Crisi industriali, vertice su Embraco-Acc: tandem Lega-M5S alla prova. Spunta il compromesso
di Marco Patucchi , di Marco PatucchiROMA - E' un giorno chiave per la ex Embraco di Torino, per la Acc Wanbao di Belluno e per il progetto di polo nazionale dei compressori al quale sono appese le speranze di sopravvivenza delle due fabbriche storiche. Ma è un giorno fondamentale soprattutto per i 700 tra operaie e operai dei due stabilimenti, che attendono da troppo tempo di sapere cosa ne sarà del loro lavoro. E del loro futuro. Nel primo pomeriggio il governo incontrerà (in videoconferenza) tutte le parti in causa: le Regioni Piemonte e Veneto, i prefetti di Torino e di Belluno, il sindaco di Riva di Chieri, il commissario straordinario dell'Acc Wanbao, Maurizio Castro, i sindacati e la Whirlpool (ex proprietaria della Embraco). Un vertice sul quale aleggia, però, un possibile contrasto politico all'interno della eterogenea maggioranza dell'esecutivo Draghi, con sullo sfondo l'ipotesi di un compromesso che proprio l'incontro di oggi potrebbe svelare.
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ROMA - E' un giorno chiave per la ex Embraco di Torino, per la Acc Wanbao di Belluno e per il progetto di polo nazionale dei compressori al quale sono appese le speranze di sopravvivenza delle due fabbriche storiche. Ma è un giorno fondamentale soprattutto per i 700 tra operaie e operai dei due stabilimenti, che attendono da troppo tempo di sapere cosa ne sarà del loro lavoro. E del loro futuro. Nel primo pomeriggio il governo incontrerà (in videoconferenza) tutte le parti in causa: le Regioni Piemonte e Veneto, i prefetti di Torino e di Belluno, il sindaco di Riva di Chieri, il commissario straordinario dell'Acc Wanbao, Maurizio Castro, i sindacati e la Whirlpool (ex proprietaria della Embraco). Un vertice sul quale aleggia, però, un possibile contrasto politico all'interno della eterogenea maggioranza dell'esecutivo Draghi, con sullo sfondo l'ipotesi di un compromesso che proprio l'incontro di oggi potrebbe svelare.
Sul tavolo, convocato dalla viceministra dello Sviluppo Economico Alessandra Todde (M5S), c'è il piano di accorpamento delle due aziende dal quale nascerebbe un polo nazionale (battezzato Italcomp) per la produzione di compressori per frigoriferi. Un progetto di politica industriale ideato e portato avanti dalla Todde quando era sottosegretaria al Mise nel secondo governo Conte e che, nell'impostazione originaria, vedeva Invitalia (società del Tesoro) nel ruolo di pivot e solo in prospettiva la ricerca di soci privati. Il cambio di guardia a palazzo Chigi ha di fatto frenato l'operazione e l'avvento al ministero di Giancarlo Giorgetti, capo delegazione della Lega nel governo, ha rimescolato le carte.
I sindacati intanto hanno portato operaie e operai a protestare davanti ai portoni di ogni sede istituzionale, compreso quello romano del Mise a via Molise, diventata ormai per antonomasia la strada della protesta operaia. "Dopo le dichiarazioni del ministro Giorgetti - protestano Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil - il progetto Italcomp pare aver assunto le sembianze di una scommessa da avventurieri, è stato completamente stravolto. Quello di Giorgetti è il quarto piano di salvataggio proposto dal quarto ministro del quarto governo della legislatura in corso". Oggi dagli schermi della videoconferenza del dicastero dovrà arrivare una parola di chiarezza per tutti.