Le Borse di oggi, 22 aprile. I listini Ue chiudono in rialzo dopo la Bce, sussidi Usa ai minimi da inizio pandemia
di Flavio Bini , Raffaele Ricciardi , di Flavio Bini, Raffaele RicciardiMILANO - Le Borse europee chiudono in rialzo dopo la riunione della Bce: l'Eurotower come da attese ha lasciato invariati i tassi annunciando una accelerazione degli acquisti Pepp a partire dal secondo trimestre. La presidente Lagarde ha comunque rassicurato gli investitori parlando di una "solida ripresa" per l'economia Ue nel corso del 2021.
A Milano l'indice Ftse Mib segna +0,98% finale, indossando la maglia rosa, Londra cresce dello 0,61%, Francoforte guadagna lo 0,92% e Parigi lo 0,91%. Sprint anche per i listini asiatici, in rimbalzo dopo due sedute negative, con Tokyo che chiude in rialzo del 2,38%. Poco mossa, alla chiusura degli scambi Ue, Wall Street dove viene digerito il dato relativo alle nuove richieste di sussidi negli Stati Uniti. Le istanze sono calate di 39 mila unità la scorsa settimana a quota 547 mila, a fronte delle 603 mila attese, registrando il miglior dato dall'inizio della pandemia. Il Dow Jones cede lo 0,1%, lo S&P500 è invariato e il Nasdaq sale dello 0,3%.
A Piazza Affari ancora sotto i riflettori il Creval, dopo il nuovo ritocco al rialzo dell'offerta da parte di Crédit Agicole Italia.
Poco movimento per lo spread tra Btp decennali e omologhi Bund tedeschi: il differeniziale chiude a 101 punti, livelli della chiusura di ieri. Il rendimento dei Buoni italiani arretra allo 0,75%. Il Btp Futura, giunto al quarto giorno di collocamento, supera quota 5 miliardi di raccolta. L'euro chiude stabile a quota 1,2020 dollari dopo che la Bce ha lasciato invariata la politica monetaria e ha ribadito che aumenterà il sostegno all'economia se necessario.
L'appuntamento centrale della settimana è l'odierna riunione della Banca centrale europea, cui seguirà la conferenza stampa di Christine Lagarde. Come da attese degli analisti, l'Eurotower ha lasciato i tassi d'interesse fermi: il tasso principale rimane a zero, il tasso sui depositi a -0,50% e il tasso sui prestiti marginali a 0,25%. Mossa attesa, in considerazione di uno scenario economico che non è mutato sostanzialmente rispetto al mese scorso: ci sono segnali di miglioramento, ma le restrizioni nei Paesi membri sono ancora in piedi. Gli interrogativi si concentrano sul ritmo di acquisti nell'ambito del Pepp, il Quantitative easing anti-Covid, e la sua durata oltre il marzo 2022. Sul primo aspetto, la Bce aveva promesso un "significativo" aumento del ritmo degli acquisti per spegnere i rialzi dei rendimenti ma gli acquisti netti sono saliti di 3 miliardi settimanali, deludendo le attese degli analisti di Unicredit ad esempio. Quanto ai programmi di lungo termine, gi esperti dubitano che ci sia un impegno già oggi.
Tra i dati macro di giornata, l'Istat ha diffuso i dati su fatturato e ordinativi dell'industria a febbraio - terzo mese di recupero - mentre nel pomeriggio arriverà il consueto aggiornamento sui sussidi disoccupazione Usa.
I segnali preoccupanti sull'andamento della pandemia in alcune aree del mondo e l'aumento delle scorte incidono sul calo delle quotazioni del petrolio. Il Wti del Texas scende dello 0,7% a 60,9 dollari al barile come il Brent del Mare del Nord, sempre in calo dello 0,7% a 64,86 dollari.