✕

Condono di dieci anni per le cartelle fiscali sotto i 5 mila euro

Ascolta l'audio

Approvato il decreto Sostegni da 32 miliardi. Aiuti alle imprese, alle famiglie, ai lavoratori e alla sanità. E una sanatoria dei vecchi debiti col fisco
3 minuti di lettura
ROMA - Arriva il primo decreto di sostegno dell'economia del governo Draghi. Ieri il Consiglio dei ministri ha varato un provvedimento da 32 miliardi, di 44 articoli, destinato a dare ossigeno a imprese, partite Iva, professionisti e lavoratori costretti in casa o a ridurre a zero l'attività per i lockdown dovuti al Covid. Braccio di ferro sul condono delle vecchie cartelle esattoriali: Lega, Forza Italia e M5S per strade diverse puntavano ad una sanatoria più larga, ma Pd e Leu hanno imposto un tetto al colpo di spugna. Alla fine il risultato è una sanatoria per cartelle fino a 5 mila euro, ma con limiti di reddito.


Cartelle esattoriali

Condono sotto i 5 mila euro, ma con limiti di reddito

Arriva quello che lo stesso Draghi ha definito un "condono" per le vecchie cartelle esattoriali che vanno dal 2000 al 31 dicembre del 2010.La sanatoria, come dice il nuovo articolato, agirà automaticamente su tutte quelle cartelle fino a 5 mila euro,…
ROMA - Arriva il primo decreto di sostegno dell'economia del governo Draghi. Ieri il Consiglio dei ministri ha varato un provvedimento da 32 miliardi, di 44 articoli, destinato a dare ossigeno a imprese, partite Iva, professionisti e lavoratori costretti in casa o a ridurre a zero l'attività per i lockdown dovuti al Covid. Braccio di ferro sul condono delle vecchie cartelle esattoriali: Lega, Forza Italia e M5S per strade diverse puntavano ad una sanatoria più larga, ma Pd e Leu hanno imposto un tetto al colpo di spugna. Alla fine il risultato è una sanatoria per cartelle fino a 5 mila euro, ma con limiti di reddito.


Cartelle esattoriali

Condono sotto i 5 mila euro, ma con limiti di reddito

Arriva quello che lo stesso Draghi ha definito un "condono" per le vecchie cartelle esattoriali che vanno dal 2000 al 31 dicembre del 2010.La sanatoria, come dice il nuovo articolato, agirà automaticamente su tutte quelle cartelle fino a 5 mila euro, compreso di capitale, interessi e sanzioni (in pratica l'importo originario era intorno a 2.500 euro molte delle quali sono multe). Non tutti però dovranno aspettarsi il colpo di spugna: l'intesa all'interno della maggioranza dopo un lungo braccio di ferro che ha portato al rinvio del consiglio dei ministri, prevede come aveva chiesto il Pd e anche Leu, che il condono non fosse generalizzato ma avesse un tetto. La misura così, dopo la trattativa, ha previsto un tetto di 30 mila euro di reddito per le persone fisiche e di 50 mila per le aziende e società.
 

Imprese

Ristoro a fondo perduto, se c'è il -30% di entrate

Punto forte del decreto è il piano dei ristori. Per circa 3 milioni di imprese e partite Iva, che riceveranno in media 3.700 euro a testa a fondo perduto per un totale di 11 miliardi per l'intero comparto. La condizione per accedere al dispositivo sarà la perdita del 30 per cento del fatturato del 2020 rispetto al 2019: la perdita viene divisa per 12 in modo da avere la perdita media mensile e su questa si applicherà una percentuale di rimborso che va dal 60 per cento al 20 per cento in funzione del fatturato d'impresa fino ad un tetto di 10 milioni di euro. L'ammontare massimo del ristoro è comunque di 150 mila euro. Un meccanismo simile sarà destinato a lavoratori autonomi e professionisti, circa 800 mila, che costerà circa 1,5 miliardi. Circa 700 milioni al turismo e località montane colpite dalla crisi Covid.


