Roma. Al ministero per la Transizione ecologica prende forma la squadra del neo ministro Roberto Cingolani. Una scelta importante per l'ex numero uno dell'Istituto italiano di Tecnologia, perché si troverà a gestire - assieme ai suoi collaboratori - la parte più cospicua del fondi in arrivo dall'Unione Europea, oltre un terzo del totale del Recovery Fund. Per non parlare delle nuove deleghe in arrivo, ereditata dallo Sviluppo economico, a partire dalla competenza su tutte le materie in capo energetico.
Ce n'è abbastanza per capire come siano giorni complessi per Cingolani. E per spiegare le scelte dei funzionari di primo livello che lo accompagneranno in questa avventura del tutto inedita per il governo italiano. Il ministero per la Transizione ecologica è stato annunciato dopo l'incontro tra il presidente incaricato Mario Draghi e il leader del movimento Cinquestelle Beppe Grillo, sulla scorta di quanto già avvenuto in Francia e in Spagna.
Dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi, è stata ufficializzata la squadra con una conferma e una sorpresa: capo di gabinetto sarà come annunciato Roberto Cerreto, in arrivo dagli uffici della Presidenza del consiglio, mentre dal Consiglio di Stato è stato scelto Claudio Contessa, che sarà a capo dell'ufficio legislativo.
Secondo lo schema di decreto che attribuisce le competenze ai ministeri, il Mite (come viene definito con un acronimo il ministero per la Transizione ecologica) guadagna una delega quanto mai significativa: "La definizione degli obiettivi e delle linee di politica energetica e mineraria nazionale", di fatto sottratta al ministero dello Sviluppo economico.
A questa si aggiunge la delega ai "piani in materia di emissioni nel settore dei trasporti, di combustibili alternativi e delle relative reti di e strutture di distribuzione", nonché quelli relativi alle "politiche di promozione di sviluppo durevole e sostenibile", "politiche di promozione per l'economia circolare e l'uso efficiente delle risorse". Sostanziali novità che vanno ad aggiungersi alle competenze "storiche" del vecchio ministero dell'Ambiente su gestione dei rifiuti, tutela delle risorse idriche, difesa del territorio.
In buona sostanza, lo sviluppo della green economy e dell'efficienza energetica (il Mite ha la delega anche sull'Enea) viene vista - secondo le indicazioni del premier Mario Draghi - procedere in parallelo con i temi ambientali. In questo modo, con uniche procedure e non più suddivise con lo Sviluppo economico, si spera di accorciare i tempi delle autorizzazioni e quindi delle opere, pur nel rispetto del territorio.
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Non proprio un gioco da ragazzi. Si spiega allora la scelta dei due più stretti collaboratori del ministro Cingolani. Roberto Cerreto è stato capo di gabinetto dell'allora ministro Maria Elena Boschi all'epoca delle tentate riforme costituzionali. Non a caso, la riforma poi bocciata dal referendum su cui cadde il governo Renzi conteneva già due passaggi che riportavano sotto la centralità dello Stato, sottraendola alle Regioni, la competenza su alcune materie, tra cui proprio rifiuti ed energia.
Claudio Contessa, invece, è uno degli esperti giuridici più in vista tra gli alti funzionari pubblici, specialista in diritto amministrativo e scienze dell'amministrazione presso l'università di Napoli, autore di monografie e saggi sul tema. Come dire: un super esperto per costruire una serie di norme in molti casi innovative.
Alla squadra, vanno poi aggiunte le due sottosegretarie appena nominate. Nel prima caoso si tratta di un ritorno: Vannia Gava, friulana, era già stata all'Ambiente con il primo governo Conte. Si era distinta per una serie di polemiche con il ministro Sergio Costa, di nomina grillina. In particolare, i dissidi con l'ex generale della Guardia di Finanza avevano riguardato la necessità di dotare il Paese di nuovi termovalorizzatori e il blocco delle trivellazioni per la ricerca di idrocarburi. in entrambi i casi, l'esponente della Lega era favorevole, mentre Costa aveva mantenuto la linea contraria dei Cinquestelle.
Dal Movimento viene anche Ilaria Fontana, eletta in provincia di Frosinone: è stata scelta per la sua esperienza maturata in questi tre anni all'interno della commissione Ambiente della Camera. Viene indicata come una delle più esperte, all'interno dei Cinquestelle, di normativa ambientale.