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Maria Chiara Franceschetti e la leadership nei sensori: "Siamo ripartiti dopo il Covid, ma è difficile trovare personale qualificato"

Donne impresa. Presidente di Gefran, multinazionale con sede nel bresciano con 800 dipendenti e il 70% del giro di affari all'estero. Dopo avere accusato il colpo per la pandemia ora l'azienda ha ripreso a correre: "Ci aspettano due anni positivi"
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Dall’officina allestita in un garage negli anni Sessanta alla multinazionale italiana specializzata nella progettazione e produzione di sensori, sistemi e componenti per l’automazione e il controllo dei processi industriali. Con hub produttivi su scala globale in Europa, Cina, Stati Uniti, India, Brasile. Maria Chiara Franceschetti, ingegnere meccanico bresciano, 52 anni, è la presidente dell’azienda di famiglia, seconda generazione del gruppo industriale Gefran, acronimo dei fondatori Ennio e suo fratello Giacomo, che con poco meno di 800 dipendenti nel 2020 ha prodotto ricavi per 129,6 milioni di euro. Il 70% del giro d’affari è all’estero.

Con lei, figlia di Ennio, ci sono i suoi fratelli Giovanna e Andrea, la prima impegnata nello sviluppo della sostenibilità, l’altro responsabile del versante commerciale. Da sempre attenti al tema della governance, i Franceschetti hanno per lo più puntato ad avere amministratori del…

Dall’officina allestita in un garage negli anni Sessanta alla multinazionale italiana specializzata nella progettazione e produzione di sensori, sistemi e componenti per l’automazione e il controllo dei processi industriali. Con hub produttivi su scala globale in Europa, Cina, Stati Uniti, India, Brasile. Maria Chiara Franceschetti, ingegnere meccanico bresciano, 52 anni, è la presidente dell’azienda di famiglia, seconda generazione del gruppo industriale Gefran, acronimo dei fondatori Ennio e suo fratello Giacomo, che con poco meno di 800 dipendenti nel 2020 ha prodotto ricavi per 129,6 milioni di euro. Il 70% del giro d’affari è all’estero.

Con lei, figlia di Ennio, ci sono i suoi fratelli Giovanna e Andrea, la prima impegnata nello sviluppo della sostenibilità, l’altro responsabile del versante commerciale. Da sempre attenti al tema della governance, i Franceschetti hanno per lo più puntato ad avere amministratori delegati esterni: dal 2020 in questo ruolo c’è Marcello Perini.

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Nell’head quarter originario di Provaglio d’Iseo, un’area in Franciacorta, vicino Brescia, la multinazionale opera attraverso sedi produttive in Germania, Svizzera, Stati Uniti, Brasile, Cina e India, filiali commerciali in Francia, Regno Unito, Belgio, Turchia, Singapore e oltre 80 distributori. Accanto al business storico delle piattaforme di automazione e dei quadri elettrici, la linea principale e molto specialistica di Gefran, è quella dei sensori nei quali l’azienda è leader di settore. Si tratta di componenti elettronici che servono a misurare le variabili fisiche (temperatura, forza e pressione), delle macchine per l’automazione industriale nella fabbricazione di materie plastiche, come ad esempio i cruscotti per l’automotive. Da soli producono un giro d’affari di 70 milioni di euro. Nel 2003 con l’acquisizione del gruppo italiano Siei, Gefran ha aggiunto alle sue linee i sistemi di regolazione dei motori elettrici, gli inverter, dalle macchine per il movimento terra agli ascensori, fino alle attrezzature da fitness.


