MILANO - I mercati si prendono una pausa dopo una la raffica di rialzi delle ultime sedute: Milano chiude in calo dello 0,54%. Anche lo spread tra Btp e Bund tedeschi interrompe la sua discesa: il differenziale chiude poco mosso a 96 punti base, mentre il rendimento del decennale italiano segna 0,51%. Durante la seduta, quest'ultimo aveva aggiornato i minimi storici scendendo sotto la soglia dello 0,5%.
Contrastate le altre Piazze europee nel finale: Londra guadagna lo 0,1%, Francoforte perde lo 0,4% e Parigi termina invariata.
Ieri a Wall Street Dow Jones e Nasdaq hanno registrato la sesta seduta positiva consecutiva, completando così la serie più lunga da agosto, sulla scia della prospettiva di una rapida approvazione del maxi piano di aiuti da 1900 miliardi all'economia Usa. Oggi la borsa americana, però, si presenta mista: alla chiusura degli scambi del Vecchio continente il Dow Jones scivola dello 0,1%, il Nasdaq sale dello 0,2%. Questa mattina, la Borsa di Tokyo ha concluso gli scambi a +0,4% riuscendo a sfruttare la scia positiva della Borsa Usa di ieri sera.
Sulla scena finanziaria resta protagonista il Bitcoin, che arriva in mattinata a sfondare quota 48 mila dollari, con un rialzo di oltre venti punti percentuali in meno di 24 ore, dopo l'annuncio da parte di Tesla di avere investito a gennaio nella criptovaluta 1,5 miliardi di dollari. L'euro prosegue la sua corsa sul biglietto verde e chiude in rialzo sul filo di quota 1,21 dollari a 1,2097. Euro/yen in calo a 126,51 e dollaro/yen giù a 104,61. Sul fronte delle criptovalute, il Bitcoin dopo il maxi-investimento di Tesla da 1,5 miliardi ha toccato un nuovo massimo storico a 48.215,83 dollari per poi ripiegare a circa 47.000 dollari. Da inizio anno il prezzo del Bitcoin è in rialzo del 60%.
Tra i dati macroeconomici, l'Istat annota un calo della produzione industriale dell'11,4% su tutto il 2020, mentre dalla Germania si registra un drastico calo del surplus commerciale tedesco, in flessione per il quarto anno consecutivo. Il saldo positivo tra esportazioni e importazioni si è attestato a 179,1 miliardi di euro (+16,1 a dicembre). Il calo del 9,3% delle esportazioni e il calo delle importazioni del 7,1%, rispetto al 2019, sono stati i più marcati su base tendenziale dalla crisi del 2009.
Focus sul dietrofront dei prezzi del petrolio, dopo che il Brent ha superato la soglia di $60 al barile per la prima volta in più di un anno. Nel pomeriggio il contratto Wti scambiato a New York cede lo 0,81% a $57,50, mentre il Brent arretra dello 0,50% a $60,26. Nelle contrattazioni asiatiche, entrambi i contratti erano saliti dell'1% circa.