"L'emergenza Covid ha determinato il blocco delle attività del gioco pubblico per oltre 8 mesi su 14 dall'inizio del 2020 a oggi. Le chiusure sono andate a colpire un comparto che costituisce un autentico presidio di legalità".
Questo, in sintesi, l'intervento del presidente dell'Associazione Concessionaria dei Giochi Pubblici (Acadi-Confcommercio), Geromino Cardia, durante un'audizione alla Commissione parlamentare Antimafia.
"Occorre ricordare - continua Cardia - che nel 2019 il procuratore nazionale Antimafia, Federico Cafiero De Raho, riguardo i ricavi da gioco, spiegava che 'il volume dell'illegale in Italia è valutato intorno ai 20 miliardi l'annò. Anche l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha sottolineato che 'Il gioco illegale, secondo alcune stime, per volume è paragonabile al gioco legale'".
"Le conseguenze di tutto ciò si stanno rivelando drammatiche - sottolinea il presidente Acadi -. L'impatto sui livelli occupazionali, in un settore che coinvolge oltre 150mila famiglie, è enorme. Allo stesso tempo la reiterata e totale interruzione delle attività sta incrementando esponenzialmente il rischio di riduzione del perimetro di legalità, favorendo la proliferazione di attività illegali. Gli operatori di dimensioni minori si trovano inoltre sempre più spesso in condizioni di pericolosa prossimità con l'usura. Le imprese più in difficoltà potranno diventare preda di infiltrazioni criminali, con sostituzione degli imprenditori con mandatari della criminalità. Appare quindi sempre più urgente la riapertura delle attività, utilizzando i protocolli sanitari già disponibili che garantiscono assoluta sicurezza ai lavoratori e agli utenti".
"Bisogna cominciare a ragionare seriamente sulla riapertura del gioco pubblico, chiuso da oltre 8 mesi. Il lockdown di questi esercizi ha causato diversi problemi: sono a rischio 150mila lavoratori, in particolare donne. Poi c'è un danno alle casse dello Stato, che nel 2019 ha incassato 10,3 miliardi dall'area retail del gioco legale, mentre nel 2020 si è privato del 42,3% di entrate. Infine come ha evidenziato la Dia, c'è stata una forte esplosione del gioco d'azzardo illegale gestito dalle mafie". Così il deputato del Pd Paolo Lattanzio, coordinatore del Comitato per la prevenzione delle attività predatorie in Antimafia.
"E' un triplo danno, ai lavoratori, allo Stato e ai giocatori. E' importante in questa nuova fase di emergenza da pandemia leggere lo scenario in maniera non ideologica, quindi il punto decisivo è che noi dobbiamo fare la guerra al gioco illegale e non agli operatori del gioco legale: è indispensabile un cambiamento di storytelling" prosegue l'esponente del Pd coordinatore del Comitato per la prevenzione e la repressione delle attività predatorie della criminalità organizzata durante l'emergenza sanitaria, istituito presso la Commissione antimafia, dopo l'audizione di oggi in Commissione con le concessionarie del gioco legale. "Occorre giocare in presenza alle ricevitorie, con tutte le precauzioni del caso, ricordando che le concessionarie rappresentano presidi di legalità in quanto soggette alle norme antiriciclaggio, contrastano la ludopatia (perché il gioco legale prevede norme di sicurezza e garanzia per i giocatori), hanno la capacità di analizzare le giocate anomale. Confidiamo che il nuovo governo - conclude - alla luce di queste analisi e valutazioni legate al profilo antimafia e del danno erariale per lo Stato, riapra i concessionari, quasi tutte aziende a conduzione familiare".