Economia

Borse preoccupate da rendimenti obbligazionari in rialzo e rallentamento della ripresa

(reuters)
I listini europei si muovono in ribasso. Dalla Fed stop ad allentamento requisiti di capitale per le grandi banche, Wall Street frena. Il petrolio paga i timori sulle complicazioni dei piani vaccinali: Wti sotto i 60 dollari
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MILANO - Le Borse europee chiudono in calo spinte dal nuovo rialzo dei rendimenti dei Treasury, ai massimi da oltre un anno (ha raggiunto l'1,75% al top dal gennaio 2020). A spinge all'insù i tassi sui titoli americani anche la decisione della Fed di non rinnovare l'allenamento dei requisiti di capitale riservato a alle grandi banche, un misura annunciata un anno fa a sostegno dle comparto per mitigare gli affetti della pandemia.

Nel Vecchio continente Milano chiude a -0,66%. A Piazza Affari si guarda al piano delle Poste mentre l'Enel è la migliore di gironata dopo i conti presentati ieri. Pesante Tim con il piano per la rete unica che torna in discussione. Allineate le altre: Londra cede l'1,08%, Francoforte arretra dello 0,97% e Parigi dell'1,07%.

L'aumento dei contagi in Europa infastidisce i mercati, specie dopo l'annuncio di un nuovo mese di lockdown a Parigi per i ritardi nelle vaccinazioni. Tuttavia l'ok dell'Ema ad AstraZeneca dovrebbe imprimere una svolta positiva alle inoculazioni nei Paesi europei. E' il timore di un aumento dell'inflazione, alimentato dalla velocità della ripresa a far crescere i rendimenti obbligazionari negli Usa, condizionando negativamente i mercati azionari. Wall Street procede contrastata alla chiusura degli scambi in Europa: il Dow Jones cede lo 0,5% e il Nasdaq sale dello 0,8%.

Le Banche centrali restano protagoniste: dopo la Fed e la Bank of England, oggi è il turno della Bank of Japan, che ha lasciato fermi i tassi, come da attese, ma ha ricalibrato con leggeri aggiustamenti in nome della flessibilità i propri obiettivi sui tassi e gli acqusti di asset.

La Borsa di Tokyo ha risentito però delle decisioni della BoJ con il Nikkei che ha chiuso in sostenuto ribasso nell'ultima seduta della settimana, dopo l'indicazione della Banca centrale di convogliare gli acquisti dei fondi di investimento (Etf) sull'indice Topix: -1,4% per il Nikkei mentre il Topix, beneficiando della mossa della Banca centrale, ha ritoccato i massimi da 30 anni a +0,18%.

Lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi chiude in lieve rialzo a 96 dai 95 punti della chiusura di ieri. Il rendimento dei titoli italiani si è ridotto allo 0,67% dallo 0,69% registrato ieri.

Tra le materie prime, il prezzo del petrolio inverte la rotta nel pomeriggio. Al Nymex, dopo una partenza in calo, il Wti guadagna ora lo 0,88% a 60,53 dollari al barile.