“Il Covid ci ha fermati, reparto dopo reparto, nella primavera dell’anno scorso. Ma ci siamo ripresi e i ricavi dei primi tre mesi del 2021 ammontano a 37,4 milioni di euro contro i 31,4 del primo trimestre 2020, con un incremento del 19 per cento”. L’imprenditrice si è laureata all’università di Brescia, anche se “per passione avrei magari letto e scritto”, e ha seguito le orme del “signor Ennio”, così chiama suo padre, oggi presidente onorario. I primi due anni ha lavorato in una piccola azienda del gruppo, a Varese, che realizzava quadri elettrici, con i clienti finali nel mondo della plastica. “È stato quello che io chiamo il mio servizio militare. Ho cominciato da zero a capire i processi principali di un’impresa, ho imparato a parlare con i clienti, a fare il calcolo dei costi per preparare le offerte giuste, a dare soluzioni. Confrontandomi ogni volta con mio padre. Mi è sempre piaciuto scoprire come funzionano i processi aziendali. Ho fatto tanti corsi di perfezionamento. Banalmente non sapevo leggere un bilancio. Marco Agliati, persona che ho stimato molto, docente della Bocconi conosciuto come consigliere di amministrazione nel mondo del controllo di gestione, diceva: ricordatevi che l’impresa è l’unica macchina realizzata dall’uomo che ha un’η, l’eta greca misura il rendimento di un processo, maggiore di uno, perché ci si mettono dentro risorse, capacità, investimento e se ne estrae valore. Oggi, dopo tutto questo cammino, mi definisco un’imprenditrice”.


Lorenzo è nato nel 1998, il primo figlio di Maria Chiara Franceschetti che l’anno prima aveva sposato Fabio, un ingegnere civile con un’attività nel settore degli impianti termotecnici. “Sono stata molto fortunata. Ci siamo conosciuti a Varese, era il mio ragazzo di allora, avevamo 27-28 anni ed eravamo convinti di voler stare insieme. Fabio è una persona solida. Avere subito figli è stato un grande dono e ci ha dato consapevolezza”. La famiglia numerosa le sarebbe piaciuta. Nel 2001 è nata Carlotta e nel 2004 Marta. A malincuore si è fermata. Marta molto piccola ha subìto un intervento invasivo all’addome. “Ha sofferto, abbiamo patito. Ma oggi sta benissimo. Mia madre Caterina all’epoca mi diceva: fabbrichi figli così si fanno compagnia perché tu non ci sei mai. Mi ha sempre supportato, capiva la mia voglia di esprimermi fuori dell’ambito familiare. Purtroppo è morta in un bruttissimo incidente d’auto due anni fa. Mio padre è stato a lungo in coma”.
Attiva nell’ambito delle relazioni industriali, l’imprenditrice è membro del consiglio generale di Confindustria per il 2021-2023 ed è stata consigliere di A2A, la società multiservizi bresciana che gestisce ambiente, acqua ed energia. In Gefran dal 2014 al 2017 è stata amministratore delegato. “Si attraversava un momento difficile e decidemmo di accorciare la catena di comando. In quei tre anni ho affondato le mani nella vita del nostro gruppo. Curavo le assunzioni, seguivo la formazione e la strategia di crescita del personale. In azienda ci sono tante ragazze. Mio padre non è mai stato un maschilista, io primogenita femmina non ho mai avuto problemi, il nodo della diversità l’ho conosciuto più tardi. Il nostro cfo è donna, così la hr e tante presenze femminili che sempre nel rispetto delle maternità trovano realizzazione e spazi”. Pragmatica e fattiva. “Ci sono stati anni in cui giravo il mondo per visitare le nostre consociate in tutti i continenti. La tecnologia di base dei sensori, il cosiddetto elemento primario, è progettata e realizzata a Provaglio. Poi questi elementi vengono portati in Cina, nel nostro hub di Shanghai, dove si compra l’elettronica e realizziamo la parte meccanica, cioè le schede”.  


L’ultimo viaggio della manager è stato nel 2020, a fine gennaio, negli Usa, nel nuovo stabilimento a North Andover, vicino Boston, con una linea produttiva di sensori destinata al mercato americano. “Fa parte del mio lavoro stare in contatto con le filiali all’estero. E anche se con il Covid per un po’ si è bloccato tutto, siamo stati in grado di avere buoni risultati per i rapporti di fiducia costruiti negli anni”.


Nella strategia imprenditoriale di Gefran ci sono state tante acquisizioni e nel 1998 il salto in Borsa, con la quotazione, per crescere e innovare. “L’uomo o la donna soli al comando è una realtà superata. Essere quotati ci ha aiutati. Io sono presidente del cda, opero nel day by day con l’ad e i manager di riferimento, perché siamo una squadra. La nostra forza è competere sempre, vogliamo tenerci allineati sul piano tecnologico al livello più alto, con persone che dal punto di vista tecnico e applicativo risolvono i problemi dei clienti”.