Sanità

5 miliardi per i vaccini: si faranno anche in farmacia

Per la sanità saranno stanziati circa 5 miliardi: 2,8 miliardi per l'acquisto di vaccini e medicinali, 400 milioni per la gestione commissariale dell'emergenza, 200 milioni per l'avvio della produzione dei vaccini in Italia e 350 milioni per la campagna vaccinale. Previsto dal decreto sostegni anche il via libera ai farmacisti per eseguire le vaccinazioni. I farmacisti potranno vaccinare in farmacia, in via sperimentale, previa formazione specifica. Specifici accordi con i sindacati di categoria, sentito l'ordine professionale, disciplineranno "anche gli aspetti relativi ai requisiti minimi strutturali dei locali per la somministrazione dei vaccini, nonché le opportune misure per garantire la sicurezza degli assistiti". I farmacisti dovranno trasmettere "senza ritardo e con modalità telematiche sicure i sieri inoculati".


Blocco dei licenziamenti

Altri tre mesi per tutti, fino a ottobre per i "piccoli"

Si allunga di tre mesi il blocco dei licenziamenti per tutte le imprese: dal 31 marzo al 30 giugno. Dall'1 luglio vale il doppio binario. Le aziende dotate di Cig ordinaria (come edilizia e industria) possono licenziare. Le altre no, fino al 31 ottobre, quando arriveranno i nuovi ammortizzatori sociali. Di conseguenza, anche la Cig Covid - pagata dallo Stato, nel decreto si stanziano altri 3,3 miliardi - cambia. Ulteriori 13 settimane per tutti dall'1 aprile al 30 giugno. Per le sole aziende non coperte da Cig ordinaria, si arriva a 28 settimane da usare, nelle forme di assegno ordinario o di Cig in deroga, dall'1 aprile al 31 dicembre: se prese di continuo, si esauriscono a fine ottobre. Il senso della misura è di tutelare le piccole imprese - come artigiani, bar, ristoranti - meno protette. E di consentire alle grandi di ristrutturarsi e ripartire. Chi usa la Cig Covid gratis non licenzia.


Welfare

2,5 miliardi per la povertà, aiuti anche ai precari

Forte incremento di risorse per il Reddito di cittadinanza (Rdc) e per il Reddito di emergenza (Rem): 2,5 miliardi. Un miliardo in più al Rdc e la possibilità di sospenderlo per al massimo sei mesi, in caso di contratti di lavoro fino a 10 mila euro. Il Rem viene ripristinato con una dote da 1,5 miliardi. Di questi, 663 milioni per 402 mila famiglie povere: tre mensilità (da marzo a maggio) dai 400 agli 800 euro, a seconda dei componenti. Il requisito di reddito viene alzato per ricomprendere anche la spesa per l'affitto. I restanti 857 milioni vanno invece ai 714 mila lavoratori che hanno finito i sussidi di disoccupazione Naspi e Discoll, tra l'1 luglio 2020 e il 28 febbraio 2021 e che non lavorano. Anche a loro spettano tre mensilità di Rem: 1.200 euro in tutto. Domanda a Inps entro il 30 aprile. Basterà un solo mese di contribuzione nel 2020 per chiedere la Naspi.


Lavoro

Una tantum da 2.400 euro per chi si è dovuto fermare

Prevista un'indennità onnicomprensiva una tantum da 2.400 euro per 374 mila lavoratori fermi per la crisi: stagionali (turismo, terme e altri settori), in somministrazione, intermittenti, autonomi privi di partita Iva iscritti alla gestione separata Inps, venditori a domicilio, iscritti al Fondo dello spettacolo. La domanda a Inps entro il 30 aprile, ci sono 898 milioni. Altri 350 milioni per 192 mila lavoratori dello Sport che hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività con la pandemia. A loro assegni differenziati a seconda del reddito dichiarato nel 2019. Se sopra 10 mila euro, spetta un'indennità da 3.600 euro. Se tra 4 mila e 10 mila euro, una somma da 2.400 euro. Se sotto i 4 mila euro, un'una tantum da 1.200 euro. Per i lavoratori autonomi rifinanziato di 1,5 miliardi il fondo per la decontribuzione. Fino al 31 dicembre possibile rinnovare contratti a termine senza causali.