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Fabrizio Balassone, capo del servizio struttura Economica della Banca d'Italia, 

Recovery plan, Bankitalia smonta il piano del governo Conte: "Deve sostenere lo sviluppo o sarà solo nuovo debito"

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Balassone, capo economista di via Nazionale, chiede una profonda riscrittura con "una discontinuità con il passato". E una cabina di regia, una "struttura di governo degli interventi adeguata alla complessità dell'impresa"
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Bankitalia smonta il Recovery Plan lasciato in eredità dal governo Conte e propone una robusta riscrittura. Sul piano del metodo chiede una "netta discontinuità con il passato", nel merito invoca innanzitutto una scelta sulla cabina di regia perché serve una "struttura di governo degli interventi adeguata alla complessità dell'impresa". Ci vuole, aggiunge, un "efficiente impiego delle risorse" e "riforme" per migliorare l'azione pubblica e l'ambiente economico. Il rischio se perseveriamo nell'errore? Ci troveremo senza sviluppo e con più debito. Dunque "massima attenzione" alla qualità degli interventi.

Parole affilate e determinate che sono giunte ieri durante l'audizione sul Recovery Fund del capo economista di Via Nazionale, Fabrizio Balassone, davanti alle commisisoni riunite Bilancio e Finanze della Camera, e Bilancio e Politiche Ue del Senato. Un intervento che g…
Bankitalia smonta il Recovery Plan lasciato in eredità dal governo Conte e propone una robusta riscrittura. Sul piano del metodo chiede una "netta discontinuità con il passato", nel merito invoca innanzitutto una scelta sulla cabina di regia perché serve una "struttura di governo degli interventi adeguata alla complessità dell'impresa". Ci vuole, aggiunge, un "efficiente impiego delle risorse" e "riforme" per migliorare l'azione pubblica e l'ambiente economico. Il rischio se perseveriamo nell'errore? Ci troveremo senza sviluppo e con più debito. Dunque "massima attenzione" alla qualità degli interventi.

Parole affilate e determinate che sono giunte ieri durante l'audizione sul Recovery Fund del capo economista di Via Nazionale, Fabrizio Balassone, davanti alle commisisoni riunite Bilancio e Finanze della Camera, e Bilancio e Politiche Ue del Senato. Un intervento che giunge a due giorni da quello pronunciato dal governatore Ignazio Visco al Forex che aveva esortato a puntualizzare progetti e tempi e ad accompagnare il Piano alle riforme necessarie al Paese.

Bankitalia ieri è tornata sul tema, che è stato tra i motivi della crisi di governo, aggiungendo altri argomenti. Balassone ha ricordato che gli interventi aggiuntivi avranno il valore di circa un 1 punto di Pil all'anno (circa 17 miliardi) e che se vogliamo che abbiano un effetto "moltiplicativo", cioè stimolino adeguatamente la crescita dell'economia bisognerà cambiare registro e dotarsi di una governance adeguata. Questo perché se i 209 miliardi del Recovery Fund "non saranno impiegati in maniera produttiva i problemi del Paese non saranno alleviati" ma al contrario "saranno accresciuti dal maggiore indebitamento".

Insomma non basta spendere per essere sicuri di aver fatto un buon lavoro, bisogna spendere bene. Principalmente perché "il solo aumento della spesa pubblica non è sufficiente" a stimolare un aumento "duraturo" degli investimenti privati. Quello che serve invece per il decollo della crescita è la "massima attenzione" alla "definizione puntuale degli interventi" e il varo di "un insieme di riforme che possa sostenere il processo di sviluppo migliorando l'efficacia dell'azione pubblica, l'ambiente in cui si svolge l'attività d'impresa, il funzionamento del mercato del lavoro". Tutto ciò nel piano non c'è: su questi punti "le indicazioni presenti nella bozza non sono ancora adeguatamente sviluppate".

Se queste sono le linee di critica fondamentali l'intervento di Balassone entra anche nello specifico della confezione della bozza del Recovery Plan varata il 12 gennaio. Sulle riforme solo quella proposta per la giustizia si salva ("delineata con un certo grado di dettaglio") mentre sul mercato del lavoro, sulle politiche attive e sugli ammortizzatori sociali, sulla concorrenza e la pubblica amministrazione, gli interventi "non sembrano sufficientemente articolati". Anche in relazione alla confezione chiesta dalla Commissione siamo nel mirino: cronoprogramma, specificazione degli obiettivi, stima dei costi e della quota da finanziare con i prestiti.