MILANO - Gli Stati Uniti si confermano l'epicentro delle dinamiche dei mercati, in particolare dopo la vicenda del vaccino di AstraZeneca il cui stop precauzionale rischia di far rallentare i piani vaccinali nel Vecchi continente. Il rendimento dei Treasury americani si è raffreddato, in attesa che la Federal Reserve sveli la sua posizione nella ricerca di un equilibrio tra stimoli all'economia per la ripartenza e problema di accelerazione dell'inflazione. "Il focus resterà sulla capacità di recupero economico nei prossimi mesi, mentre le politiche - sia fiscali che monetarie - resteranno di supporto" all'economia e ai mercati, ha sintentizzato a Bloomberg Cecilia Chan, a capo degli investimenti di HSBC Asset Management per l'Asia.
Le Borsee europee chiudono in positivo nonostante i problemi sanitari. A Milano, il Ftse Mib segna alla fine della giornata un guadagno dello 0,5%: il comparto bancario è il migliore di Piazza Affari per le scommesse degli investitori su fusioni e acquisizioni in arrivo. In positivo anche gli altri listini europei: Londra sale dello 0,8%, Francoforte dello 0,72% e Parigi dello 0,32%. Tra i singoli titoli si mette in evidenza Volkswagen che balza del 15% in Borsa ai massimi dal 2008 dopo l'annuncio di conti 2020 con ricavi in calo dell'11,8% a 222,88 miliardi di euro e utile netto in calo del 37,1% a 8,82 miliardi. L'attenzione intorno al titolo è alta anche dopo gli annunci di investimenti per l'elettrificazione: ieri il gruppo ha annunciato di programmare la costruzione di sei fabbriche per le batterie in Europa.
Gli indici di Wall Street sono reduci da nuovi record ma oggi si muovono contrastati: alla chiusura degli scambi in Europa il Dow Jones cede lo 0,35%, lo S&P gira in negativo dello 0,1% e il Nasdaq resta in rialzo ma perde smalto a +0,5%.
Questa mattina, le Borse asiatiche hanno sfruttato l'abbrivio offerto dagli scambi americani per muoversi in rialzo. La Borsa di Tokyo ha guadagnato lo 0,52%, sesta sessione consecutiva in positivo. In rialzo sopra il mezzo punto percentuale anche Hong Kong e Shanghai. "E' importante mantenere stabilmente bassa la curva dei rendimenti poichè l'economia soffre ancora dell'impatto della pandemia", ha spiegato in Parlamento il governatore della Boj (Banca del Giappone), Haruhiko Kuroda.
Tra i dati macroeconomici attesi in giornata, in evidenza in mattinata il dato finale dell'inflazione in Italia. A marzo l'indice tedesco Zew che misura la fiducia sulle condizioni economiche sale a 76,6 punti. Si tratta di un aumento maggiore di quello previsto da alcuni analisti che stimavano un risultato pari a 74 punti. Negli Usa il dato odierno sulle vendite al dettaglio ha deluso le aspettative: sono calate del 3% mensile a febbraio, contro un atteso -0,5%, dopo essere volate a +7,6% a gennaio (dato rivisto dall'iniziale +5,3%), sulla spinta degli stimoli da 900 miliardi di dollari varati allora dal Congresso. Anche la produzione industriale americana ha mancato le aspettative: cala del 2,2% mensile a febbraio, dopo il +1,1% di gennaio e contro un atteso +0,3%.
L'euro chiude debole sotto quota 1,19 dollari, preoccupato per i possibili ritardi vaccinali in Europa con riflessi sulla ripresa. La divisa unica europea si è attestata a 1,1895 dollari e a 129,65 yen. Anche per il comparto valutario sarà determinante la riunione della Fed di domani sera: i mercati esamineranno attentamente ciò che Powell avrà da dire sull'aumento dei rendimenti, che sono aumentati scommettendo che la crescita economica e l'inflazione potrebbero indurre una normalizzazione più rapida del previsto della politica monetaria. Poco mosso anche lo spread che chiude stabile in area 95 punti base.
Tra le materie prime, infine, i prezzi del petrolio ripiegano per il terzo giorno consecutivo, in scia all'aumento delle scorte negli Usa e allo stop precauzionale di Germania, Italia, Francia e Spagna alla somministrazione del vaccino AstraZeneca. Nel pomeriggio, il Wti al Nymex cede l'1,6% a 64,3 dollari al barile.