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Nestlé sotto accusa in California: "Estrae illegalmente troppa acqua"

(afp)
La multinazionale nel mirino delle autorità californiane: sfruttando una concessione del diciannovesimo secolo starebbe prelevando da anni molta più acqua di quanto previsto dagli accordi. E ora rischia una maxi multa
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LUGANO - Nel sud-est della California, regolarmente alle prese con la siccità e con gli incendi, non ne possono più della concessione che, ormai dalla metà del diciannovesimo secolo, consente a Nestlé di pompare, ogni anno, enormi quantitativi d'acqua dalla foresta di San Bernardino.

Così le autorità statali californiane hanno deciso di fare la voce grossa nei confronti della multinazionale svizzera, accusandola, oltretutto, di estrarre illegalmente una parte non indifferente di quell'acqua, nella misura di diverse milioni di litri, dallo Strawberry Creek, un affluente del fiume di Santa Ana, che fornisce buona parte del fabbisogno idrico di una popolazione di 800 mila abitanti. L'acqua pompata da Nestlè viene, poi, imbottigliata e venduta in Nordamerica, con il marchio Arrowhead e la menzione "100% Natural Mountain Spring Water".

In realtà, la concessione che permette al gruppo svizzero di far capo all…

LUGANO - Nel sud-est della California, regolarmente alle prese con la siccità e con gli incendi, non ne possono più della concessione che, ormai dalla metà del diciannovesimo secolo, consente a Nestlé di pompare, ogni anno, enormi quantitativi d'acqua dalla foresta di San Bernardino.

Così le autorità statali californiane hanno deciso di fare la voce grossa nei confronti della multinazionale svizzera, accusandola, oltretutto, di estrarre illegalmente una parte non indifferente di quell'acqua, nella misura di diverse milioni di litri, dallo Strawberry Creek, un affluente del fiume di Santa Ana, che fornisce buona parte del fabbisogno idrico di una popolazione di 800 mila abitanti. L'acqua pompata da Nestlè viene, poi, imbottigliata e venduta in Nordamerica, con il marchio Arrowhead e la menzione "100% Natural Mountain Spring Water".

In realtà, la concessione che permette al gruppo svizzero di far capo all'acqua di quella zona della California è stata ereditata dal colosso alimentare grazie all'acquisizione della francese Perrier. Che, con San Pellegrino, Levissima e Acqua Panna, contribuisce a costituire un vero e proprio parterre del lusso delle acque minerali. Il che, a livello globale, si traduce in una cifra d'affari di oltre 7,3 miliardi di euro, la metà della quale conseguita negli Stati Uniti, stando al bilancio di Nestlè del 2019.

Fatto sta che, dopo molteplici messe in guardia da parte dello Stato della California, la multinazionale con sede a Vevey, nel Canton Vaud, richia ora di pagare una multa colossale, per ogni giorno in cui ha pompato acqua, al di là del consentito, dall'affluente del fiume Santa Ana, nel periodo precedente il 1914. Bene che le vada si vedrà ridurre la quantità a sua disposizione dai 220 milioni di litri dello scorso anno a non più di 9 milioni. Sarà per questo che Nestlè ha deciso di liberarsi delle acque minerali di produzione statunitense, avviando una trattativa con la società One Rock Capital Partners. Il valore della transazione è di circa 3,2 miliardi di euro. Ciò che non escluderebbe sanzioni per eventuali irregolarità pregresse. Comunque la controversia vada a finire, rimane una questione da risolvere, come ha evidenziato un reportage della tv pubblica svizzera:"L'acqua è un diritto umano, come sentenziato dalle Nazioni Unite, oppure un prodotto commerciale con un valore di mercato?".