Dario Scannapieco, da Harvard alla Cdp: chi è l'ex Draghi boy cresciuto tra i palazzi dello Stato
di Roberto Petrini , di Roberto PetriniUno degli episodi che Dario Scannapieco ama ricordare è come riuscì a proporsi al ministero del Tesoro italiano. Erano gli Anni Novanta, il nuovo presidente della Cdp, dopo la Luiss e un paio di anni alla vecchia società telefonica Sip, prese il coraggio su due mani e andò ad Harvard. Senza conoscenze nella classe dirigente dell’Italia decise di tentare la sorte, un po’ come si faceva una volta bussando a tante porte o come si fa oggi distribuendo mail di curriculum: acquistò per cinque dollari – come egli stesso ha raccontato in una intervista - il diritto a poter usare il logo di Harvard sulla busta in modo da avere più probabilità di non essere cestinato. Le sue competenze e il suo modo di porsi piacquero e Mario Draghi, allora direttore generale del Tesoro, lo chiamò a Roma.
Uno degli episodi che Dario Scannapieco ama ricordare è come riuscì a proporsi al ministero del Tesoro italiano. Erano gli Anni Novanta, il nuovo presidente della Cdp, dopo la Luiss e un paio di anni alla vecchia società telefonica Sip, prese il coraggio su due mani e andò ad Harvard. Senza conoscenze nella classe dirigente dell’Italia decise di tentare la sorte, un po’ come si faceva una volta bussando a tante porte o come si fa oggi distribuendo mail di curriculum: acquistò per cinque dollari – come egli stesso ha raccontato in una intervista - il diritto a poter usare il logo di Harvard sulla busta in modo da avere più probabilità di non essere cestinato. Le sue competenze e il suo modo di porsi piacquero e Mario Draghi, allora direttore generale del Tesoro, lo chiamò a Roma.
Al ragazzo di Maiori, sulla Costiera Amalfitana, dove la Pro Loco ancora lo festeggia come cittadino illustre e dove il nonno animava le pagine di piccoli giornali locali, si apriva il mondo dell’alta burocrazia dello Stato. Nemmeno trentenne andò ad occuparsi di privatizzazioni, con l’idea fissa di essere utile allo Stato: l’ascensore del giovane laureato in economia con l’idea di Harvard in testa, continuava a salire nella società. Nel 2007 va in Europa: vice presidente della Banca europea degli investimenti uno snodo chiave peraltro per il cammino del Recovery Fund.
Oggi Draghi lo richiama a Roma, come allora lo aveva chiamato dagli Usa: misurando il merito a tutto tondo che, quando c’è gente seria e onesta alla guida, è ancora in questo paese una chiave fondamentale. Non per niente Scannapieco, con governi di destra o di sinistra, è stato sempre confermato come è sicuro che si troverà bene a portare in porto politiche di privatizzazioni, come volevano gli Anni Novanta e l’organizzazione della presenza dello Stato come vuol lo sguardo di oggi.