ROMA - La voce sottile e garbata della nuova segretaria al Tesoro Usa Jannet Yellen ieri ha attraversato l'Atlantico per raggiungere nell'ordine, per quattro significativi colloqui diplomatici, il ministro britannico Rishi Sunak, quello francese Bruno Le Maire, il tedesco Olaf Scholz e il nostro Roberto Gualtieri. Segno di una brezza nuova che soffia da Washington e che arriva in Europa con spirito di amicizia e collaborazione.
Il colloquio con Gualtieri ha qualche risvolto in più. Sia la nota del Tesoro italiano di ieri che quella dell'ambasciata americana hanno sottolineato la necessità si "lavorare a stretto contatto" sull'agenda del G20 che l'Italia preside quest'anno e dove i temi economici faranno, come accade spesso, da protagonisti. La Segretaria al Tesoro degli Stati Uniti ha detto a Gualtieri, con cui ha conversato cordialmente per circa 20 minuti, che apprezza le priorità fissate dall'Italia per il G20: ripresa globale, lotta alle diseguaglianze, lotta ai cambiamenti climatici.
E soprattutto ha riaffermato la volontà degli Usa di procedere, al contrario di quanto è accaduto durante l'era Trump, con "soluzioni multilaterali" ai temi dell'economia globale tra i quali ci sono i nodi della tassazione dei profitti delle multinazionali (in prima fila quelle del web che Gualtieri ha posto come priorità della presidenza italiana dopo anni di braccio di ferro tra Usa e Europa) e quello della vulnerabilità dei paesi poveri sul fronte della finanza e dei debiti (argomento che una istituzione multilaterale come l'Fmi, poco valorizzata negli ultimi tempi da Trump, pone invece con forza da alcune settimane).
Un endorsement a Gualtieri da parte dello Zio Sam? Non è questo il punto. L'apertura verso l'Italia, oltre ad inquadrarsi all'interno del nuovo atteggiamento nei confronti con l'Europa e sui rapporti multilaterali, sembra richiamare una identità comune che lega l'economista americana, che ha insegnato a Berkeley, ha sposato il premio Nobel neo keynesiano George Akerlof e si avvia ad aumentare il salario minimo e a varare un piano di stimolo di 1.900 miliardi di dollari, con la natura delle risposte alla crisi, a base di stimoli economici e interventi sociali, messe a terra dal dem Roberto Gualtieri.