MILANO - La grande distribuzione segna un anno molto positivo, con una crescita stimata del 5% del fatturato, in misura rilevante grazie all'e-commerce (che ha rappresentato circa l'1%). Una voce che continuerà a crescere in maniera decisiva (ci si aspetta un +60%) nell'anno in corso che, al contrario, dovrebbe registrare un ripiegamento complessivo del giro d'affari dell'1,6%. L'online, che ha tenuto alto il settore e che dovrebbe raggiungere nel 2021 i traguardi fissati per il 2023, tuttavia continua ad essere un'attività in perdita, con margini negativi per oltre il 10%.
I dati emergono dalla nuova edizione dell'Osservatorio sulla Gdo italiana e internazionale a prevalenza alimentare dell'Area studi Medibanca, che aggrega i dati economici e finanziari di 117 aziende nazionali e 27 maggiori player internazionali per il periodo 2015-2019.
Insieme alla spesa da remoto - complice la pandemia - il 2020 ha visto consolidarsi anche la tendenza alla concentrazione del mercato, dove i primi cinque operatori hanno complessivamente una quota di mercato pari al 57,5% rispetto al 52,8% dell'anno prima. Rispetto al 2011 però appare rivoluzionata la classifica dei big: Conad è al primo posto, con il 14,8%, seguita da Selex al 13,7% e da Coop al 12,9%, nove anni prima Coop era al primo posto, seguita da Conad e da Selex.
E se Supermarkets italiani (Esselunga) si conferma la regina degli utili cumulati nel periodo 2015-2019 (1.340 milioni) seguita da Eurospin e Conad (mentre Carrefour segna una perdita complessiva di 603 milioni e e Coop di 252 milioni), nello stesso arco di tempo Lidl Italia è il campione della crescita del fatturato (tasso medio annuo dell'8,7%) mentre in termini di redditività del capitale investito il primo posto spetta a Eurospin e Coop Alleanza 3.0 si conferma la maggiore cooperativa italiana. A livello internazionale invece è Supermarkets italiani ad avere la palma per vendite per metro quadrato nel mercato domestico.
La redditività complessivamente però resta bassa. Secondo l'Osservatorio Mediobanca il Roi (ritorno sull'investimento) del sistema in Italia è sceso al 4,9% del 2019 dal 5,6% medio del 2015-2017. Il trend discendente interessa tutti i segmenti, pure con livelli molto diversi: i discount dal 20,1% al 16,6%, la distribuzione organizzata dall'8,8% al 7,8% e la grande distribuzione dal 6,7% al 4%. Dinamica analoga per l'ebit margin: dal 2,5% del 2015-2017 al 2,1% del 2019 (con i discount in questo caso in lieve crescita dal 4,7% al 4,9%).
La grande distribuzioni internazionale invece ha segnato risultati migliori. Il Roi del 2019 dei gruppi esteri si è attestato al 9%, su livelli quindi doppi rispetto rispetto a quelli dell'aggregato italiano. I dati preliminari dei grandi retailer internazionali quotati indicano vendite nel 2020 in crescita dell'8,3%, con effetti molto positivi sui margini industriali (+17,1%) e sul risultato netto (+42,4%).