Economia

Sulle cifre della Cig l'Inps si smentisce da solo

"Nessun fondamento per i numeri calcolati da Repubblica", scrive l'Inps in un comunicato. Ma Repubblica ha solo riportato dati pubblici
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ROMA - Un comunicato dell'Inps mette in dubbio l'articolo di Repubblica sui ritardi della Cig Covid: molti lavoratori aspettano ancora l'assegno di marzo, aprile e a seguire. Inps dice: "Nessun fondamento per i numeri calcolati da Repubblica". Si riferisce alle quasi 200 mila pratiche in giacenza per circa 1,2 milioni di lavoratori in attesa. Ma questi sono dati Inps, non di Repubblica. Inps smentisce se stesso? Ecco le sue tre affermazioni non sostenute da prove e che cozzano con la realtà dei fatti

Repubblica non ha "calcolato" nulla. Ha solo spulciato nella delibera del 29 dicembre 2020 approvata dal Civ (il Civ è un organo interno di controllo e vigilanza). In quella delibera numero 23 - un atto pubblico che chiunque può leggere - Repubblica ha trovato una tabella dal titolo "Pratiche da lavorare al 30/11/2020", con la divisione per mesi. Qui si scopre l'incredibile: un terzo delle 198.941 giacenze è spalmato da marzo ad ottobre. Ci sono cioè lavoratori che attendono da quando è iniziata la pandemia. Fosse anche uno solo è un problema. Numeri sbagliati? L'Inps doveva contestarli prima visto che provengono dalla sua Direzione Centrale Pianificazione e Controllo di gestione. Perché non lo ha fatto? Come spiega il ritardo incredibile accumulato nei pagamenti? A questo Inps non risponde. 

Inps contesta poi anche il dato di 1,2 milioni di lavoratori in attesa, definendolo come "stima priva di metodo". Ma anche qui dovrebbe guardarsi in casa. Visto che il metodo è quello che usa la stessa Direzione Centrale Pianificazione e Controllo di gestione quando compila le tabelle sulla Cassa integrazione Covid. Tabelle che ormai Inps ha smesso di pubblicare periodicamente sul sito, come ha fatto all'inizio della pandemia, suscitando infinite polemiche sull'interpretazione dei numeri. La Direzione Centrale applica una media di lavoratori per domanda. E distingue per i tre tipi di Cig Covid. Ogni domanda Fis (Fondo integrazione salariale per il terziario) può avere in media 14 lavoratori. Ogni domanda di CigO (Cassa ordinaria per la manifattura) circa 4 lavoratori. Ogni domanda di CigD (Cassa in deroga per le aziende sotto i 5 dipendenti) circa 3 lavoratori. Se pure il dato di 1,2 milioni di lavoratori fosse sbagliato, lo sarebbe per difetto. In ogni caso Inps non chiarisce: a quanti lavoratori corrispondono 198.941 pratiche in giacenza? Il calcolo si può stimare, lo dimostrano gli uffici Inps. E lo dimostrano anche le dichiarazioni rese in più occasioni dallo stesso presidente Inps in audizione parlamentare: anche lui usa il numero medio di lavoratori per domanda.

Infine l'Inps afferma che "del periodo marzo-settembre 2020 risultano pendenti primi pagamenti diretti Cig per 500 persone, pratiche ancora in esame per problematiche complesse". Questo dato non collima affatto con i dati pubblicati nella delibera Civ del 29 dicembre 2020. Dati che - ripetiamo - sono frutto di elaborazioni Inps e che Inps non ha mai smentito. Come si conciliano quasi 200 mila pratiche pendenti con solo 500 persone da pagare? C'è una sproporzione che - ancora una volta - Inps non spiega. Dopodiché l'arretrato è fatto di tante cose: non sono solo "primi pagamenti", ma purtroppo anche secondi, terzi, etc. Perché purtroppo i lavoratori in Cassa integrazione sono ancora molti e ci restano per tanti mesi. Anche una sola mensilità non pagata per una famiglia fa la differenza. Perché ci sono bollette, mutui, affitti da pagare. La spesa da fare, i figli da mandare a scuola.