MILANO - Dopo una partenza in calo le Borse europee migliorano in mattinata e chiudono positivo. L'osservata numero uno sui mercati resta l'inflazione, con il timore degli investitori che una ripartenza dell'economia a passo più spedito delle attese possa surriscaldare l'inflazione. Indicazioni rassicuranti in questo senso sono arrivati oggi dall'aggiornamento dell'ufficio nazionale di statistica Usa, che ha segnalato un amento dei prezzi dello 0,4% subase mensile e dell'1,7% su base annuale, in linea con le attese. Numeri che hanno contribuito a spingere Wall Street, con il Dow Jones a +1,25% e il Nasdaq a +0,36% alla chiusura degli scambi europei.
Indici positivi come detto in Europa: Milano chiude a +0,46% riavvinandosi sempre di più ai livelli pre-pandemia, Londra lima lo 0,04%, Francoforte guadagna lo 0,69% e Parigi l'1,11%. A Piazza Affari crolla il titolo della Juventus, in calo di otto punti, dopo l'eliminazione dalla Champions League ieri sera nella gara con il Porto.
All'insegna della debolezza si sono mosse le Borse asiatiche, con gli indici cinesi che hanno chiuso contrastati - Shanghai a -0,05% e Shenzhen a +0,21% - e Tokyo che si è fermata appena sopra la parità a +0,03%. Dinamica opposta a quella Usa per i prezzi in Cina. Secondo i dati dell' 'Ufficio Nazionale di Statistica (Nbs) diffusi oggi l'indice nazionale dei prezzi al consumo è diminuito dello 0,2 per cento su base annua nel mese di febbraio, un dato però in qualche modo "alterato", dai dati di febbraio 2020, quando lo scoppio della pandemia in Cina determinò un aumento dei prezzi al consumo.
Sulla sponda domestica è stabile lo spread: il differenziale Btp/Bund chiude a 99 punti con il rendimento del decennale italiano allo 0,68%. Tra le valute, l'euro continua a perdere terreno sul dollaro. La moneta unica è a 1,1887 dollari e 129,14 yen alla vigilia della riunione della Bce con Francoforte che renderà note le prossime mosse per fronteggiare l'aumento dei tassi innescato dalle paura di un improvviso aumento dell'inflazione.
Nel pomeriggio girano in negativo i prezzi del petrolio dopo il dato sulle scorte Usa aumentate oltre le attese. I future sul Wti cedono lo 0,6% a 63,6 dollari al barile, il Brent dello 0,46% a 67,2 dollari.