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L'Agenzia per la cybersicurezza nazionale pronta al debutto. Si parte con 300 dipendenti

Nella bozza di decreto legge i dettagli sulla nuova struttura che sarà guidata da Roberto Baldoni. Al presidente del Consiglio attribuita la direzione e la responsabilità sulle politiche di cybersecurity. L'Agenzia avrà il compito di elaborare la strategia nazionale e sensibilizzare l'opinione pubblica sulla protezione digitale
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Abbiamo un nome e un acronimo: Agenzia per la cybersicurezza nazionale, detta Acn. C'è una bozza di decreto legge che la istituisce, composta di 19 articoli e in esame al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir). E si sa anche chi, quasi certamente, sarà chiamato ad assumerne la guida: il professor Roberto Baldoni, tra i massimi esperti italiani di sicurezza informatica, lo “cyber-zar” che dal 2017 ricopre il ruolo di vice direttore del Dis, il Dipartimento che coordina l'attività delle due agenzie di intelligence, Aisi e Aise. Ci siamo, dunque. Appena il testo, cui hanno lavorato il sottosegretario Franco Gabrielli e la nuova direttrice del Dis Elisabetta Belloni e che ridisegna l'intera governance italiana in tema di sicurezza cibernetica, avrà l'ok del Copasir (passaggio non dovuto, ma frutto di una “cortesia istituzionale” voluta da Gabrielli), sarà presentato al Consiglio dei minis…

Abbiamo un nome e un acronimo: Agenzia per la cybersicurezza nazionale, detta Acn. C'è una bozza di decreto legge che la istituisce, composta di 19 articoli e in esame al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir). E si sa anche chi, quasi certamente, sarà chiamato ad assumerne la guida: il professor Roberto Baldoni, tra i massimi esperti italiani di sicurezza informatica, lo “cyber-zar” che dal 2017 ricopre il ruolo di vice direttore del Dis, il Dipartimento che coordina l'attività delle due agenzie di intelligence, Aisi e Aise. Ci siamo, dunque. Appena il testo, cui hanno lavorato il sottosegretario Franco Gabrielli e la nuova direttrice del Dis Elisabetta Belloni e che ridisegna l'intera governance italiana in tema di sicurezza cibernetica, avrà l'ok del Copasir (passaggio non dovuto, ma frutto di una “cortesia istituzionale” voluta da Gabrielli), sarà presentato al Consiglio dei ministri per il varo.

La nuova governance in tema cyber

Al Presidente del consiglio è attribuita, in via esclusiva, “l'alta direzione e la responsabilità generale delle politiche di cybersicurezza”, intesa, questa, come l'insieme delle attività necessarie a proteggere l'integrità di reti, sistemi informativi, sistemi informatici e comunicazioni elettroniche. Compito che il capo del governo eserciterà con il supporto di un nuovo organismo, il Comitato interministeriale per la cybersicurezza (Cics). E' composto dal Presidente del consiglio, dall'Autorità delegata alla sicurezza della Repubblica e dai ministeri più importanti, e ha funzioni di “consulenza, proposta e deliberazione ai fini della tutela dello spazio cibernetico”. Segretario del Comitato è, a norma del decreto legge, il direttore dell'Agenzia nazionale.

Via con 300 dipendenti, saliranno a 800 entro il 2027

Vediamo come è fatta. La futura Acn è incardinata nella Presidenza del consiglio, sotto l'Autorità delegata, ed è sottoposta alla vigilanza del Copasir. Il direttore è di nomina governativa e avrà un mandato (rinnovabile) di quattro anni. E' un organismo che si presenta corposo. Il dl specifica che partirà con 300 dipendenti, trasferiti in parte dal dal Dis (una sessantina di persone), in parte dal ministero dello Sviluppo Economico e dall'Agenzie per l'Italia digitale. E' previsto però che la dotazione del personale raggiunga entro il 2027 quota 800 unità. “I contratti – secondo il sito Formiche.net, molto attento sull'argomento - saranno equiparati a quelli della Banca d'Italia, per esaltare i talenti italiani e scongiurare fughe all'estero”.

All'interno dell'Agenzia viene portato il Nucleo per la cybersicurezza, che ora è sotto l'ombrello del Dis. E' il terminale a cui arrivano le notizie di violazioni o tentativi di violazione dei sistemi e le notifiche sugli incidenti. “Si attiva per gli aspetti relativi alla prevenzione delle situazioni crisi e per le procedure di allertamento”

 

Punto di riferimento nazionale

I compiti sono molteplici, vanno dal predisporre la strategia nazionale di cybersicurezza alla sensibilizzazione dell'opinione pubblica sull'importanza della protezione digitale. In sostanza, l'Acn assume su di sé tutte le funzioni in tema cybersicurezza adesso parcellizzate tra il Mise, la Presidenza del consiglio, il Dis e l'Agenzia per l'Italia digitale. Cruciale è il ruolo di camera di compensazione degli interessi di settore. Nel dl, infatti, si legge: “Mediante il coinvolgimento dell'accademia, della ricerca e del sistema produttivo nazionale, supporta lo sviluppo di competenze e capacità industriali, tecnologiche e scientifiche. Può promuovere e finanziare specifici progetti e iniziative, volte a favorire il trasferimento tecnologico dei risutati della ricerca nel settore”. Fa, in altre parole, quello che ad oggi in Italia non fa nessuno: coordinare la miriade di aziende, ricercatori, operatori che lavorano per la sicurezza di computer, reti, circuiti bancari, infrastrutture e prodotti tecnologici, spingendola a condividere informazioni e a non disperdere risorse in progetti poco utili al rafforzamento delle “mura digitali” del Paese. Perché ormai è chiaro a tutti: per difendersi dalle sempre più devastanti aggressioni di hacker legati ad apparati parastatali e paramilitari ostili serve un approccio comune e comunitario. “Olistico”, per dirla con le parole di chi ha lavorato al dossier Acn.