MILANO - Le banche si stanno (per ora) facendo carico del rialzo dei rendimenti osservato sui mercati, che ha spinto all'insù anche i parametri di riferimento in base ai quali si calcolano le rate dei mutui. Ma qualcosa all'orizzonte, se il trend avviato dalle prospettive di ripresa economica e di aumento dell'inflazione dovesse rafforzarsi, potrebbe cambiare.
Secondo la ricognizione di MutuiSupermarket.it, da inizio anno gli Irs, gli indici su cui si basa il calcolo dei costi per i mutui a tasso fisso, di durata superiore ai 20 anni sono saliti in media di 40 punti base. Per la durata a vent'anni, ad esempio, si è passati dallo 0,07% medio di gennaio allo 0,29% in febbraio e quindi allo 0,46% di adesso.
D'altra parte il mix di aspettative per una ripartenza americana, spinta dal piano di Biden da 1.900 miliardi di aiuti e dalla campagna vaccinale, e l'ampia disponibilità di liquidità garantita sul mercato dalle banche centrali hanno generato una previsione di reflazione che ha portato i rendimenti dei Treasury oltre l'1,75%, ai massimi da oltre un anno. Anche in Europa i rendimenti governativi sono risaliti, seppure in misura inferiore, e il rendimento dei Btp decennali è passato dai minimi sotto lo 0,5% mentre Draghi entrava a Palazzo Chigi per allo 0,7% su cui oscilla nelle ultime settimane.
"Le banche, in generale, hanno assorbito del tutto o in buona parte l'aumento degli indici IRS riducendo la propria marginalità", spiegano dal portale che traccia le offerte degli istituti per i finanziamenti sulla casa. "Per un mutuo a tasso fisso a 20 anni, da gennaio a marzo, Unicredit e BPER Banca hanno mantenuto invariate le proprie offerte; BNL ha aumentato in media i tassi fissi di soli 3 punti base per i mutui per acquisto e di 12 punti base per i mutui di surroga; Credit Agricole ha incrementato in media i tassi fissi di soli 7 punti base; Intesa Sanpaolo ha incrementato i tassi fissi di soli 15 punti base; Credem ha aumentato in media i tassi fissi tra i 15 e i 20 punti base".
L'offerta creditizia resta quindi allettante per chi volesse svecchiare i vecchi contratti o acquistare un nuovo immobile a debito. Proprio quest'ultima casistica è tornata preponderante, dopo che le surroghe hanno a lungo dettato il passo al mercato: a livello nazionale, nel primo trimestre 2021 la finalità acquisto ha decisamente superato la surroga raggiungendo il 62% del totale complessivo delle domande rispetto al 38% dello stesso periodo nel 2020. "Prezzi stabili degli immobili e un nuovo modo di vivere gli ambienti domestici portano in molti a valutare un trasloco in una nuova casa di proprietà", rimarca il motore di ricerca dei mutui in riferimento anche alle nuove esigenze abitative emerse con il Covid.
Si prospetta però una possibile divaricazione nella scelta della tipologia di mutui da accendere. Negli ultimi anni, con l'azione incessante delle Banche centrali, i mutui a tasso fisso hanno cannibalizzato il mercato perché i debitori si sono potuti garantire condizioni di tassi favorevolissimi per sempre, tanto che lo spread rispetto ai tassi variabili si è praticamente chiuso. Ma ora l'Euribor, l'indice di riferimento per i mutui a tasso variabile, sembra immune rispetto all'Irs al movimento al rialzo: nel mese di marzo 2021 registra una media di -0.54%, in sostanziale stabilità rispetto i mesi precedenti. Potrebbe dunque tornare ad aprirsi quella forbice che storicamente ha premiato i tassi variabili, esposti - è bene ricordare - però alla volatilità dei mercati.
