Superbonus 110%, il peso della burocrazia dietro la partenza lenta. Ecco perché i costruttori chiedono semplificazioni e più tempo
di Raffaele Ricciardi , di Raffaele RicciardiMILANO - Una partenza lenta, zavorrata dalle complicazioni burocratiche, con una accelerazione che rischia di esser soffocata in culla. E' la traiettoria del Superbonus al 110% per gli interventi edilizi di efficientamento energetico e sismico, per come gli addetti ai lavori vedono il rischio di una mancata estensione a tutto il 2023. Ipotesi ancora al centro delle discussioni e che, stando all'ultima bozza di Pnrr in circolazione, potrebbe riguardare solo le case popolari. Ma non è solo una questione di tempo: per la filiera dell'edilizia è infatti indispensabile semplificare le norme.
Secondo gli ultimi dati Enea-Mise, che arrivano al 13 aprile scorso, gli interventi legati al Superbonus 110% hanno superato quota 10 mila per 1,2 miliardi di valore. A prima vista, una frazione assai piccola rispetto ai 6 miliardi che l'Ance stima possa valere la misura, per un anno. Ma quel che conta, per l'Associazione dei costruttori, è l'accelerazione …
MILANO - Una partenza lenta, zavorrata dalle complicazioni burocratiche, con una accelerazione che rischia di esser soffocata in culla. E' la traiettoria del Superbonus al 110% per gli interventi edilizi di efficientamento energetico e sismico, per come gli addetti ai lavori vedono il rischio di una mancata estensione a tutto il 2023. Ipotesi ancora al centro delle discussioni e che, stando all'ultima bozza di Pnrr in circolazione, potrebbe riguardare solo le case popolari. Ma non è solo una questione di tempo: per la filiera dell'edilizia è infatti indispensabile semplificare le norme.
Secondo gli ultimi dati Enea-Mise, che arrivano al 13 aprile scorso, gli interventi legati al Superbonus 110% hanno superato quota 10 mila per 1,2 miliardi di valore. A prima vista, una frazione assai piccola rispetto ai 6 miliardi che l'Ance stima possa valere la misura, per un anno. Ma quel che conta, per l'Associazione dei costruttori, è l'accelerazione registrata: il 10% di importo aggiuntivo in un paio di settimane, valori triplicati rispetto ai livelli di febbraio. "I dati dimostrano che è uno strumento laborioso, difficile, con un iter iniziale lentissimo", commenta il presidente, Gabriele Buia. E porta il suo esempio di imprenditore: "Ho iniziato a lavorare su una trentina di progetti dallo scorso settembre. Tra pre-assemblee, pareri, verifiche tecniche ed economiche, assemblee per la delibera, stesura dei contratti e pagamento dei professionisti per ora non mi è stato ancora possibile avviare un cantiere". Per questo l'Ance conferma la stima di 6 miliardi raggiungibili nel 2021, a patto di dare subito chiarezza sulla proroga: considerando le ricadute su tutta la filiera, l'effetto positivo sull'economia sarebbe di 21 miliardi, un punto di Pil, e 64 mila i posti di lavoro creati nelle costruzioni. E, a conti fatti, i 18 miliardi postati nel Pnrr (ripartiti tra 10 miliardi di finanziamento Ue e 8 di cofinanziamento nazionale) sarebbero sufficienti per coprire il triennio di lavori al 2023.
SUPERBONUS EDILIZIO. Domande e risposte
Un recente intervento di Nomisma ha messo in luce alcuni aspetti critici: su 10,5 milioni di famiglie potenzialmente interessate, solo il 20% ha fatto passi concreti per la misura (almeno iniziare l'iter di delibera degli interventi) e il risultato è che per ora sono stati avviati solo poco più di 500 cantieri dai condomìni. Ma per Buia "è proprio la farraginosità dello strumento la ragione di questo ritardo: per ora sono riusciti ad attivarsi quasi esclusivamente le piccole ville unifamiliari. Il grosso deve arrivare".
Se le risorse sono per ora andate per la metà al Nord (solo Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna ne hanno prenotate quasi 400 milioni), per la società di consulenza e analisi economica questo è spia di una misura regressiva che amplia le differenze strutturali tra territori. Ma, ribatte l'Ance, anche il Mezzogiorno non sfigura con 3.200 interventi per 400 milioni e una media dei lavori (125 mila euro) che supera il dato nazionale (119 mila euro). "Il problema è che l'inefficienza della Pa esplode di fronte alla mole di documentazione che il Superbonus richiede: ci sono casi di uffici che non trovano le pratiche edilizie - racconta Buia - Ma non si può dire che il Sud non stia facendo di tutto per accelerare".
Al di là dell'orizzonte temporale, gli addetti ai lavori premono per la semplificazione normativa e il coinvolgimento di un maggior numero di soggetti nell'agevolazione. Tutte richieste messe nero su bianco dalla relazione di maggioranza al Documento di economia e finanza approvata giovedì dal Parlamento, nella quale si impegna l'esecutivo a estendere il 110% alle strutture alberghiere, ricettive (B&B) e rurali.
Molti i nodi procedurali che gli addetti ai lavori chiedono al legislatore di sciogliere, con il prossimo decreto semplificazioni. Confedilizia ne mette in fila alcuni: l'obbligo di attestare la doppia conformità urbanistico/edilizia (al momento della costruzione e dell'effettuazione dei lavori) per ottenere la quale "ci vogliono mesi" negli uffici comunali, complice il lavoro a distanza; le chiusure di verande che alcuni hanno fatto sui loro balconi e pregiudicano il Superbonus per l'intero stabile; le difficoltà nelle pratiche per la cessione del credito; la mancata estensione dell'agevolazione ai compensi degli amministratori. Non a caso, alla diffusione della bozza del Pnrr che prolunga la misura al 2023, il presidente Giorgio Spaziani Testa rimarca che "non serve prolungarlo (il Superbonus, ndr) se non si semplifica".
Marco Granelli, presidente di Confartigianato, chiede di "non vanificare le aspettative e gli sforzi di imprese e consumatori" proprio "ora che i mercato riparte". Secondo l'associazione, nel "sistema casa" ci sono un milione di imprese (tra costruzioni, attività immobiliari, studi di architetti e ingegneri) con 2,3 milioni di addetti, nella stragrande maggioranza dei casi (88%) di piccole dimensioni. Filiera per la quale, ha sintetizzato Granelli, "sarebbe assurdo e autolesionistico" rivedere al ribasso le detrazioni fiscali. "Siamo pronti a una grande mobilitazione sul web - chiosa Buia - Tutta la filiera chiede alla politica di mantenere fede alle promesse che sono state fatte".