Covid, Draghi accelera sui vaccini: "Scelte meditate ma rapide, la via d’uscita non è lontana”
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Roberto Mania
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Il premier si rivolge per la prima volta al Paese, parla di un peggioramento della situazione e punta sull'immunizzazione generalizzata: priorità ai più fragili. "Ora è il turno delle istituzioni"
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ROMA - Ieri Mario Draghi ha parlato per la prima volta direttamente agli italiani. Lo ha fatto per sette minuti con un video messaggio registrato inviato alla Commissione Pari opportunità in occasione di un convegno per la giornata internazionale della donna. Rigido davanti alla telecamera e a tratti emozionato, mentre leggeva il testo del messaggio ha definitivamente dismesso gli abiti del tecnico-politico per indossare quelli del politico e basta, anche se senza alcun partito di riferimento e senza l'esigenza del consenso facile.
Covid, Draghi: "Emergenza sanitaria in peggioramento, ma con vaccini via d'uscita non è lontana"
Un breve discorso alla Nazione - non del tutto inatteso - a quasi un mese dall'insediamento a Palazzo Chigi. Con il suo stile, il suo linguaggio, le sue cautele. Diretto ed essenziale, senza ricercare formule retoriche. "Non voglio promettere nulla che non sia veramente realizzabile", ha d…
ROMA - Ieri Mario Draghi ha parlato per la prima volta direttamente agli italiani. Lo ha fatto per sette minuti con un video messaggio registrato inviato alla Commissione Pari opportunità in occasione di un convegno per la giornata internazionale della donna. Rigido davanti alla telecamera e a tratti emozionato, mentre leggeva il testo del messaggio ha definitivamente dismesso gli abiti del tecnico-politico per indossare quelli del politico e basta, anche se senza alcun partito di riferimento e senza l'esigenza del consenso facile.
Covid, Draghi: "Emergenza sanitaria in peggioramento, ma con vaccini via d'uscita non è lontana"
Un breve discorso alla Nazione - non del tutto inatteso - a quasi un mese dall'insediamento a Palazzo Chigi. Con il suo stile, il suo linguaggio, le sue cautele. Diretto ed essenziale, senza ricercare formule retoriche. "Non voglio promettere nulla che non sia veramente realizzabile", ha detto. E nulla ha nascosto agli italiani: "Ci troviamo di fronte, in questi giorni, a un nuovo peggioramento dell'emergenza sanitaria". Ad un anno dal lockdown, nel giorno in cui i morti per Covid-19 in Italia hanno superato la "terribile soglia" delle centomila persone.
Agli italiani (che ha ringraziato per la pazienza e per i sacrifici che stanno facendo in maniera disciplinata), il presidente del Consiglio, ha chiesto di fare la propria parte ma è stato netto nell'attribuire innanzitutto al governo, e ai governi locali, la principale responsabilità nel guidare il Paese fuori dall'emergenza. "Il nostro compito - e mi riferisco a tutti i livelli istituzionali - è quello di salvaguardare con ogni mezzo la vita degli italiani e permettere al più presto un ritorno alla normalità. Ogni vita conta. Non perdere un attimo, non lasciare nulla di intentato, compiere scelte meditate, ma rapide. Le mie preoccupazioni sono le vostre preoccupazioni. Il mio pensiero costante è diretto a rendere efficace ed efficiente l'azione dell'esecutivo nel tutelare la salute, sostenere chi è in difficoltà, favorire la ripresa economica, accelerare le riforme". È la funzione che spetta al governo anche come risposta doverosa a quelli che Draghi chiama "esempi di responsabilità civica e professionale, di cittadinanza italiana attiva". Riferimento a chi sta pagando le conseguenze economiche della pandemia; ma anche agli studenti, alle famiglie, agli insegnanti "che sopportano il peso della chiusura delle scuole" e a tutti coloro (Protezione civile, operatori sanitari, forze dell'ordine, militari) che sono in prima linea nella battaglia contro il coronavirus.
Ma - è ormai chiaro - la sfida con il virus si può vincere solo con la vaccinazione di massa e mantenendo i comportamenti corretti. Draghi ha imposto un diverso approccio all'Unione europea costringendola a non aver timore nel difendere i propri interessi, andando all'attacco delle inadempienze del gruppo farmaceutico AstraZeneca nella consegna delle dosi vaccinali, ora, però, deve fare in modo che quel che ha sostenuto ieri si realizzi in tempi brevi, una volta arrivati i vaccini nel nostro Paese. La vera partita è adesso questa. "La pandemia - ha detto - non è ancora sconfitta ma si intravede con l'accelerazione del piano dei vaccini, una via d'uscita non lontana". Poi ha fornito alcune indicazioni sul nuovo piano vaccinale per superare le difficoltà che sono emerse in questi mesi. "Nel piano di vaccinazioni, che nei prossimi giorni sarà decisamente potenziato - ha spiegato -, si privilegeranno le persone più fragili e le categorie a rischio. Aspettare il proprio turno è un modo anche per tutelare la salute dei nostri concittadini più deboli". Questi saranno i criteri che si adotteranno.
C'è un Draghi anche economico, tuttavia, nel giorno che di fatto segna il suo passaggio sul versante della politica. O forse è già un Draghi che da politico, ed ex banchiere, parla di economia. Perché la premessa dell'ultima parte del ragionamento del presidente del Consiglio è un messaggio - questa volta - che pare diretto in via prioritaria proprio alla classe politica, ai partiti. "Questo - ha detto - non è il momento di dividerci o di riaffermare le nostre identità. Ma è il momento di dare una risposta alle tante persone che soffrono per la crisi economica, che rischiano di perdere il posto di lavoro, di combattere le diseguaglianze". Perché il Paese che ci lascerà la pandemia sarà molto diverso da quello precedente. Le differenze sociali si stanno aggravando visto che in un solo anno - e Draghi lo ha ricordato - le persone in condizioni di povertà assoluta sono aumentate di oltre un milione di unità. Dovere della politica è immaginare ora gli interventi per impedire che esploda l'emergenza sociale. Il politico Draghi ieri l'ha detto.