Licenziamenti, ecco cosa cambia dopo la riscrittura del decreto Sostegni bis
di Valentina Conte , di Valentina ConteROMA - I tecnici di Palazzo Chigi hanno cancellato dal decreto Sostegni bis la mini-proroga del blocco ai licenziamenti prevista per il 28 agosto e annunciata dal ministro del Lavoro Andrea Orlando (Pd) nella conferenza stampa del 20 maggio. I tre scaglioni tornano dunque ad essere due. Vediamo cosa succede nel dettaglio.
Grandi imprese
Il divieto di licenziamento scade il 30 giugno. Fino ad allora le grandi imprese - soprattutto manifattura ed edilizia - possono usare le ulteriori settimane di Cassa Covid stanziate dal governo nel decreto Sostegni 1. La Cassa Covid è una Cassa integrazione speciale, introdotta in Italia proprio per l'emergenza sanitaria innescata nel febbraio 2020 dalla diffusione del coronavirus. Si tratta di una Cig tutta a carico dello Stato, finanziata cioè dal debito pubblico.
Piccole imprese
Il divieto di licenziamento scade il 31 ottobre. Fino ad allora le piccole imprese - prive di ammortizzatori ordinari e protette duranta la pandemia d…
ROMA - I tecnici di Palazzo Chigi hanno cancellato dal decreto Sostegni bis la mini-proroga del blocco ai licenziamenti prevista per il 28 agosto e annunciata dal ministro del Lavoro Andrea Orlando (Pd) nella conferenza stampa del 20 maggio. I tre scaglioni tornano dunque ad essere due. Vediamo cosa succede nel dettaglio.
Grandi imprese
Il divieto di licenziamento scade il 30 giugno. Fino ad allora le grandi imprese - soprattutto manifattura ed edilizia - possono usare le ulteriori settimane di Cassa Covid stanziate dal governo nel decreto Sostegni 1. La Cassa Covid è una Cassa integrazione speciale, introdotta in Italia proprio per l'emergenza sanitaria innescata nel febbraio 2020 dalla diffusione del coronavirus. Si tratta di una Cig tutta a carico dello Stato, finanziata cioè dal debito pubblico.
Piccole imprese
Il divieto di licenziamento scade il 31 ottobre. Fino ad allora le piccole imprese - prive di ammortizzatori ordinari e protette duranta la pandemia dalla rinata Cig in deroga a spese dello Stato - potranno usare la Cig Covid, rinnovata dal decreto Sostegni 1. Per queste imprese - soprattutto terziario e commercio - il governo studia una riforma degli ammortizzatori sociali che garantisca loro, a partire dal primo gennaio 2022, un ammortizzatore unico.
Il bonus ticket
Per scoraggiare i licenziamenti nelle grandi imprese, a partire dal primo luglio, il ministro Orlando ha inserito nel decreto Sostegni bis un incentivo. La possibilità cioè per queste aziende, una volta finita la Cig Covid (che scade il 30 giugno), di usare gli ammortizzatori ordinari a cui hanno accesso - Cig ordinaria o straordinaria - senza dover pagare il "ticket" previsto dalla legge, ovvero un'addizionale crescente all'allungarsi del periodo in Cig. Questo bonus durerà sei mesi: dal primo luglio al 31 dicembre. Le aziende che scelgono di mettere i dipendenti in Cig ordinaria o straordinaria "scontata" non possono però licenziare. Il divieto di licenziamento in questo caso deriva dalla libera scelta della singola impresa di avvalersi o no degli ammortizzatori ordinari. In tutti gli altri casi si potrà licenziare.
Lo scaglione saltato
Il ministro Orlando aveva illustrato il 20 maggio una terza data intermedia di sblocco dei licenziamenti (28 agosto), per rendere più graduale e selettiva l'uscita dal divieto che in Italia dura ininterrottamente dal 23 febbraio 2020. Dopo le aspre critiche di Confindustria - "inganno" di Orlando, "imboscata", "colpo basso" - ieri Palazzo Chigi ha deciso di cancellare la mini-proroga al 28 agosto. Ma per chi valeva? Solo per le grandi aziende che tra fine maggio e il 30 giugno avessero richiesto la Cig Covid. Solo per queste, il blocco dei licenziamenti si sarebbe esteso al 28 agosto. Mini-proroga cancellata.