MILANO - Le Borse europee ritrovano slancio nella fase finale della seduta dopo una temporanea debolezza, con i mercati ancora concentrati sul pericolo inflazione. Ad alimentare le peoccupazioni degli investitori contribuiscono anche i segnali emersi dai verbali dell'ultima riunione del comitato di politica monetaria della Fed, in cui per la prima volta alcuni membri del board hanno sostenuto che dagli incontri succssivi la banca centrale americana dovrebbe cominciare ad avviare una discussione sul tapering, cioè sul progressivo ritiro degli acquisti di asset. Allo stesso tempo i membri della Fed hanno ribadito che l'aumento dei prezzi registrato negli ultimi mesi non deve spaventare perché la fiammata osservata è "transitoria".
Milano a fine giornata segna un guadagno dello 0,88%, sostenuta come le altre europee dal buon andamento di Wall Street: al termine delle contrattazioni del Vecchio continente, il Dow Jones sale dell'1% e il Nasdaq guida il rimbalzo con un +1,8%. Londra termina in positivo dell'1%, Francoforte sale dell'1,52% e Parigi dell'1,29%. A Piazza Affari in evidenza Tim, dopo i conti trimestrali diffusi ieri. Wall Street è in cauto rialzo in avvio, dopo il dato sui sussidi settimanali di disoccupazione Usa, che scendono più del previsto a 444 mila unità.
Sulla sponda asiatica indici in flessione con Tokyo che aveva chiuso in mattinata a -0,19% nonostante un ottimo dato sull'export, cresciuto ad aprile del 38% rispetto allo scorso anno, in piena pandemia, segnando il maggior rialzo in 11 anni.
Il Bitcoin fallisce l'iniziale rimonta dopo le forti perdite delle ultime sedute e a sera torna in negativo. A incidere è la
Notizia che il dipartimento del tesoro statunitense vuole una stretta sulle transazioni di criptovalute per combattere le attività illegali, a partire dall'evasione fiscale.
Salgono l'euro e la sterlina nei confronti del dollaro, mentre segna il passo il greggio (Wti -0,73% a 62,9 euro) pur con le scorte settimanali Usa in ribasso. Sotto pressione i metalli ad eccezione dell'oro (+0,57% a 1.88 dollari l'oncia).
Scende a 116 punti lo spread tra Btp e Bund tedeschi, con il rendimento dei titoli decennali in flessione in chiusura all'1,05%.