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Tra fiammata dei prezzi, annuncio della fine degli acquisti e ansie dei mercati: gli equilibrismi della Fed di Jerome Powell

Il presidente della Fed, Jerome Powell (reuters)
Oggi si conclude una riunione molto attesa, con le nuove stime su inflazione e crescita americana. Potrebbe arrivare un segnale che da agosto/settembre si inizierà a discutere di tapering, la stretta dei rubinetti, che però è atteso solo nel 2022. Escluse azioni sui tassi
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MILANO - La necessità di dimostrare di esser pronti a reagire di fronte al surriscaldamento dei prezzi, ribadendo che si tratta comunque di una fiammata temporanea e che il mercato del lavoro è ancora lontano dal recuperare i pezzi perduti per strada col Covid. Far capire al mercato che a breve si inizierà a parlare seriamente di stop agli acquisti sul mercato, ora che il bilancio si è gonfiato fin quasi a 8 mila miliardi di dollari, scongiurando quel panico da abbandono che gli investitori hanno percepito già una volta nel recente passato: nel 2013, quando i rendimenti dei titoli di Stato americani salirno rapidamente per l'annuncio della prossima fine del Quantitative easing. Jerome Powell e la sua Federal Reserve, la Banca centrale Usa, sono chiamati a una grande impresa di equilibrismo retorico, al termine della riunione di oggi il cui esito sarà comunicato al mercato quando in Italia sarà l'ora di cena.

Secondo le attese d…

MILANO - La necessità di dimostrare di esser pronti a reagire di fronte al surriscaldamento dei prezzi, ribadendo che si tratta comunque di una fiammata temporanea e che il mercato del lavoro è ancora lontano dal recuperare i pezzi perduti per strada col Covid. Far capire al mercato che a breve si inizierà a parlare seriamente di stop agli acquisti sul mercato, ora che il bilancio si è gonfiato fin quasi a 8 mila miliardi di dollari, scongiurando quel panico da abbandono che gli investitori hanno percepito già una volta nel recente passato: nel 2013, quando i rendimenti dei titoli di Stato americani salirno rapidamente per l'annuncio della prossima fine del Quantitative easing. Jerome Powell e la sua Federal Reserve, la Banca centrale Usa, sono chiamati a una grande impresa di equilibrismo retorico, al termine della riunione di oggi il cui esito sarà comunicato al mercato quando in Italia sarà l'ora di cena.

Secondo le attese degli analisti di Unicredit, è "altamente improbabile" che il Fomc metta già oggi sul tavolo un cambio dei tassi o del ritmo di acquisti. François Rimeu, senior strategist di La Française AM, concorda: "Manterrà un ritmo di acquisti combinato di 120 miliardi di dollari al mese: 80 miliardi di dollari al mese per i titoli del Tesoro e 40 miliardi di dollari al mese per i titoli garantiti da ipoteca di imprese a partecipazione statale".

Ma l'incognita più grande è se Powell pronuncerà o meno la parola "tapering", la stretta graduale agli acquisti, che in passato fece assai male ai titoli di Stato americani. La paura del ritiro dopo una stagione di stimoli senza precedenti è molto forte. Per gli analisti della banca, il governatore si dovrebbe limitare a indicare che sarebbe appropriato iniziare a discutere un piano per il tapering, se l'economia continua a ripartire con forza, nei prossimi meeting.

Dal Fomc usciranno, infatti, anche le nuove proiezioni economiche. L'attesa è per una crescita media del Pil in leggero aumento dal 6,5%, mentre dovrebbe esser più consistente la revisione dei prezzi al consumo dal 2,2% ad ora indicato. Se davvero la previsione è che l'inflazione sia "temporanea", come più volte sottolineato dai governatori, non dovrebbero però esserci grossi scostamenti dal 2,1% previsto per il 2023 a marzo: Unicredit si aspetta un arrotondamento nell'ordine degli 0,1 punti percentuali. Sul concetto stesso di "temporanea", ha recentemente ragionato Antonio Cesarano di Intermonte, bisognerebbe poi capire con maggior dettaglio cosa intenda la Fed: le ultime indicazioni dicono che è più probabile parlare di trimestri che non di singoli mesi.

La crescita del bilancio della Fed, vicino agli 8 mila miliardi di dollari 

I mercati si sono avvicinati a questo appuntamento con una calma quasi sorprendente: il dato di maggio dell'inflazione americana è stato molto sostenuto (+5% per i prezzi nel loro complesso, +3,8% per la componente core che esclude alimentari ed energia che sono tradizionalmente più soggetti alla volatilità) e i prezzi alla produzione di ieri hanno battuto le attese, rafforzando i timori che si possano riversare sui prodotti finiti ulteriori rincari. La base 'energetica' dell'inflazione resta sostenuta, col petrolio che si è portato in queste ore ai nuovi massimi da ottobre 2018 e la qualità Wti ormai stabilmente sopra i 72 dollari al barile. Eppure il rendimento dei Treasury, che nelle scorse settimane era arrivato all'1,8%, è rimasto sotto quota 1,5% non segnalando particolari tensioni. Eventuali variazioni sulle stime o indicazioni forti sulle prossime scelte di politica monetaria, potrebbero avere un effetto importante.

Altro aspetto che gli investitori sbirceranno con interesse è come si muoverà la previsione di innalzamento dei tassi. Attraverso lo strumento del "dot plot", la Fed indica quanti partecipanti al Fomc si aspettano la prossima stretta monetaria: l'attesa è che cresca la pattuglia di chi vede un innalzamento del costo del denaro entro la fine del 2023, dai 7 partecipanti (su 18) del meeting di marzo. Un fattore che, si attende sempre Unicredit, Powell dovrebbe smorzare in conferenza stampa ribadendo l'atteggiamento paziente della Banca centrale.

Se dunque è vicino il tempo per iniziare a parlare di tapering (la banca di Gae Aulenti si aspetta che tra agosto e settembre parta formalmente la discussione, per annunciare in dicembre il via alla riduzione degli acquisti dal primo trimestre del 20222), la Fed dovrebbe ribadire che la strada per i suoi obiettivi e in particolare per la piena occupazione è ancora lunga. "Ci aspettiamo che la Fed dichiari che, a condizione di uscire con successo dalla crisi sanitaria, prenderà in considerazione una strategia di riduzione del QE a partire dall'inizio del 2022 - ha scritto Peter De Coensel, a capo degli investimenti sul reddito fisso di DPAM - Il mercato ha già prezzato completamente questa eventualità. Date le aspettative di un aumento temporaneo dell'inflazione nel medio termine, il silenzio della Fed sarebbe irresponsabile".