MILANO - Seduta contrastata per le Borse, mentre la liberazione della porta-container che blocca il Canale di Suez consente la riapertura della rotta commerciale: il petrolio, volatile nel corso della giornata, torna a cedere terreno nel pomeriggio italiano. Ad agitare gli investitori c'è un nuovo caso finanziario internazionale: alcune vendite massicce hanno colpito singoli titoli generando preoccupazine sui listini. Secondo quanto ricostruito dalle agenzie finanziarie, i movimenti sono partiti già sul finale della seduta di venerdì a Wall Street (dove pure gli indici hanno chiuso la settimana in positivo) e si legano alla difficile situazione di Archegos Capital Management, il family office di Bill Hwang, che sarebbe stato indotto a chiudere le posizioni da parte delle banche (le celebri margin call).
Secondo Bloomberg, il flusso ha raggiunto i 20 miliardi di dollari concentrato sui big tech cinesi e sulle azioni dei media americane (ViacomCBS e Discovery le più colpite). I contraccolpi stanno pian piano venendo a galla: il colosso bancario giapponese Nomura ha reso noto che lo scorso 26 marzo "si è verificato un evento" che potrebbe comportare "una significativa perdita" per una sua controllata Usa, generata "da una transazione con un cliente". Nomura, spiega una nota, "sta attualmente valutando l'estensione della possibile perdita e l'impatto che potrebbe avere sui sui risultati finanziari" e stima al momento di poter "reclamare un danno dal cliente di circa 2 miliardi di dollari". In Borsa il titolo è stato travolto dalle vendite, arrivando a perdere al 17% per poi chiudere con uno storico -16,3%. Secondo indiscrezioni la perdita sarebbe proprio legata all'hedge Archegos Capital Management di Bill Hwang. Anche Crédit Suisse ha quindi comunicato di aver riportato "perdite molto significative" derivanti dall'esposizione a un anonimo hedge fund Usa, sottolineando di non poter quantificare esattamente ancora il danno che colpirà i risultati del primo trimestre.
Milano oscilla sopra e sotto la parità e alla fine chiude in leggero rialzo (+0,12%). Francoforte sale dello 0,47%, Parigi dello 0,45%. Di segno opposto Londra, in calo dello 0,07%. A Piazza Affari si segnala il "no" del cda del Creval all'Opa del Crédit Agricole e l'operazione della famiglia Carraro per delistare l'omonomia società dei trattori. Wall Street chiude mista: il Dow Jones sale dello 0,30%, il Nasdaq perde lo 0,6% mentre lo S&P 500 cede lo 0,08%.
Questa mattina, la borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo dello 0,71%. L'indice Topix è salito dello 0,46%.
Euro in calo sul dollaro. Il biglietto verde si rafforza grazie alla fiducia degli investitori sulla forza economica degli Stati Uniti, che proseguono con decisione nella campagna di vaccinazione. In Europa, invece continuano i contagi di Covid-19 e le vaccinazioni vanno più a rilento. Così la moneta unica resta sotto 1,18 dollari, a 1,1775 contro 1,1795 di venerdì in chiusura. Euro/yen a 128,90 e dollaro/yen a 109,49. Lo spread rimane stabile in area 96 punti base.
Tra le materie prime, come accennato il petrolio si muove al ritmo delle notizie che arrivano dal Canale di Suez. Dopo un saliscendi nel corso della seduta, nel pomeriggio - mentre la Ever Grande si muove per liberare il passaggio - il barile segna un calo dello 0,2% per la qualità Wti e dello 0,4% per il Brent: rispettivamente sono a 60,8 e 64,3 dollari.