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Le Borse di oggi, 30 aprile. I listini Ue chiudono deboli. Il Pil tedesco peggio dellle attese. Balzano redditi e consumi Usa

(ansa)
Milano cede lo 0,56%. Sotto le attese il dato sulla crescita francese. Le misure di stimolo di Biden hanno effetti sull'economia. Tokyo chiude a -0,83%. Petrolio in discesa, rame sempre più vicino ai massimi
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MILANO - Le Borse europee chiudono deboli nell'ultima seduta della settimana. A guidare l'umore dei mercati fin dalla mattina sono stati i primi dati preliminari sull'andamento delle principali economie del continente nel primo trimestre. E se il dato italiano, -0,4% sul trimestre precedente, ha confermato le attese della vigilia, hanno deluso quelli di Germania e Francia. Berlino segna un -1,7% rispetto al trimestre precedente (-3% tendenziale) contro il -1,5% atteso, mentre Parigi arretra dello 0,4% a fronte di un -0,2% previsto. Leggermente meglio dele attese il dato complessivo registrato da Eurostat, con il Pil in flessione dell'1,8% su base tendenziale e dello 0,6% rispetto al trimestre precedente.

I listini del Vecchio continente segnano dunque una chiusura incerta. Milano è più attardata con un bilancio negativo dello 0,56%. Londra è l'unica in positivo (+0,13%) mentre Francoforte scivola dello 0,01% e Parigi dello 0,54%. A Piazza Affari in calo Eni dopo i conti trimestrali pubblicati oggi; bene invece Tim dopo la notizia che Cdp salirà al 60% in Open Fiber.

Wall Street procede in calo a metà mattinata. Il mercato si sta prendendo una pausa dopo una serie di ottime trimestrali e buoni dati macroeconomici. Il Dow Jones perde lo 0,78% a 33.793 punti, l'S&P 500 lo 0,69% a 4.182 e il Nasdaq lo 0,52% a 14.009. Nonostante i ribassi odierni Dow Jones e S&P 500 sono avviati a chiudere il terzo mese consecutivo in rialzo, mentre per il Nasdaq la lista si appresta a salire a sei. I listini asiatici si sono mossi tutti in calo, nell'ultima giornata di contrattazioni prima di uno stop per festività che si estenderà fino a mercoledì prossimo che riguarderà i listini cinesi e Tokyo, che oggi ha chiuso in calo a -0,83%.

Dati importanti arrivano anche dagli Usa, dove i redditi personali registrano un balzo record a marzo: +21,1% mensile. Si tratta del salto in avanti più forte dal 1959, trainato dalle riaperture e dal pacchetto di stimoli da 1.900 miliardi di dollari, voluto dall'amministrazione Biden per contrastare la pandemia, che comprendeva un assegno da 1.400 dollari per le famiglie. Per quanto la statistica sia dunque influenzata da questa voce straordinaria, resta evidente la ricaduta reale anche nel forte rialzo dei consumi personali che crescono del 4,2%.

Chiusura in calo per l'euro che termina la sessione a circa 1,2030 dollari. Il biglietto verde ha beneficiato del balzo dei redditi e dei consumi negli Usa e ha guadagnato terreno anche nei confronti dello yen in zona 109,30. A 131,50 il cambio tra l'euro e la valuta giapponese. Lo spread tra Btp decennali e omologhi Bund tedeschi ha chiuso stabile a 106 punti. Il rendimento del titolo italiano si è collocato allo 0,857%.

Dopo i rialzi degli ultimi giorni torna a scendere il petrolio: alla chiusura dei mercati europei, il barile di greggio Wti con consegna a giugno cede il 2,5% a 63,3 dollari mentre il Brent segna un calo del 2% a 67,2 dollari al barile. Il rame segna il passo dopo i recenti guadagni che l'hanno portato vicino ai massimi storici.