Sul tema della lotta alla plastica per salvare il pianeta, secondo Maria Chiara Franceschetti si rischia un clamoroso misunderstanding. “Prendiamo ad esempio l’automotive, dove le parti in plastica stampata, le presse che creano i cruscotti sono fatte da macchine giganti. Secondo noi il discorso può svilupparsi con materiali ecocompatibili o rigenerati. Il punto vero è che non diventi rifiuto; conta la modalità con cui la plastica viene raccolta, non un no totale e pregiudiziale”.


Gefran opera in tutti i settori e processi industriali dove c’è variazione termica: il mondo della lavorazione dei metalli, dell’idraulica mobile, delle macchine per il movimento terra. “La core competence è conoscere i bisogni del cliente per poter rispondere velocemente alle sue richieste. Pronti e flessibili come siamo, facendo anche delle rapide modifiche ai prodotti, siamo in grado di cogliere opportunità molto interessanti. Dal product manager all’amministratore delegato si passa in maniera istantanea. Investiamo nell’innovazione. In funzione degli obiettivi strategici, la modalità di execution è delegata a chi può far il meglio. Ogni business ha un ufficio tecnico dedicato per la parte di sviluppo del prodotto. Il difficile semmai in questo momento è reperire le materie prime nella componentistica”.


La manager ha le idee chiare sul mestiere dell’imprenditore e sulla sua leadership. “La relazione tra le persone è una delle competenze chiave per imprendere, l’asset principale è fatto dai team se aggregati nel modo giusto. In questo mi sento preparata, e mi viene riconosciuto, ma è un fil rouge che fa parte del nostro dna. L’interpretazione della crescita sostenibile passa dal condividere i valori con chi lavora con noi. Non è un fatto scontato trovare un ambiente favorevole. Io passo in fabbrica una decina di ore al giorno. Sono e rimango un ingegnere, molto pragmatica, pianificatrice, per fare un’impresa bisogna esserlo, se sono così lo devo anche i miei studi classici”.


Il campo da golf, uno dei suoi sport preferiti, dista poco dall’ufficio, ci va con la sorella Giovanna. Qualche week end fuori porta, sane amicizie che le piace coltivare. L’amica che fa ceramica, un’altra di Roma che disegna abiti e li commercializza. “C’è una rete al femminile che mi nutre l’anima, anche di amicizie degli ultimi anni. All’inizio ho fabbricato i figli. Poi al lavoro pancia a terra. Ora per l’età e la maturità sto aprendo altre strade, interessi, curiosità, stimoli. Ai ragazzi dico guardatevi intorno. I miei figli hanno intelligenza e autonomia di pensiero per seguire ognuno la propria strada, a prescindere dalla mamma imprenditrice. L’azienda è un patrimonio. Non è detto e non è loro richiesto che ne facciano parte. Lorenzo studia alla Bocconi e una delle figlie ingegneria gestionale al Politecnico. Nessuno ha chiesto a me cosa fare”.

La manager ha ripreso casa in affitto dopo tanto tempo a Forte dei Marmi “perché è facile e ogni tanto bisogna fare le cose facili”, e ad agosto a Ponte di Legno, in Valcamonica, bellissima d’estate e d’inverno, con tanti amici, tutti sciatori. “Con i figli piccoli si andava due settimane in Sicilia o in Sardegna, nei villaggi turistici, per farli divertire. Ma viviamo a Cellatica, a sette chilometri da Brescia, in collina con vista sulle vigne, e qui la qualità della vita è notevole. Da piccola andavo in barca a vela sul lago d’Iseo. Mi sto facendo la ricarica dei libri per l’estate. Sono ottimista, ci aspettano due anni positivi, in cui noi imprenditori potremo fare molto bene. L’economia sta riprendendo, le aziende si riposizionano sull’attività produttiva. Noi di Gefran investiremo quasi 10 milioni di euro per supportare la parte di applicazione. Purtroppo è difficile trovare personale qualificato. Per me ho un bell’elenco delle cose da fare: anzitutto andare in Marocco, magari con tutta la famiglia, e organizzare un periodo per giocare a golf”.