Ecco nel frattempo il quadro delle offerte di mercato, per un acquisto prima casa o surroga a tasso fisso e a tasso variabile effettuata da un impiegato a tempo indeterminato di 34 anni con un reddito mensile di € 2.400 su un immobile situato a Milano del valore di € 220.000, con un importo richiesto di € 140.000 e la durata del mutuo 20 anni, le migliori offerte risultano (fonte MutuiSupermarket.it):
|
Rank |
Istituto |
Spread |
Tan |
Rata |
Taeg |
|---|---|---|---|---|---|
|
1 |
UniCredit |
0,80% |
0,26% |
€ 598,58 |
0,38% |
|
2 |
Banca Sella |
1,00% |
0,45% |
€ 610,09 |
0,61% |
|
3 |
Credit Agricole |
1,02% |
0,48% |
€ 611,78 |
0,67% |
|
4 |
Credem |
0,95% |
0,40% |
€ 607,07 |
0,68% |
|
5 |
Webank |
1,25% |
0,71% |
€ 625,78 |
0,77% |
|
6 |
Intesa Sanpaolo |
1,20% |
0,64% |
€ 621,62 |
0,88% |
|
7 |
Banco BPM |
1,25% |
0,71% |
€ 625,78 |
0,94% |
|
8 |
BNL |
1,40% |
0,84% |
€ 633,85 |
1,03% |
|
9 |
BPER Banca |
1,40% |
0,85% |
€ 634,53 |
1,04% |
|
10 |
Deutsche Bank |
1,10% |
1,11% |
€ 650,75 |
1,24% |
|
11 |
Banca Monte dei Paschi di Siena |
1,10% |
1,10% |
€ 650,12 |
1,36% |
|
Rank |
Istituto |
Tan |
Rata |
Taeg |
|---|---|---|---|---|
|
1 |
UniCredit |
0,60% |
€ 619,18 |
0,72% |
|
2 |
Credit Agricole |
0,62% |
€ 620,40 |
0,81% |
|
3 |
Credem |
0,54% |
€ 615,53 |
0,82% |
|
4 |
BNL |
0,65% |
€ 622,23 |
0,84% |
|
5 |
Banca Sella |
0,80% |
€ 631,44 |
0,96% |
|
6 |
BPER Banca |
0,83% |
€ 633,29 |
1,02% |
|
7 |
Banco BPM |
0,87% |
€ 635,77 |
1,10% |
|
8 |
Webank |
1,08% |
€ 648,86 |
1,15% |
|
9 |
Intesa Sanpaolo |
0,95% |
€ 640,73 |
1,19% |
|
10 |
Deutsche Bank |
1,41% |
€ 669,78 |
1,55% |
|
11 |
Banca Monte dei Paschi di Siena |
1,67% |
€ 686,56 |
1,94% |
|
Rank |
Istituto |
Spread |
Tan |
Rata |
Taeg |
|---|---|---|---|---|---|
|
1 |
UniCredit |
0,80% |
0,26% |
€ 598,58 |
0,30% |
|
2 |
Credem |
1,09% |
0,54% |
€ 615,53 |
0,62% |
|
3 |
Credit Agricole |
1,07% |
0,53% |
€ 614,80 |
0,64% |
|
4 |
Intesa Sanpaolo |
1,20% |
0,64% |
€ 621,62 |
0,76% |
|
5 |
Webank |
1,35% |
0,81% |
€ 631,93 |
0,81% |
|
6 |
Banco BPM |
1,30% |
0,76% |
€ 628,85 |
0,86% |
|
7 |
BNL |
1,45% |
0,89% |
€ 636,94 |
0,94% |
|
8 |
BPER Banca |
1,65% |
1,10% |
€ 650,12 |
1,19% |
|
9 |
Banca Sella |
1,75% |
1,20% |
€ 656,42 |
1,30% |
|
10 |
Banca Monte dei Paschi di Siena |
1,20% |
1,20% |
€ 656,42 |
1,34% |
|
11 |
Deutsche Bank |
1,40% |
1,41% |
€ 669,78 |
1,42% |
|
Rank |
Istituto |
Tan |
Rata |
Taeg |
|---|---|---|---|---|
|
1 |
UniCredit |
0,60% |
€ 619,18 |
0,64% |
|
2 |
Credit Agricole |
0,79% |
€ 630,82 |
0,90% |
|
3 |
Credem |
0,96% |
€ 641,36 |
1,04% |
|
4 |
BPER Banca |
1,08% |
€ 648,86 |
1,17% |
|
5 |
BNL |
1,15% |
€ 653,26 |
1,20% |
|
6 |
Intesa Sanpaolo |
1,15% |
€ 653,26 |
1,28% |
|
7 |
Webank |
1,48% |
€ 674,28 |
1,49% |
|
8 |
Banco BPM |
1,47% |
€ 673,63 |
1,58% |
|
9 |
Banca Sella |
1,55% |
€ 678,79 |
1,65% |
|
10 |
Banca Monte dei Paschi di Siena |
1,77% |
€ 693,09 |
1,92% |
|
11 |
Deutsche Bank |
2,11% |
€ 715,55 |
2,13% |