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Renato Brunetta (ansa)

Governo, per ringiovanire la Pa assunzioni entro un mese

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Il ministro Brunetta annuncia lo sblocco di ingressi e concorsi per enti locali e uffici pubblici a corto di personale. Si comincerà dai tecnici necessari ad attuare il piano di rilancio
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ROMA — «Siamo in una fase nuova, quella del Recovery, del rilancio e della resilienza. Bisogna abbandonare l’epoca dei blocchi del turnover, dei tetti riferiti a indicatori anacronistici, delle rigidità contrattuali»: nell’incontro di ieri con l’Anci il ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta ha già anticipato, in sintesi, i temi dell’audizione parlamentare di oggi, e dell’accordo con i sindacati di domani, al quale parteciperà anche il premier Mario Draghi.

Perché le assunzioni nella Pa sono una premessa indispensabile per la predisposizione e l’efficacia del Piano nazionale di Ripresa e di Resilienza. Gli enti locali hanno perso in dieci anni 212 mila dipendenti, l’età media supera i 50 anni. È anche per questo che il governo si è affrettato già in queste prime settimane a trovare le risorse (si stimano in circa 700 milioni) per andare incontro a una …
ROMA — «Siamo in una fase nuova, quella del Recovery, del rilancio e della resilienza. Bisogna abbandonare l’epoca dei blocchi del turnover, dei tetti riferiti a indicatori anacronistici, delle rigidità contrattuali»: nell’incontro di ieri con l’Anci il ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta ha già anticipato, in sintesi, i temi dell’audizione parlamentare di oggi, e dell’accordo con i sindacati di domani, al quale parteciperà anche il premier Mario Draghi.

Perché le assunzioni nella Pa sono una premessa indispensabile per la predisposizione e l’efficacia del Piano nazionale di Ripresa e di Resilienza. Gli enti locali hanno perso in dieci anni 212 mila dipendenti, l’età media supera i 50 anni. È anche per questo che il governo si è affrettato già in queste prime settimane a trovare le risorse (si stimano in circa 700 milioni) per andare incontro a una delle richieste che Cgil, Cisl e Uil avanzano da tempo, e che aveva paralizzato le trattative per il rinnovo dei contratti: la “riclassificazione” delle funzioni dei dipendenti.

Un nuovo inquadramento che preveda da un lato il riconoscimento dei ruoli acquisiti negli anni ma mai formalizzati, per via del blocco della contrattazione, e dall’altro l’immissione di nuove figure, nuove professionalità. Utili non soltanto alla gestione del Recovery Plan, ma anche a una Pubblica Amministrazione più in linea con i tempi.

Si parla di tecnici, ingegneri, esperti di investimenti “green”, esperti nell’uso e nella rendicontazione di fondi europei. Ancora difficile definirne il numero, e anche le modalità di immissione: si sta predisponendo un decreto, che potrebbe anche arrivare la prossima settimana.

La Funzione Pubblica procederà su tre direttrici, spiegherà oggi Brunetta. Per prima cosa verranno sbloccati i concorsi e le procedure già avviate, anche grazie a una revisione dei protocolli Covid, entrati in vigore a febbraio proprio per permetterne la ripartenza, ma che si sono rivelati troppo rigidi. In secondo luogo verranno «modificati strutturalmente i sistemi di reclutamento»: si parla di uno snellimento delle procedure, in alcuni casi per avviare un concorso passano 18 mesi per via degli adempimenti prescritti, ha denunciato ieri l’Anci. E infine verranno previsti «percorsi specifici per selezionare gli specialisti destinati all’attuazione degli investimenti del PNRR».

Proprio per questo l’Aran sta studiando delle procedure super rapide per questo tipo di assunzioni, che saranno a tempo determinato. In prospettiva però gli esperti del PNRR saranno in prima posizione per coprire i buchi di organico che man mano verranno assorbiti con i concorsi regolari.

I numeri non sono ancora stati definiti dalla Funzione Pubblica, ma il presidente dell’Anci Antonio Decaro ha chiesto 60 mila assunzioni. E Fpa, l’ente che organizza ogni anno il Forum Pa, ne ha calcolate, sulla base dei concorsi già avviati o da avviare nell’immediato, e tenendo conto anche delle amministrazioni centrali, in tutto 125 mila.

Pur non avendo ricevuto una risposta precisa sui numeri, ieri ai delegati dell’Anci la disponibilità di Brunetta è apparsa persino superiore alle attese: «Abbiamo avuto con il ministro Brunetta un incontro molto proficuo - ha dichiarato Decaro -. È fondamentale procedere celermente: ne va della concretizzazione degli interventi da cui dipende il rilancio del Paese».

Esigenza compresa in pieno: le indiscrezioni parlano di quattro, massimo cinque settimane per lo sblocco dei concorsi e le prime selezioni degli esperti che dovranno gestire il PNRR e prepararne il terreno, attraverso l’innovazione digitale. Innovazione anche nei contratti: l’accordo che verrà sottoscritto domani da Cgil, Cisl e Uil sarà un “modello partecipativo”, che attribuirà un ruolo più centrale ai sindacati e alla produttività, sul modello di quello che già sta avvenendo nel privato.

E lo smart working potrebbe sganciarsi dal parametro omogeneo del 60% stabilito per legge, e declinarsi in modo più flessibile, a seconda delle esigenze delle amministrazioni.