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(reuters)

Patrizio Bertelli: “Grazie Luna Rossa, bella e aggressiva. Ora riproviamoci”

L'ad del gruppo Prada: "Neozelandesi più veloci: con un pizzico di fortuna potevano arrivare a cinque. Non so se hanno già un accordo con gli inglesi di Ineos"
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La Coppa America è appena terminata, Luna Rossa ha perso la decima regata e i neozelandesi si sono portati sul 7 a 3 sfoderando una velocità superiore anche in quest'ultimo round. Una sofferenza per tutti i tifosi italiani e ovviamente anche per Patrizio Bertelli, il promotore della partecipazione di Prada, che ha seguito le regate dall'Italia visto che il governo neozelandese non gli ha messo a disposizione un luogo dove trascorrere la quarantena. L'ingiustizia subita, però, non incrina il giudizio complessivo sul risultato di una competizione che per la terza volta è sfuggita dalle mani italiane (la prima volta con il Moro di Venezia nel 1992, la seconda con l'esordiente Luna Rossa nel 2000, la terza ora).
Bertelli, dica la verità, rimane un po' di amarezza per come sono andate l'ottava e la nona regata?
"Non dico che si poteva vincere la Coppa ma con un pizzico di fortuna in più saremmo potuti arrivare più…
La Coppa America è appena terminata, Luna Rossa ha perso la decima regata e i neozelandesi si sono portati sul 7 a 3 sfoderando una velocità superiore anche in quest'ultimo round. Una sofferenza per tutti i tifosi italiani e ovviamente anche per Patrizio Bertelli, il promotore della partecipazione di Prada, che ha seguito le regate dall'Italia visto che il governo neozelandese non gli ha messo a disposizione un luogo dove trascorrere la quarantena. L'ingiustizia subita, però, non incrina il giudizio complessivo sul risultato di una competizione che per la terza volta è sfuggita dalle mani italiane (la prima volta con il Moro di Venezia nel 1992, la seconda con l'esordiente Luna Rossa nel 2000, la terza ora).
Bertelli, dica la verità, rimane un po' di amarezza per come sono andate l'ottava e la nona regata?
"Non dico che si poteva vincere la Coppa ma con un pizzico di fortuna in più saremmo potuti arrivare più vicini, i 3 punti potevano essere 5, anche se tutto ciò fa parte dell'imprevedibilità dello sport della vela. Certamente abbiamo dimostrato di essere stati più aggressivi nelle partenze, dove secondo me ha pagato molto la scelta di avere un doppio timoniere".
A nessuno dei milioni di telespettatori è sfuggito che Te Rehutai era più veloce di Luna Rossa. Come mai?
"I neozelandesi erano più veloci quando erano liberi di navigare sviluppando quella che si chiama "modalità bassa", cioè poggiando leggermente di più per sviluppare una maggiore potenza. Quando invece erano vicini a Luna Rossa la velocità era molto simile e la barca italiana ha potuto imporre la "modalità alta" che rende di più nei lati di bolina. Finché siamo riusciti a tenerli dietro la velocità non era così diversa".
Secondo lei Team New Zealand ha tratto vantaggio dal fatto che conosceva molto bene i campi di regata di casa?
"Forse un leggero vantaggio, ma fa parte delle regole del gioco".
Come mai i neozelandesi riescono sempre a progettare barche molto veloci?
"È il loro punto di forza, sicuramente hanno un team di progettazione molto qualificato ma è tutto l'insieme del pacchetto che alla fine fa vincere la Coppa. Prada ha avuto un piccolo svantaggio, è partita da zero nella progettazione non avendo partecipato alle regate con i catamarani dove si è cominciata a sviluppare la dinamica dei foils. Nonostante ciò siamo arrivati molto vicino".
Lei ha partecipato a cinque delle ultime sei Coppa America, ha già deciso se sarà della partita anche nella prossima?
"Sì, l'ho dichiarato prima dell'inizio delle ultime regate, Luna Rossa e Prada parteciperanno alla prossima competizione anche se bisognerà vedere come e dove verranno organizzate, e con quali barche".
Anche Pirelli sarà al suo fianco come in questa edizione?
"Non è ancora deciso, Tronchetti Provera si è detto interessato ma dovrà verificare con il suo gruppo di lavoro se ci sono gli spazi per un nuovo impegno".
In queste ore gli inglesi avrebbero già lanciato la prossima sfida e vorrebbero essere Challenger of Record. Potrebbero accordarsi per portare la Coppa nelle acque dell'Isola di Wight, là dove tutto iniziò nel 1851. Ne sa qualcosa?
"No, non ne so niente, intorno alla Coppa America da sempre girano tante voci e tutto è avvolto in un alone di mistero".
Prada sponsorizzerà ancora la Coppa degli sfidanti?
"No, non credo, l'abbiamo fatto questa volta perché mancava uno sponsor ma è un compito molto impegnativo. Comunque credo che abbiamo fatto un bel lavoro, un bel format e una bella grafica".
Tracciando un bilancio finale, è soddisfatto di questa quinta partecipazione alla Coppa e della prestazione di Luna Rossa?
"Il bilancio è sicuramente positivo, ringrazio tutto il team per la prova tecnica e d'orgoglio, la prossima volta sono sicuro che saremo ancora più agguerriti".
Le dirette televisive notturne hanno attirato un numero crescente di italiani che grazie a Luna Rossa si stanno avvicinando al mondo della vela. È contento?
"Sì certo, penso che sotto questo aspetto siamo stati facilitati dalla particolare situazione che stiamo vivendo in Italia con i lockdown. Un po' di svago fa bene a tutti, comunque tutto il movimento della vela, dalle scuole all'acquisto di barche, alle aziende fornitrici è in piena crescita e un po' è anche merito del nostro approccio industriale a una competizione importante come la Coppa America".