MILANO - Oltre a tingere l'Italia di rosso, l'ultimo decreto d'urgenza per contrastare l'emergenza sanitaria firmato dal governo Draghi ha dedicato il suo secondo articolo ai congedi per i genitori e ai bonus baby-sitting per le famiglie che si sono ritrovate a lavorare con i figli a casa da scuola, in dad. Si tratta di riedizioni di quanto già visto in passato, dal dl Agosto in avanti, che si sono rese necessarie (a dire il vero, sono arrivate in ritardo) viste le nuove chiusure e l'esaurimento dell'efficacia dei paracadute precedenti. Le miure valgono fino alla fine del prossimo giugno. Ecco, nel dettaglio, cosa prevede la norma a riguardo.
Lo smart working è la prima risposta all'emergenza
Il primo punto fissato dalla normativa riguarda la possibilità di lavorare "agili" in modo da contemperare esigenze professionali e di gestione della famiglia. In pratica, uno dei due genitori (in alternativa) di un figlio minore di 16 anni può chiedere di lavorare da casa finché il ragazzo o la ragazza saranno in dad a casa, oppure positivi al Covid o in quarantena.
Nel dettaglio la norma - chiarisce la relazione illustrativa - stabilisce la possibilità, per il genitore lavoratore dipendente, alternativamente all'altro genitore, di figlio convivente minore di anni sedici, di svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile per un periodo corrispondente in tutto o in parte alla durata della sospensione dell'attività didattica in presenza del figlio, alla durata dell'infezione da SARS Covid-19 del figlio, nonché alla durata della quarantena del figlio disposta dal dipartimento di prevenzione della azienda sanitaria locale (ASL) territorialmente competente a seguito di contatto ovunque avvenuto.
Non posso svolgere il mio lavoro da casa, come fare?
Cosa si può fare se il proprio lavoro non è svolgibile in modalità "smart"? Qui interviene il secondo comma a spiegare che, in questo caso per figli minori di 14 anni, ci si può prendere un congedo pari per durata alla chiusura della scuola dei figli.
Il dettaglio: il genitore di figlio convivente minore di anni quattordici, lavoratore dipendente, alternativamente all'altro genitore, può astenersi dal lavoro per un periodo corrispondente in tutto o in parte alla durata della sospensione dell'attività didattica in presenza del figlio, alla durata dell'infezione da SARS Covid-19 del figlio, nonché alla durata della quarantena del figlio. Il beneficio di cui al presente comma è riconosciuto anche ai genitori di figli con disabilità in situazione di gravità accertata ai sensi dell'articolo 4, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, iscritti a scuole di ogni ordine e grado per le quali sia stata disposta la sospensione dell'attività didattica in presenza o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale per i quali sia stata disposta la chiusura.
Secondo la Fondazione studi dei Consulenti del lavoro, però, questa definizione è problematica. La fruzione dei congedi - così come dei bonus baby sitter, di cui perleremo dopo - è infatti prevista "nelle sole ipotesi in cui la prestazione lavorativa non possa esser svolta in modalità agile". Un punto critico, rilevano gli esperti, è determinare quali siano le condizioni per le quali la prestazione lavorativa non può esser svolta in modalità agile. Secondo la Fondazione è evidente che il giudizio prevalente in tal senso spetta al datore di lavoro, ma lo è altrettanto che, in caso di diniego, il lavoratore potrebbe contestare la scelta.
Se resto a casa in congedo perdo lo stipendio?
Per chi dovesse mettersi in congedo, il decreto garantisce il 50% dello stipendio e il versamento dei contributi figurativi. Spiega infatti la norma che è riconosciuta in luogo della retribuzione e nei limiti di spesa di cui al comma 8 un'indennità pari al 50 per cento della retribuzione stessa, calcolata secondo quanto previsto dall'articolo 23 del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, ad eccezione del comma 2 del medesimo articolo 23. I suddetti periodi sono coperti da contribuzione figurativa.
