MILANO - La terza emissione di Btp Futura si è chiusa con sottoscrizioni per 5,48 miliardi, leggermente al di sotto dei due precedenti collocamenti ma non troppo lontana dagli altri (6,13 e 5,7). Dunque, grosso modo in linea con le aspettative del Mef, che aveva ipotizzato un risultato non lontano dalle altre volte ("Tutto sommato non saremmo meravigliati di fare il bis della raccolta registrata dalle altre due emissioni di Btp Futura”, aveva dichiarato a Repubblica il direttore generale per il Debito pubblico, Davide Iacovoni).
Bisogna considerare che questa emissione aveva una durata molto più lunga: 16 anni rispetto ai 10 della prima emissione e agli 8 della seconda. Analoga la struttura: cedole fissate all'emissione ma crescenti nel tempo, premio finale legato alla crescita nominale del Pil, raccolta destinata a contrastare gli effetti economici del Covid e, soprattutto, collocamento riservato alla clientela retail.
Nel pomeriggio il Mef ha confermato i tassi minimi annunciati venerdì scorso. Come al solito, non sarebbe stata comunque oggetto di variazioni la prima cedola - valida per i primi quattro anni - pari allo 0,75%, uguale quindi al rendimento attuale sul mercato secondario di un Btp a 10 anni. Il ministero dell'Economia ha specificato che i risparmiatori hanno sottoscritto 132.296 contratti, con un taglio medio di 41.400,22 euro.