. La pandemia ha dato un impulso a questi servizi: dai prestiti per le imprese erogati in fretta e in remoto, ai pagamenti elettronici tra cittadini e verso le imprese, all'attivazione di polizze assicurative dal proprio smartphone. Anche in Italia si stanno affermando quei trend che altrove sono già radicati.
Secondo una ricerca che l'Osservatorio Fintech & Insurtech della School of Management del Politecnico di Milano ha pubblicato soltanto ieri, durante il lockdown il 51% dei clienti italiani ha interagito con la banca e il 39% con l'assicurazione, ed esprimono soddisfazione, ma chiedono una migliore user experience e nuovi servizi nell'App della banca, ad esempio, la possibilità di pagare le bollette (47% del campione). "I consumatori italiani - spiega lo studio - confermano la fiducia nelle istituzioni tradizionali ma sono sempre più aperti ad attori innovativi", a cui, il 53% si affiderebbe per piccoli finanziamenti. Tra questi, ci sono produttori di smartphone come Apple e Samsung, startup, siti e-commerce come Amazon e aziende internet come Google e Facebook. In questo scenario "emerge un ecosistema pronto a intercettare le richieste di user experience di qualità, velocità di risposta, trasparenza e sostenibilità". Nel 2020 sono oltre 300 le startup Fintech & Insurtech italiane e mostrano una notevole capacità di adattamento alla crisi. A livello mondiale, oltre la metà delle 2.541 startup fintech e insurtech censite collabora con imprese non finanziarie, il 32% con realtà del settore finanziario, il 30% con altre startup.
"L'obiettivo è quello di supportare l'adozione delle tecnologie digitali da parte del mercato finanziario in Italia e di favorirne un utilizzo sicuro per garantire la stabilità finanziaria ed evitare l'adozione di soluzioni azzardate e potenzialmente pericolose", dice Bankitalia confermando, dunque, un ruolo anche di Vigilanza. "L'Hub mira inoltre a rafforzare la capacità di risposta degli intermediari alle sfide poste dalla digitalizzazione sul piano dei costi e dei servizi resi. I progetti proposti dal settore privato saranno selezionati sulla base di criteri trasparenti e predeterminati e gestiti nel disegno e nello sviluppo, approfondendo il loro potenziale impatto e utilizzo pratico; nel farlo si potrà contare sul contributo di gruppi di esperti indipendenti, sul dialogo con le università e con l'industria finanziaria e non finanziaria".