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Immobiliare, frena la voglia di campagna: con la normalità torna l'interesse per le grandi città

(ansa)
Il 2020 si è chiuso con un calo del 7,7% delle compravendite (dati Agenzia delle Entrate), ma appena la ripresa si è mostrata a portata di mano gli italiani sono tornati a investire nel mattone. Il portale Idealista nota una inversione della tendenza iniziata con le chiusure e lo smart working: Roma, Prato e Milano sono i centri più ricercati
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MILANO - La fuga dalle città alle campagne, spinta dallo smart working e dalla riscoperta di una dimensione casalinga durante la quale sono cresciuti gli apprezzamenti per giardini e spazi aperti domestici, potrebbe avere breve durata. O almeno questo dicono i trend di ricerca intercettati dal portale Idealista, che con la graduale riapertura delle attività e il lento ritorno alle proprie scrivanie ha notato un ritorno alla normalità nel mercato immobiliare e un rinnovato interesse per i grandi centri urbani.

Se da più parti si sostiene che alcune modalità di consumo e comportamento, sperimentate durante la pandemia, sopravvieveranno anche quando tutto sarà alle spalle, per il momento la domanda di abitazioni è tornata a rifocalizzarsi sui capoluoghi di provincia superando i livelli pre-Covid: secondo l'analisi del portale, infatti, il 35,6% delle ricerche di alloggi in vendita si concentra nei capoluoghi, contro il 34,1% di gennai…

MILANO - La fuga dalle città alle campagne, spinta dallo smart working e dalla riscoperta di una dimensione casalinga durante la quale sono cresciuti gli apprezzamenti per giardini e spazi aperti domestici, potrebbe avere breve durata. O almeno questo dicono i trend di ricerca intercettati dal portale Idealista, che con la graduale riapertura delle attività e il lento ritorno alle proprie scrivanie ha notato un ritorno alla normalità nel mercato immobiliare e un rinnovato interesse per i grandi centri urbani.

Se da più parti si sostiene che alcune modalità di consumo e comportamento, sperimentate durante la pandemia, sopravvieveranno anche quando tutto sarà alle spalle, per il momento la domanda di abitazioni è tornata a rifocalizzarsi sui capoluoghi di provincia superando i livelli pre-Covid: secondo l'analisi del portale, infatti, il 35,6% delle ricerche di alloggi in vendita si concentra nei capoluoghi, contro il 34,1% di gennaio 2020. L'interesse per le città è salito di 4,7 punti rispetto al periodo di massima allerta Covid, l'aprile del 2020.

L'andamento delle compravendite: -7,7% nel 2020 ma recupero possibile

Indagine pubblicata proprio mentre l'Agenzia delle Entrate ha tirato le somme dell'anno caratterizzato dallo choc pandemico, che ha inevitabilmente pesato sull'andamento delle compravendite. L'Osservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia, realizzato con l'Abi, ha certificato un calo del 7,7% delle transazioni nel corso del 2020: sono state compravendute 558mila case, 46mila in meno del 2019. Se da una parte si è interrotta "bruscamente" la crescita dei volumi che dal 2014 andava avanti con una media del +7,5% annuo, ci sono segnali incoraggianti. Il rapporto parla di "elevata variabilità dei tassi tendenziali nei diversi trimestri dell'anno", ovvero di andamenti assai differenziati a seconda delle misure restrittive. In pratica, quando c'è stata la possibilità di muoversi sul mattone gli italiani hanno risposto "presente" e il mercato ha mostrato una buona capacità di recupero, non appena la ripresa economica si è mostrata a portata di mano. Nel terzo trimestre, quello estivo, proprio i comuni non capoluogo sono cresciute sensibilmente le operazioni dando credito a quella fuga dai centri urbani spinta dal Covid. Nella parte finale dell'anno, invece, tutte le aree del Paese hanno registrato volumi in crescita sul 2019.

Il ritorno della fame di città

E qui arrivano le indicazioni più recenti, non puntuali come quelli dell'Agenzia che fanno riferimento alle effettive compravendite, ma pur sempre indicative di una tendenza. L'ha sintetizzata Vincenzo De Tommaso, responsabile Ufficio Studi di Idealista: “i dati mostrano che il graduale ritorno alla normalità, con la riapertura delle attività lavorative, ha interrotto il trend di fuga dalla città. Si può dire che il ritorno della domanda nei contesti urbani, superiore ai livelli pre-pandemici, chiuda una fase straordinaria coincisa con l’anomalia di questo anno di emergenza".

Roma è la provincia italiana dove la più alta percentuale di ricerche di abitazioni si concentra nel mercato cittadino con il 66,2%, seguita da Prato (64,2%) e Milano (63,7%) sul podio dei centri urbani più richiesti dagli italiani. Anche Trieste (58,3%), Palermo (57,8%), Reggio Calabria (53,6%) e Bologna (52,7%) spiccano per numero di richieste. Proprio Trieste, per altro, è quella che ha visto crescere maggiormente l'interesse rispetto all'aprile del 2020, con un balzo di 12,5 punti percentuali. Tra i capoluoghi meno attraenti c'è invece Carbonia capace di attrarre solo il 4,2% delle ricerche avvenute nella provincia recentemente denominata Sud Sardegna. La seguono la provincia di Campobasso (6,1%), Cuneo (7,5%), Cosenza (8%), Teramo (8,2%) e Sondrio (8,9%).