MILANO - Si ripete il copione di ieri nella seconda giornata dell'era Draghi. Il presidente incaricato oggi ha iniziato le consultazioni con i partiti per verificare se esista una maggioranza che sostenga un governo guidato dall'ex presidente Bce. Gli investitori si mantengono ottimisti in questo senso a giudicare sia dall'ottima seduta di ieri a Piazza Affari, sia dagli scambni di oggi, con il Ftse Mib che chiude in buon rialzo (+1,65%) a Piazza Affari e lo spread che scende sotto i 100 punti per la prima volta da dicembre 2015 terminando poco sopra quota 100. Nel resto d'Europa, Londra va controcorrente con l'Ftse 100 cede lo 0,02%, con la Bank of England che ha lasciato invariata la propria politica monetaria aprendo alla possibilità di tassi negativi ma non nel breve periodo. A Francoforte il Dax sale dello 0,91%, a Parigi il Cac 40 segna un +0,86%.
Rialzi, quelli visti ieri e oggi in Europa, che si sono inseriti in un quadro generalmente incoraggiante per i i mercati nel corso di tutta la settimana, con il Dow Jones a Wall Street che ha concluso gli scambi in positivo per tre sedute consecutive sostenuto dall'accelerazione dell'iter per l'approvazione del piano di stimoli all'economia americana. Oggi la Borsa Usa resta in crescita, con il Dow Jones che sale dello 0,9% e il Nasdaq dello 0,57%.
Oggi l'umore nelle sale operative era sembrato essere più cauto: in Asia gli indici si sono resi protagonisti di una giornata a segno meno, con Tokyo che ha chiuso a -1,06%, scontando soprattutto il rialzo dei tassi dei Treasury Usa. I rendimenti del titolo del debito americano a dieci anni ieri sono saliti fino all'1,131%, mentre per quelli a 30 anni sono balzati fino all'1,918%. Sul fronte delle valute l'euro chiude in Europa a 1,1976 dollari dopo aver toccato un minimo dall'inizio di dicembre a 1,1967 dollari.
Tra i dati macroeconomici, la Bce nel suo bollettino evidenzia come a fine 2020 l'economia europea abbia perso slancio evidenziando come siano ancora molti gli elementi di incertezza, negli Usa invece le nuove domande per i sussidi di
disoccupazione - tradizionale termometro del mercato del lavoro - sono scesi a 779 mila unità nella settimana che si è conclusa il 30 gennaio, da 812 mila di sette giorni fa e a fronte di 830 mila attesi.
Prosegue intanto la corsa del petrolio. Nel pomeriggio a New York i contratti sul greggio Wti vengono scambiati a 56,02 dollari al barile (+0,59%).