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Non solo Bitcoin, il criptoappetito ora è tutto su Ethereum

(reuters)
Come accaduto già in passato, alla crescita della principale criptovaluta è seguita un'esplosione delle valute alternative. Nft e finanza decentralizzata hanno spinto la cavalcata della seconda moneta digitale per capitalizzazione. Ma gli addetti ai lavori mettono in guardia sul boom delle valute minori
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MILANO - Dopo i record macinati negli ultimi mesi dal Bitcoin, nell'universo delle criptovalute i riflettori sono ormai stabilmente puntati da alcune settimane su Ethereum, la blockchain legata ad Ether, seconda valuta digitale per capitalizzazione che negli ultimi giorni ha aggiornato il proprio massimo storico sfondando per la prima volta quota 4000 dollari. Per capire che il vento nel mondo dei criptoasset stia cambiando basta guardare i dati raccolti da Coinmarketcap: ad inizio anno, Bitcoin valeva il 69,71% della capitalizzazione complessiva delle criptovalute, Ethereum il 12,83% e Dogecoin appena lo 0,14%. Quattro mesi dopo Bitcoin è scivolto al 44,38%, Ethereum è cresciuto al 18,46% e Dogecoin, complici le sortite del patron di Tesla Elon Musk, si è guadagnato un più robusto 2,94%.

Non una novità nel mondo delle criptovalute. Ciclicamente, a fasi di espansione del Bitcoin …

MILANO - Dopo i record macinati negli ultimi mesi dal Bitcoin, nell'universo delle criptovalute i riflettori sono ormai stabilmente puntati da alcune settimane su Ethereum, la blockchain legata ad Ether, seconda valuta digitale per capitalizzazione che negli ultimi giorni ha aggiornato il proprio massimo storico sfondando per la prima volta quota 4000 dollari. Per capire che il vento nel mondo dei criptoasset stia cambiando basta guardare i dati raccolti da Coinmarketcap: ad inizio anno, Bitcoin valeva il 69,71% della capitalizzazione complessiva delle criptovalute, Ethereum il 12,83% e Dogecoin appena lo 0,14%. Quattro mesi dopo Bitcoin è scivolto al 44,38%, Ethereum è cresciuto al 18,46% e Dogecoin, complici le sortite del patron di Tesla Elon Musk, si è guadagnato un più robusto 2,94%.

Non una novità nel mondo delle criptovalute. Ciclicamente, a fasi di espansione del Bitcoin segue l'esplosione di valute alternative. "La dinamica psicologica è semplice: nelle nuove criptovalute entrano tutti quelli che pensano di avere perso il treno Bitcoin e sperano che le alternative siano più remunerative. E poi puntualmente si scottano", spiega Ferdinando Ametrano, docente di Bitcoin and Blockchain Technology a Milano-Bicocca e amministratore delegato di CheckSig, società di custodia Bitcoin per investitori istituzionali e persone ad alta patrimonializzazione. Lo stesso Ethereum, alcuni anni fa, era arrivato molto vicino a superare Bitcoin come quota di capitalizzazione complessiva del mondo cripto, salvo poi perdere pesantemente terreno.

Questa volta però qualcosa sembra essere cambiato. "Con Ethereum stiamo assistendo alle battute iniziali dell'istituzionalizzazione di criptovalute diverse dal Bitcoin", ha sentenziato in un recente report Eliézer Ndinga, analista di 21Shares che è una società specializzata in prodotti finanziari che hanno per sottostante proprio le valute digitali. A riprova di quell'affermazione, gli specialisti annotano come si sia verificato negli ultimi tempi "un forte incremento del numero di portafogli con almeno 10.000 ETH" sulla blockchain dell'Ethereum, mentre i portafogli più piccoli, con 10-1.000 valute, si sono ridotti".

Se gli investitori dalle spalle più grosse stanno accendendo i loro riflettori, per Ndinga ciò deriva dal fatto che "hanno iniziato a comprendere il valore di Ethereum come il network regolamentato più dominante, in grado di processare oltre un milione di transazioni ogni giorno, e come la piattaforma più attiva nella creazione di servizi finanziari digitali, o decentralizzati (DeFi)". Esempi portati in tal senso: Rothschild Investment Corporation ha investito oltre 4 milioni di dollari in Ether e la Bei ha emesso un bond da 100 milioni con token obbligazionari su Ethereum. Infine, questa valuta può giocarsi la carta dell'attrattività in chiave sostenibile. Da luglio sarà innovata la rete di Ethereum con un meccanismo che ne brucerà una quota fissa per ogni transazione, ma soprattutto ci sarà il passaggio a un'infrastruttura meno dispendiosa dal punto di vista energetico: "Migliorerà l'immagine di Ethereum in qualità di commodity digitale limitata e rispettosa della componente Esg".

Non tutti però condividono questo entusiamo, soprattutto in relazione alla galassia di microvalute digitali di origini sconosciute che va ad affiancarsi alle monete digitali tradzionali. "La quasi totalità delle alternative a Bitcoin non ha rilevanza, con l'eccezione di Ethereum che è più versatile e che offre possibilità come token, Decentralized Finance (DeFi) e Nft. Non dimentichiamoci però che nel 2017-2018 Ethereum era la piattaforma delle Ico, e abbiamo visto tutti com'è andata. Credo che il rischio è che anche in questo caso si ripeta la stessa fine", sottolinea ancore Ametrano secondo cui dentro l'universo cripto possono annidarsi anche realtà molto discutibili. "Non si può considerare tutte le criptovalute nello stesso modo - rileva il docente -. Basta guardare Dogecoin, una barzelletta che non ha alcuna sostenibilità logico funzionale e che contribuisce ad alimentare l'immagine delle criptovalute come fenomeni da baraccone, quando invece l'oro c'è e luccica: ed è Bitcoin".