Roma. Il gruppo Leonardo resiste meglio che può al ciclone pandemia. E si prepara a migliorare il suo conto economico con la ripresa degli ordini con il nuovo anno. La società controllata dal ministero del Tesoro (seconda realtà industriale italiana dopo Fca/Stellantis), ha chiuso il 2020 con una sostanziale tenuta dei ricavi a 13,4 miliardi contro i 13,7 dell'esercizio precedente. Così come gli ordini, che hanno subito un calo tutto sommato limitato (-2,5%), scesi sotto i 14 miliardi (a quota 13,7). Deve però incassare una brusca frenata dell'utile ordinario, sceso in dodici mesi da 722 a 241 milioni, per quanto bisogna tenere conto che nel 2020 c'era una partita straordinaria (pari a 100 milioni di valore) legata alla cessione di AnsaldoBreda al conglomerato giapponese Hitachi.
In sintesi sono i risultati approvati dal cda di Leonardo, ottenuti soprattutto grazie alla tenuta del mercato "in ambito governativo/militare da parte dei clienti domestici". Il che tradotto significa che Leonardo ha compensato il crollo degli ordinativi in ambiti civile nel settore dell'aeronautica (Boeing, Airbus e consorzio Atr) e degli elicotteri - conseguenza diretta della pandemia - ottenendo commesse per la Difesa. Ma anche per le forze dell'ordine e, in generale, per le amministrazioni pubbliche prevalentemente nel settore sicurezza. Commesse che si sono concentrare in particolare in Italia e negli altri tre paesi dove Leonardo è più presente come Stati Uniti, Polonia e Gran Bretagna.
Archiviato il 2020 ("e nell'ipotesi di un progressivo miglioramento della situazione sanitaria globale", come è scritto nel comunicato della società), Leonardo - da quattro anni guidato dall'ex banchiere Alessandro Profumo - prevede di migliorare i suoi numeri nel corso del 2021: gli ordini dovrebbero tornare sopra i 14 miliardi, mentre i ricavi saliranno dagli attuali 13,4 a un livello compreso tra 13,8 e 14,3 miliardi, mentre la redditività (Ebita) dovrebbe passare da 938 milioni a una forchetta compresa tra 1.075 e 1,125 miliardi.
Leonardo non nasconde che anche il 2021 sarà un anno difficile per le attività "civili", con una "ulteriore contrazione dei volumi della produzione della Divisione Aereostrutture. Ea allo stesso tempo è fiducioso per "l'apporto dei nuovi ordinativi" e lo "sviluppo dei programmi militari/governativi". detto in altro modo, il business civile continuerà ad andare male, mentre è destinati a riprendersi per primo quello legato a Difesa e Sicurezza.
"Vediamo nuove opportunità post Covid grazie alle capacità trasversali già esistenti nel gruppo e focalizzate sulla creazione di valore per tutti i nostri stakeolders in maniera sostenibile", ha sintetizzato l'ad Profumo.
E nel breve periodo, la società dovrebbe beneficiare anche del progetto di quotazione - fino a un massimo del 25% - della controllata americana Drs: una operazione che potrebbe valorizzare la società fino a 3 miliardi, il cui ricavato andrà a ridurre il debito (che ora si aggira sui 3 miliardi) e a finanziare l'attività del gruppo. Il progetto è stato già avviato dal cda settimana scorsa ed entro fine mese dovrebbe partire il road show negli Stati Uniti per la quotazione a Wall Street in primavera.