Quali sono i limiti di spesa "di cui al comma 8"? Il governo ha stimato il 'costò dei congedi sulla base di quanto registrato nel periodo marzo-agosto e, considerando l'evoluzione della pandemia e la campagna vaccinale, ha dimezzato le platee. Ne deriva, per i soli congedi, una posta di 144,8 milioni di euro, di cui 87,2 milioni legati alla prestazione e 57,6 milioni per il versamento dei contributi figurativi.
Avevo già chiesto un congedo perché mio figlio era a casa da scuola, cosa fare?
Per chi aveva già preso congedi dal 1° gennaio scorso all'emanazione del decreto (13 marzo) - in presenza di una sospensione della didattica del figlio o per sua positività o quarantena - è possibile la conversione dei congedi nella versione pagata al 50%: scatta dunque il diritto all'indennità, al versamento dei contributi e si eliminano i giorni già richiesti dal conteggio dei congedi parentali.
E se mio figlio ha più di 14 anni?
Il decreto specifica che in caso di figli di età compresa fra 14 e 16 anni, uno dei due genitori (in alternativa) può - sempre in caso di dad, positività o quarantena - astenersi dal lavoro senza corresponsione di retribuzione o indennità nè riconoscimento di contribuzione figurativa, con divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro. In pratica il congedo vale anche per queste fasce di età, ma senza stipendio al 50% e contributi.
Il bonus per i servizi di baby sitting: chi lo può chiedere?
In questo caso la misura è limitata ad alcune categorie di lavoratori: si parla di iscritti alla gestione separata Inps, autonomi, le forze del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico impiegato per esigenze connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19, nonché per i lavoratori dipendenti del settore sanitario, pubblico e privato accreditato, appartenenti alla categoria dei medici, degli infermieri, dei tecnici di laboratorio biomedico, dei tecnici di radiologia medica e degli operatori sociosanitar. Questi possono scegliere di ricevere - in alternativa alle altre misure del decerto - un bonus per l'acquisto di servizi di baby-sitting dal valore di 100 euro settimanali, per i figli minori di quattordici anni. Questi bonus si possono richiedere sempre per il periodo di sospensione dell'attività didattica, di durata dell'infezione da SARS Covid-19 del figlio e di durata della quarantena del figlio.
Come in passato, il bonus può andare direttamente a chi ne fa richiesta "per la comprovata iscrizione ai centri estivi, ai servizi integrativi per l'infanzia" (in questo caso fa venire meno il bonus asilo nido) e ai centri con funzione educativa e ricreativa e ai servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia". In caso di lavoratori autonomi che fanno riferimento a casse previdnziali diverse dall'Inps, il bonus è subordinato "alla comunicazione da parte delle rispettive casse previdenziali del numero dei beneficiari".
Per quanto riguarda il bonus baby sitting, sulla base di una stima di 12 settimane di bonus baby sitting per 100 euro ciascuna e l'esperienza della scorsa primavera estate, il governo ha postato 138 milioni di euro.
Cosa succede se l'altro genitore è in smart working o non lavora?
La norma insiste su questo punto. Nei giorni in cui un genitore lavora in smart working, oppure è in congedo al 50% o ancora non sta lavorando, l'altro genitore non può fruire del congedo o del bonus a meno che non abbia anche altri figli minori di quattordici anni quattordici avuti con altre persone che non stiano fruendo di alcuna misura di sostegno.
Quanti soldi ci sono a disposizione e come fare domanda?
Nel complesso, le misure sono cifrate in 282,8 milioni di euro e il governo autorizza anche la spesa di 10,2 milioni di euro per la sostituzione del personale scolastico che fruisce del congedo. Gli oneri - in termini di saldo netto da finanziare - sono dunque nel complesso 293 milioni di euro. Deve essere l'Inps a stabilire con una circolare come fare domanda per il bonus e i congedi. In passato, i canali attivati erano quelli del portale Inps, del contact center o dei patronati per i congedi e online o attraverso i patronati per il bonus baby sitting. L'Inps deve poi monitorare l'andamento delle richieste riportandole al Ministero del Lavoro e al Tesoro. "Qualora dal predetto monitoraggio emerga che e' stato raggiunto anche in via prospettica il limite di spesa, l'Inps non prende in considerazione ulteriori domande".