Suez-Veolia, il nuovo colosso dell'ambiente punterà a crescere anche in Italia
di Luca Pagni , di Luca PagniRoma. La nascita di un nuovo colosso nel settore dell'ambiente sarà una buona cosa per l'Europa che avrà un campione in più da giocare nella transizione ecologica. Ma la fusione tra le società francesi Suez e Veolia, che ha dato vita a un gruppo da 37 miliardi di fatturato e 260 mila dipendenti, sarà una buona cosa anche per l'Italia? Perché non c'è dubbio che il nostro paese sarà uno dei primi a cui la compagine guarderà per i sui prossimi investimenti.
Del resto, sia Suez che Veolia sono presenti in Italia già da molti anni, hanno posizioni leader in alcune regioni e hanno continuato a cre…
Roma. La nascita di un nuovo colosso nel settore dell'ambiente sarà una buona cosa per l'Europa che avrà un campione in più da giocare nella transizione ecologica. Ma la fusione tra le società francesi Suez e Veolia, che ha dato vita a un gruppo da 37 miliardi di fatturato e 260 mila dipendenti, sarà una buona cosa anche per l'Italia? Perché non c'è dubbio che il nostro paese sarà uno dei primi a cui la compagine guarderà per i sui prossimi investimenti.
Del resto, sia Suez che Veolia sono presenti in Italia già da molti anni, hanno posizioni leader in alcune regioni e hanno continuato a crescere nel tempo. Suez, in particolare, è il primo operatore privato nel settore della gestione dei servizi idrici, mentre Veolia ha il suo principale mercato nell'efficienza energetica degli edifici, soprattutto nella sanità. Entrambe hanno posizioni di non poco conto, sia come fatturato sia come quote di mercato e con l'arrivo dei fondi europei destinati proprio alla tutela ambientale e al risparmio energetico avranno l'occasione per allargare il proprio raggio di azione.
I servizi per la fornitura di acqua pubblica (come raccontato anche di recente da Repubblica) necessitano di investimenti ingenti, in particolare nelle regioni meridionali. Suez - che è un operatore di peso in tutta l'Italia Centrale - potrebbe guardare con interesse a un'ulteriore espansione. La presenza di Suez è articolata. Intanto è il primo socio del gruppo Acea, controllato dal comune di Roma ma di cui i francesi rappresentano il secondo azionista con il 23,3% delle quote. Inoltre, può dire la sua nella nuova multiutility toscana che dovrebbe mettere insieme le società di pubblici servizi che gravitano nelle province di Firenze, Prato ed Empoli da quotare poi in Borsa.
Tra le aziende che stanno dando vita alla multiutility forte nei settori dell'acqua e del ciclo dei rifiuti c'è Publiacqua, che gestisce circa un terzo dei contatori della Toscana: nel suo capitale con il 40% delle quote troviamo Acque Blu Fiorentine, a sua volta controllata per il 75% da Acea e per il restante 25% proprio da Suez. In altre parole, i francesi si troveranno al centro del nuovo risiko che potrebbe in breve allargarsi a tutta l'Italia Centrale. Anche perché da queste parti ha altre carte da giocarsi: controlla il 61% di Intesa Aretina, che a cascata ha il 46% di un Nuove Acque, attiva nell'Alto Valdarno.
Veolia, invece, per crescer ha scelto una via diretta, acquisendo lo storico gruppo Siram, operazione dopo la quale può vantare la gestione di 800 strutture sanitarie, pubbliche e private, di cui oltre 200 strutture ospedaliere e 43.000 posti letto, un migliaio di istituti di formazione e ricerca e 4 campus universitari, oltre a 1.200 siti dedicati al terziario, uffici pubblici e privati e settore commerciali, 126 stabilimenti industriali e un migliaio immobili residenziali.
Tutti numeri, è facilmente intuibile, che faranno della nuova compagine Suez-Veolia uno dei protagonisti del settore ambiente anche in Italia. Tenendo conto, tra l'altro, che finora Suez non ha sviluppato l'altra sua grande competenza che riguarda la gestione dei rifiuti. La fusione potrebbe essere l'occasione giusta per farlo.